Santuari Mariani nel mondo

 

ABRUZZO-MOLISE - AVEZZANO - Santa Maria di Pietraquaria

Il Santuario della Madonna di Pietraquaria sorge sul monte Salviano, a oltre 1000 metri sul livello del mare. L'immagine miracolosa della Madonna e la cappella che lo ospita esistono dal XII secolo, anche se in quel periodo il Santuario si ergeva sul monte di fronte a quello su cui si trova attualmente. La tradizione narra che nel 1268 l’intero feudo ospitante la cappella e la stessa cappella vennero distrutti da Carlo d’Angiò. Il quadro rimase sotto le macerie della distruzione fino a quando la Madonna rivelò ad un pastorello sordo e muto dove esso si trovava. Non solo venne ritrovato il quadro perfettamente intatto, ma il pastorello venne guarito miracolosamente! Col diffondersi della devozione, il Santuario venne in seguito ampliato e migliorato architettonicamente. L’attuale chiesa risale al 1881: possiede un’unica navata con presbiterio e coro; due cappelle sono dedicate a sant’Agostino e a san Gaetano. Sull’altare maggiore è collocato il dipinto della Madonna su legno. Il quadro, di autore ignoto, in origine di stile bizantino, è stato modificato in stile rinascimentale e si ritiene dipinto tra il XIII e XIV secolo. La Madonna è di genuina ispirazione biblica, ritta in tutta la persona, con il volto girato nella direzione di chi guarda. La Vergine, vestita di rosso vivo e il mantello azzurro costellato di stelle, offre al mondo il Bambino Gesù.

ABRUZZO-MOLISE - CASALBORDINO - Beata Vergine dei Miracoli

Il Santuario si erge sul luogo dove, secondo la tradizione, l'11 giugno 1576, il giorno dopo che una tempesta si era abbattuta sul paese distruggendo i raccolti, la Vergine sarebbe apparsa ad Alessandro Muzii, un contadino di Pollutri mentre recitava il Rosario, ammonendo i paesani a non lavorare il giorno festivo per placare l'ira di Dio. L'iconografia della Madonna dei Miracoli presenta la Vergine in un paesaggio agreste, nell'atto di porgere il suo ammonimento. A memoria dell'evento, dopo l'avvenuto riconoscimento ufficiale, venne edificata una prima cappella, della quale rimane solo l'effige posta sull'altare maggiore, dipinta subito dopo l'apparizione e riportata alla luce molti anni dopo, dato che era stata ricoperta da un'altra raffigurazione. Fu, quindi, edificata una chiesa a croce greca progettata dall'architetto Torresi, i cui lavori iniziarono nel 1824, con l'intento di ampliare la precedente cappella. La struttura attuale del santuario ha un'architettura a croce latina con cupola la cui edificazione fu ultimata nel 1962 e la consacrazione avvenne l'11 agosto del medesimo anno. Successivi lavori negli anni novanta hanno dato effettivo compimento all'opera, consentito la sistemazione della cripta nella quale è visibile il punto esatto nel quale secondo la tradizione avvenne l'apparizione. Il santuario è meta di pellegrinaggi, soprattutto  provenienti principalmente dall'Abruzzo e dal Molise. La cura del santuario è affidata dal 1925 ai benedettini che, nell'attiguo maestoso monastero, custodiscono tra l'altro una importante e ricca biblioteca, ricca di codici e miniature della tradizione benedettina italiana medievale. 

ABRUZZO-MOLISE - CASTELPETROSO - Beata Vergine Addolorata

Il santuario è sorto in seguito alle apparizioni dell'Addolorata nel 1888. IL 22 Marzo, mentre è alla ricerca di un agnellino disperso, Bibiana Cicchino, una contadina trentacinquenne, attirata dallo sfolgorio che promana da una grotta, si avvicina, e subito si trova immersa in una visione celeste: la Vergine SS.ma semi inginocchiata, con le mani allargate e gli occhi rivolti al cielo è lì, in atto di implorazione e di offerta; ai suoi piedi giace Gesù morto coperto di sangue e di piaghe.La notizia delle apparizioni si propaga con la rapidità di un lampo per tutta Castelpetroso e in tutti i paesi e le regioni vicine. Folle di fedeli accorrono verso la grotta delle apparizioni e il loro numero cresce di giorno in giorno. A vedere la Vergine è anche il vescovo del luogo, Mons. Francesco Palmieri, incaricato da Papa Leone XIII ad esaminare gli eventi. La mattina del 26 Settembre 1888, recatosi alla grotta per un sopraluogo, il Vescovo ha anche lui la grazia di vedere la Madre Addolorata, nello stesso atteggiamento descritto dalla veggente. Nel mese di novembre dello stesso anno, guarisce miracolosamente da tubercolosi ossea, il figlio di Carlo Acquaderni, direttore di una rivista mariana di Bologna. Dalla sua rivista egli lancia un appello ai devoti dell'Addolorata perché si mobilitino per la costruzione di una cappella commemorativa dell'evento prodigioso. Il Vescovo approva l'iniziativa, che riceve anche la benedizione di Leone XIII. La prima pietra viene posta il 28 settembre 1890. L’opera di costruzione dello stupendo Santuario è stata portata avanti mediante le offerte generose dei fedeli e ha visto alternarsi momenti di intenso e sollecito lavoro a momenti di interruzioni e crisi. Il fatto che un’opera così impegnativa sia stata portata a termine, sia pure in lunghi anni, con pochi mezzi e poche disponibilità finanziarie, sta a dimostrare il ruolo essenziale della Provvidenza.

ABRUZZO-MOLISE - GIULIANOVA - Madonna dello Splendore

Secondo un’antica tradizione, attestata da vari documenti del tempo, il 22 aprile 1557, su una collinetta al di fuori delle mura di Giulianova, la Vergine apparve a un umile taglialegna di nome Bertolino, mentre stava riposando all'ombra di un olmo, cinta da meravigliosa e abbagliante luce. La Vergine disse a Bertolino: "Su, Bertolino, alzati e vai a Giulianova e spargi per tutto il paese la lieta novella che la Gran madre di Dio qui ha scelto la sua dimora. Avvisa il clero che venga senza indugio alcuno con solenne processione ad onorarmi e che qui, dove tu ora mi vedi, mi si costruisca un Santuario". Bertolino si recò più volte dal governatore e dai reggenti della città per comunicare il messaggio della Madonna,, ma venne scacciato, deriso e anche percosso. La Madonna intervenne in suo aiuto liberandolo dalle mani di colui lo picchiava, che rimase improvvisamente paralizzato e muto. Tutti compresero, allora, di essere stati testimoni di un evento soprannaturale. Fu convocato il Clero e il popolo, per recarsi in solenne processione sul luogo indicato da Bertolino, dove la Vergine Maria apparve loro splendente tra fulgori di luce abbagliante. Come prova tangibile e imperitura dello straordinario avvenimento, la Vergine fece sgorgare, alla base dell'olmo in cui appariva, una sorgente d'acqua che esiste tuttora. La notizia dell'apparizione si sparse rapidamente e una moltitudine di persone giunse in pellegrinaggio da ogni dove, persino l'aggressore di Bertolino, portato a braccia volle recarsi al cospetto della Madonna che, nella sua infinita bontà, gli ridonòi l'uso della parola e delle articolazioni. Da quel giorno il colle divenne meta di pellegrinaggi continui e la devozione si diffuse anche tra gli abitanti delle regioni limitrofe tanto da rendere indispensabile la costruzione di un Santuario intitolato alla Madonna dello Splendore. Numerosi rifacimenti e ampliamenti, hanno trasformato la piccola chiesa di 200 mq in quella attuale a croce latina, con tre altari, ampio coro, sale laterali e porticato antistante. Nel 1946, al termine della seconda guerra mondiale, il popolo di Giulianova, riconoscente alla Vergine Maria per aver risparmiato la città dalla distruzione, volle costruire il nuovo altare maggiore e il nuovo tempietto che custodisce la statua della Madonna

ABRUZZO-MOLISE - LANCIANO - Madonna del Ponte

La Cattedrale della Madonna del Ponte, costruita sul vecchio Ponte Diocleziano, è una delle principali chiese d'Abruzzo. La decisione di edificare una chiesa in onore della Vergine venne presa nel 1389. Chiamata in origine Oratorio di Maria SS. dei Ponte e poi Santa Maria delle Grazie. Tra il '700 e l'800 fu completamente ristrutturata in stile neoclassico, su disegno di Eugenio Michitelli. La facciata presenta un avancorpo costituito da un portico a tre luci, con colonne sormontate dalla balaustra a terrazza. L'interno è a una sola navata e tutta l'architettura della chiesa è stata pensata per valorizzare al massimo la piccola nicchia che racchiude l'antica statua della Madonna del Ponte. 

ABRUZZO-MOLISE - MONTEODORISIO - Beata Vergine delle Grazie

Il santuario sorge alla periferia del paese e si ritiene che anticamente nel luogo esistesse già una chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore, andata completamente distrutta. Fu nel 1600 che sul luogo fu ricostruita una piccola chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. Si narra che durante alcuni lavori di restauro la statua della Vergine fu trasferita in altra chiesa, ma il mattino successivo vi era ritornata da sola misteriosamente. Altri fatti miracolosi riconosciuti come tali dalle autorità ecclesiastiche, avvennero nel 1886. Inoltre, durante i lavori di sistemazione delle fondamenta della chiesetta sgorgò una sorgente d'acqua con virtù miracolose. Molti infermi hanno trovato guarigione bevendo quell'acqua o bagnandosi con essa. Il primo miracolo, noto e documentato, avvenne ad una donna del vicino paese di Cupello che passava nelle vicinanze del santuario disperata perchè alla figlioletta era stato diagnosticato un grave male per cui aveva pochi giorni di vita. Su invito di un muratore che eseguiva i lavori alla chiesa, prese un poco di acqua della sorgente e ritornata a casa bagnò la figlia e gliene diede da bere. Dopo tre giorni la ragazza aveva cominciato a star meglio fino a guarire del tutto. Si sparse la voce del prodigio e, da allora, i pellegrinaggi non sono mai più terminati. Tra il 1886 ed il 1895 fu costruito il nuovo Santuario la cui inaugurazione avvenne il 1° settembre 1895. La festa solenne si celebra la prima domenica di settembre. La sera dell'ultima domenica di agosto la Sacra Immagine viene trasferita con solenne processione dalla parrocchia dove è custodita, al santuario dove resta esposta per tutta la settimana ricevendo continue visite ed omaggi dai pellegrini. Altra festa si celebra il 2 luglio giorno della ricorrenza della Madonna delle Grazie.

ABRUZZO-MOLISE - PAGANICA - Madonna d'Appari

Il Santuario si trova nella vallata del Gran Sasso alla periferia di Paganica, nel territorio comunale dell'Aquila. Secondo un'antica tradizione, il Santuario fu edificato nel XIII secolo, in seguito alle ripetute richieste della Vergine Addolorata, apparsa con il Cristo morto in grembo, alla pastorella Maddalena Chiaravalle, che si recava quotidianamente a pregare presso un'edicola a Lei dedicata. Originariamente il Tempio votivo era costituito da una sola struttura addossata ad un massiccio roccioso e poi, tra il XIV e XV secolo, la struttura venne ampliata ed edificata la facciata. Nel corso degli anni il Santuario è stata sottoposta a miglioramenti e a diversi restauri, soprattutto dopo i danneggiamenti causati dal terremoto del 2009.

ABRUZZO-MOLISE - PESCARA - Beata Vergine dei Sette Dolori

La Basilica fu costruita nel 1757 sul posto di una piccola cappella risalente al 1637. Il culto alla Madonna dei Sette Dolori è legato al ritrovamento di un dipinto miracoloso, la Madonna, con sette spade conficcate nel cuore a cui in seguito è stato affiancata una elegante statua vestita a lutto. L’attuale Santuario venne consacrato ufficialmente il 30 maggio 1757 dal Vescovo di Penne e Mons. Gennaro Fezzelli. D’impianto neoclassico la caratteristica della basilica è la sua semplicità costruttiva, la naturalezza dei materiali, la proporzionalità delle forme. Essa è a tre navate ove nelle laterali sono presenti antiche tele di pregio. L’elemento che la contraddistingue è la torre campanaria realizzata nel 1736, alta 25 metri. La prima domenica di giugno la città celebra la Vergine con una solenne processione. Il 3 dicembre 1952 il Santo Padre Pio XII proclamava in perpetuo la Madonna dei Sette Dolori celeste Patrona della Diocesi di Penne-Pescara. 

ABRUZZO-MOLISE - SCERNI - Madonna della Strada

Severa chiesa abbaziale isolata su una lieve altura in un paesaggio solenne, animato da gruppi di querce. Il Santuario Madonna della Strada, eretto intorno alla metà del sec. XII in stile romanico, è giunta sino a noi senza subire rovine o alterazioni naturali. Particolarmente interessante è il portale sul lato destro per la raffigurazione di Alessandro Magno portato in cielo da due ippogrifi, scolpita a bassorilievo nella lunetta. Da segnalare un notevole grande crocifisso ligneo (sec. XVI) e la Madonna della Strada, bella statua goticheggiante.

ABRUZZO-MOLISE - TERAMO - Beata Vergine delle Grazie

Il Santuario della Madonna delle Grazie si trova appena fuori le mura del centro storico di Teramo, nei pressi di Porta Madonna e del Parco Ivan Graziani. La chiesa ha pianta è rettangolare con una sola navata e tre cappelle per parte, il soffitto è a volte a crociera, con una cupola semisferica affrescata da Cesare Mariani. Dietro la cappella maggiore c'è l'abside. La facciata principale ha un portico con tre ingressi. La chiesa attuale sorge al posto del monastero benedettino di Sant'Angelo delle Donne che, secondo quanto rivela una lapide scoperta dal Savini, fu costruito con la donazione di un non meglio identificato Teodino nel 1153. Nel XV secolo i teramani, conquistati dalla predicazione di San Giacomo della Marca e dei suoi frati minori Osservanti, chiesero al Papa Eugenio IV che una comunità dei francescani restasse sul posto, speravano così di sedare le aspre lotte intestine che dilaniavano la città. La richiesta fu accolta e il 15 febbraio 1449, i frati entrarono nel monastero e gli cambiarono il nome in Maria Santissima delle Grazie. Le Benedettine, che lo occupavano, si trasferirono in città, dentro le mura. La predicazione, e l'azione pacificatrice, dei religiosi attirò la devozione di un numero crescente di fedeli, tanto che già negli anni 1465 - 1475 fu necessario ingrandire e modificare il vecchio complesso. Si presume che sia il convento che la chiesa furono ricostruiti ex novo, quest'ultima con un diverso orientamento della facciata, e che fu iniziata la costruzione del campanile. A causa di alterne e complesse vicende, tra il 1892 ed il 1900 la chiesa antica in stile romanico fu demolita e ricostruita come oggi la possiamo vedere. Dell'antico tempio rimane solo il campanile ed alcuni capitelli rinascimentali nel chiostro attiguo. Anche il monastero si è salvato quasi integralmente. Sull'altare maggiore vi è la splendida statua in legno policromo, risalente al XV secolo, della Madonna delle Grazie che, coperta da uno splendente manto d'oro, siede con il Bambino disteso in grembo. Essa è un autentico capolavoro dell'arte abruzzese che la critica più recente attribuisce a Sebastiano di Cola da Casentino. Secondo una tradizione fu donata, approssimativamente tra il 1470 ed il 1476, da Fra Giacomo della Marca. La statua è da sempre al centro della devozione popolare, di cui è testimonianza la imponente collezione di oltre 800 preziosi ex voto in lamina d'argento. La ricorrenza si festeggia il 2 luglio. Una copia di questa statua è venerata anche nella Chiesa St. James ubicato a Penns Grove in New Jersey negli Stati Uniti.

ALBANIA - SCUTARI - Madonna del Buon Consiglio

Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio ha una storia incredibile di distruzioni e risurrezione. La sacra icona originale si trova a Genazzano dal 1468, anno in cui le famiglie cattoliche la portarono via dal Santuario che era prossimo alla distruzione, per metterla “in salvo”. Il santuario di Scutari fu ricostruito nel 1917 e nel 1948 la Madonna del Buon Consiglio fu proclamata Patrona del popolo albanese. Ma con la trasformazione dell’Albania in Repubblica popolare comunista, fu tolto ai fedeli ogni diritto di praticare la propria fede religiosa. Il Santuario di Scutari fu nuovamente raso al suolo; chiese e moschee furono devastate o trasformate in magazzini, teatri o stalle; i sacerdoti furono ferocemente perseguitati, condannati al carcere, alla tortura o alla fucilazione. La persecuzione spietata e sanguinosa, non servì a soffocare la devozione del popolo verso la Madonna del Buon Consiglio. A partire dal 1990, con la caduta del comunismo, il popolo albanese ha ricostruito le chiese e i santuari mariani. Il 25 aprile 1993, Papa Giovanni Paolo II, ha benedetto la prima pietra del nuovo santuario a Scutari e ha donato una copia della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, da collocare nel nuovo Tempio, che risorgeva nuovamente sul luogo che da secoli era stato a lei dedicato. In particolare durante il mese di maggio, migliaia di cattolici raggiungono il santuario per esprimere la loro devozione e riconoscenza alla Madonna celeste protettrice e patrona dell’Albania.

ALGERIA - ALGERI - Nostra Signora d'Africa

La Basilica di Nostra Signora d’Africa, che si innalza su di un promontorio che domina la baia di Algeri, è stata costruita a partire dal 1872. Viene visitata anche da numerosi musulmani. La statua della Vergine, in bronzo, è coperta con un ricco vestito ricamato in stile di Tlemcen. L’Algeria fu terra cristiana e mariana dal secondo secolo dopo Cristo. L’invasione araba e l’islamizzazione del Paese, dal VII secolo, avvennero con la forza. Nel giro di qualche secolo, la Chiesa d’Africa venne decimata e non tenne che alcune sacche di resistenza, essenzialmente da parte dei Berberi. Bisognerà aspettare la conquista dell’Algeria da parte della Francia, nel 1830, perché la Chiesa si ristabilisse in questa regione dell’Africa del Nord. Terra di antica cristianità, l’Algeria, benché oggi islamizzata e scossa da sanguinosi attentati, non ha mai smesso di amare la Vergine Maria, che anche i Musulmani riconoscono, rispettano e onorano come la Vergine Madre di Gesù. Quando la Basilica di Nostra Signora d’Africa fu costruita, sotto l’altare principale vi fu scritto: «Nostra Signora d’Africa prega per noi e per tutti i Musulmani». Questa invocazione non è mai stata cancellata né dal tempo, né dagli avvenimenti che hanno scosso il Paese: rimane sempre ai piedi della Vergine che continua ad essere venerata e omaggiata sia dai Cristiani come dai Musulmani.

ALGERIA - ORAN - Nostra Signora di Santa Cruz

Questa santuario è situato sotto il forte di Santa Cruz e fu costruita dai francesi nel 1850 dopo l'epidemia di colera del 1849. L'architettura è in stile romano-bizantino, caratteristico del XIX secolo. Un aspetto di fortezza è stato aggiunto deliberatamente, come simbolo di difesa della fede. La statua fu acquistata dal vescovo di Oran, Mons. Callot, originario di Lione ed è simile a quella venerata con lo stesso titolo sulla collina di Fourviere che domina da ovest il centro storico della città francese. 

ANDORRA - LA VELLA - Notre Dame de Meritxell

Il santuario di Nostra Signora di Meritxell deve la sua origine ad una apparizione della Vergine Maria e le sue origini si fanno risalire al XII secolo.  Fu un 6 gennaio sul finire di questo secolo che gli abitanti del luogo trovarono un roseto completamente fiorito fuori stagione e, vicino ad esso, una statua della Madonna con il Bambino in braccio. La statua venne prelevata e portata nella chiesa parrocchiale, ma, il giorno successivo, venne ritrovata nuovamente ai piedi del roseto selvatico. Gli abitanti del villaggio di Meritxell interpretarono questo come un segno del cielo e decisero di costruire una nuova cappella nella loro città, nel luogo rimasto miracolosamente verdeggiante nel rigido inverno nevoso. Un disastroso incendio avvenuto tra l'8 e il 9 settembre del 1972, distrusse il tempio e anche l'immagine ivi venerata. La nuova immagine e la cappella risalgono al 1976 e furono realizzate su progetto di Ricardo Bofill.

ANGOLA - MUXIMA - Nostra Signora di Muxima

uxima è una cittadina della Municipalità di Quiçama, in Provincia di Bengo. Vi sorge il Santuario costruito nel XVI secolo (tra il 1594 e il 1602) dai portoghesi su un’altura dominante il fiume Kwanza, il maggiore fiume angolano, a circa 120 km in direzione Sud-Est dalla capitale, Luanda. È il Santuario più caro alla pietà popolare angolana, dove si venera un’immagine dell’Immacolata Concezione molto antica, alla quale i fedeli riservano una grande devozione. Da tutte le parti del Paese affluiscono pellegrini, in cerca di una grazia della Madonna: guarigione, riconciliazione in famiglia, ritorno di un figlio disperso in guerra, pace interiore, protezione dai pericoli di una vita moderna sempre più convulsa. A volte vi rimangono per più giorni, accampandosi alla meno peggio nelle vicinanze del Santuario, sopportando disagi notevoli come prova di affetto verso Mamà Muxima, come è chiamata qui la Madonna. Ogni anno, nella prima settimana di settembre si organizza il pellegrinaggio nazionale, al quale partecipano non meno di 200.000 persone che, durante un’intera settimana, affrontano i disagi di un viaggio su strade non ancora asfaltate, polverose e sconnesse. Rendono omaggio con fede a Maria, percorrendo in ginocchio la spianata del Santuario e partecipando alla suggestiva processione notturna con le candele accese. È certo che le pratiche di devozione alla Vergine in questo Santuario sono molto partecipate, al punto di fare di Muxima una vera e propria "cittadella mariana", come Fatima, Lourdes o Guadalupe, tanto per confrontarla con grandi santuari mariani del mondo.

ARGENTINA - CATAMARCA - Nuestra Señora del Valle

Catamarca è una città dell'Argentina Nord-orientale e sorge sulle rive del fiume Rio Valle. Il Santuario di Catamarca è uno dei tre santuari più importanti dell’Argentina insieme a quelli di Luján e di Itatí. Secondo antiche testimonianze nell'anno 1620, un indio, che era al servizio del ricco spagnolo Manuel de Zalazar, spigolando per i campi di grano, giunse davanti ad una grotta nelle vicinanze di Choya e vi trovò una piccola statua della Vergine, di cui non si venne mai a scoprire come fosse arrivata in quel luogo così solitario. Rapidamente si andò diffondendo tra gli abitanti del luogo, sia spagnoli che indigeni, la devozione a questa immagine che, a causa della sua forma iconica, venne denominata Pura e splendente Concezione. Alcuni decenni dopo venne costruito il Santuario, che si trova a circa 60 Km da San Fernando del Valle de Catamarca. Nel 1688 la Madonna del Valle venne proclamata Patrona della città. La principale festa del Santuario, si celebra il sabato successivo la Pasqua, con immensa partecipazione di popolo proveinete da tutta l'Argentina. 

ARGENTINA - CORDOBA - Nuestra Señora del Milagro

Nel 1580 arrivava in Argentina il primo vescovo, lo spagnolo Fray Francisco de Victoria, che si adoperò per far giungere in questo "Nuovo Mondo" un crocifisso ed una statua della Vergine del rosario; operazione che si concluse fra mille peripezie, tanto da essere considerata davvero miracolosa (da ciò il titolo di Nostra Signora del Rosario del Miracolo dato alla Vergine qui venerata). La statua della Madonna del rosario verrà in seguito, verso la metà del secolo XVII, portata nel convento di san Domenico di Córdoba, che da allora è diventato un forte luogo di culto mariano. La devozione alla Virgen del Milagro è legata anche ad eventi storici della lotta per l’indipendenza dell’Argentina: basti ricordare per tutti il generale San Martin, eroe nazionale che a questo Santuario fece dono delle bandiere del suo glorioso "Esercito delle Ande". Come è tradizione dell’Ordine domenicano, la festa patronale è celebrata la prima domenica di ottobre, in prossimità della festa liturgica della Madonna del rosario. Ma tutto l’anno è un continuo affluire di pellegrini che provengono da parrocchie di diverse parti del grande Paese sudamericano.

ARGENTINA - ITATI - Nuestra Señora di Itati

Itati era un piccolo villaggio sulle rive del fiume Paraná. Qui giunsero nel 1615 i due spagnoli Alonso de Buenaventura e Luis de Bolanos, con l'intento di fondarvi una missione, portando con sé una statua della Santa Vergine che deposero in una cappellina costruita con i ciottoli del fiume. Qualche settimana dopo, però, la cappellina fu saccheggiata dagli indios e l'immagine scomparve. Trascorsi alcuni giorni, due fanciulli indigeni appartenenti alla tribù dei Guaranì, mentre discendevano con una piccola imbarcazione il Paranà, intravidero la statua, circonfusa da una luce radiosa, su uno scoglio del fiume. I missionari, immediatamente informati, si recarono in processione con tutto il villaggio a prelevare l'immagine così miracolosamente ritrovata. Fu, quindi, costruito un vero santuario per custodire la santa immagine della Madonna, il cui volto, a partire dal Sabato Santo del 1624, iniziò a risplendere più volte come mai era successo prima. Queste trasformazioni furono viste da molte persone e confermate in documenti conservati negli Annali del Santuario. Nel 1900 la Vergine di Itati fu incoronata solennemente su ordine di Papa Leone XIII e nel 1910 fu nominata Patrona della Diocesi di Corrientes. Attualmente in questo splendido santuario giungono numerosi pellegrini, provenienti anche a piedi dalle parti più remote dell'Argentina. La festa di Nostra Signora di Itati, si celebra il 9 luglio.

ARGENTINA - LUJAN - Beata Vergine di Lujan

A 60 km da Buenos Aires si trova la cittadina di Lujan che deve la sua fama alla miracolosa immagine della SS. Vergine, venerata nel più grande santuario mariano dell'Argentina. Verso il 1630 un portoghese pensò di edificare nella sua proprietà una cappella alla Madonna. Scrisse ad un suo amico residente in Brasile, di procurargli un'immagine della Vergine e di mandargliela col primo piroscafo transitante sul fiume La Plata. Ricevuto il pacco con l'effigie, si accinse a portarla nella sua proprietà, sita nel Tucuman dove egli sarebbe rimasto. Durante il tragitto, lungo il fiume Lujan, accadde che il carro trainato dai due buoi e che doveva raggiungere la città, si fermò e rimase immobile, nonostante tutti gli sforzi per farlo andare avanti. Tutti capirono che la Vergine voleva essere onorata in quel luogo. Ebbe così inizio la devozione dei fedeli, prima in una cappella, poi in una chiesa, per giungere fino all'attuale grandiosa basilica. La statua in terracotta è piccola ed è circondata da un nimbo ovale attraversato da raggi. Un manto azzurro copre tutta l'effigie. La miracolosa immagine è custodita in una teca d'argento in un tronetto, dietro l'altare maggiore. Reca gli stemmi delle tre nazioni protette: Argentina, Paraguay e Uruguay. I pellegrini giungono da tutto il continente sudamericano e superano ogni anno i quattro milioni. La grande basilica che domina la cittadina è in stile gotico con annesso un ricco museo di storia e di arte religiosa.

ARGENTINA - SANTA FE - Nuestra Señora del Carmen

Nel 1865 fu benedetta la prima pietra della basilica-santuario Nuestra Señora del Carmen a Santa Fe; e i lavori continuarono alacremente per sei anni, fino alla morte del suo ideatore, avvenuta nel 1871. La costruzione fu più tardi ripresa e portata a compimento nel 1891, quando il tempio fu consacrato, anche se architettonicamente ancora da "rivestire"; impresa alla quale provvidero immigrati italiani. Il principale artefice fu Giovanni Cingolani, originario di Montecassino, che aveva studiato all’Accademia delle belle arti di Perugia. Giunto a Santa Fe nel 1809, aprì una delle prime accademie di disegno e pittura. Nel 1916 realizzò i formidabili dipinti murali della Basilica del Carmine che trasudano la sua profonda religiosità. Il suo lavoro artistico fu completato dalla magnifica decorazione di Francesco Marinaro che disegnò linee geometriche e figure angeliche che si integrano perfettamente con l’opera del Cingolani. All’interno della basilica spicca l’altare di marmo della navata di sinistra, dove si trova il ciborio realizzato dalla principale bottega d’arte del marmo della Provincia, avviata da un altro italiano, Alcide Napoleoni, nel 1888. Artisti del legno come Domenico Ferri e Antonio Di Dio, infine, decorarono stupendamente gli enormi armadi della sagrestia. Così, a Santa Fe della Vera Cruz, la Basilica-Santuario di Nuestra Señora del Carmen (uno dei principali e più venerati santuari mariani del Paese andino), testimonia l’estro artistico e la religiosità mariana di tanti nostri connazionali, qui approdati in cerca di fortuna.

AUSTRALIA - BERRIMA - Nostra Signora della Misericordia

La storia del Santuario narra che, quando il padre paolino polacco Agostino Lazur ha messo piede in Australia, nell’aprile del 1981, sentiva di dover promuovere la devozione a Nostra Signora di Jasna Gora in quel Paese. Così, nel 1984, con grande fede e l’aiuto di numerosi benefattori, ha acquistato la proprietà dell’attuale Penrose Park. È una storia che stimola l’immaginazione; ma fin dai primi giorni di vita del nuovo "luogo mariano", destinato a diventare ben presto un nuovo Santuario della "Madonna nera" di Jasna Gora venerata a Czestochowa e "trapiantata" in terra australiana, si è potuto assistere a molti miracoli della fede, che continuano fino ai giorni nostri. Dieci anni dopo che padre Agostino è arrivato in Australia, i Paolini hanno prima avviato una nuova costruzione del loro monastero, con annessa una splendida cappella dedicata appunto a Nostra Signora della misericordia, identificata con la "Madonna nera" di Jasna Gora, ispirandosi peraltro ai messaggi della Vergine di Fatima. Una specie di "ecumenismo mariano" che certamente dà i suoi frutti. Grazie alla splendida risposta di pellegrini che vengono qui sempre in gran numero, si è potuto provvedere infine alla costruzione dell’attuale Chiesa-Santuario, consacrata il 24 luglio 1997, vero grande centro di spiritualità mariana per tutta l’Australia.

AUSTRALIA - DARWIN - Nostra Signora degli aborigeni

Delle tante altre chiese mariane e dei vari "luoghi mariani" che si trovano in Australia va doverosamente citata la Cattedrale di Darwin, dove si venera Nostra Signora degli aborigeni. Il vescovo O’Loughlin, che commissionò il dipinto all’artista australiano Karel Kupka, disse: «Il Santuario della Madonna degli aborigeni sarà nella nuova Cattedrale un punto d’incontro per gli indigeni e richiamerà anche ai credenti e turisti europei e di altri popoli l’universalità del messaggio cristiano. Ed è curioso osservare che l’immagine della Madonna col Bambino, dai lineamenti del popolo aborigeno, può sembrare a molta gente un fatto strano, mentre è in conformità con la prassi della Chiesa cattolica che porta nel mondo la religione ai popoli in termini di locale comprensione». Anche se il volto della Madre non è proprio quello di una donna indigena, ma piuttosto di una creazione composita, è il risultato di abbozzi di diverse donne che hanno posato come modelli per l’artista, durante le sue visite alle stazioni missionarie tra gli aborigeni. Il Bambino ha la posa tipica dei piccoli indigeni, cioè tiene una gamba intorno al collo della Madre e una mano sulla sua testa. L’opera è un capolavoro di sintesi d’arte contemporanea e tradizionale, con disegni aborigeni, e costituisce un forte stimolo alla pietà e alla devozione degli aborigeni, che sono ancora abbastanza numerosi nel territorio della Diocesi di Darwin. La dedicazione della Cattedrale di Darwin a Nostra Signora degli aborigeni segna una specie di "atto di riparazione" storica, in chiave religiosa, per le sofferenze e la sopraffazione che il popolo indigeno dell’Australia ha subito da parte dei "nuovi padroni", i colonizzatori di questa terra.

AUSTRALIA - MARIAN VALLEY - Our Lady Help of Christians

Il Santuario di Marian Valley è sorto per ispirazione dei Monaci paolini (Ordine religioso che si richiama al primo eremita, san Paolo di Tebe). Questi Padri sono stati invitati in Australia dalla Polonia nel 1981; e, mentre conservano un rapporto speciale con la loro terra di origine, nella comunità cattolica dell’Australia hanno messo profonde radici. La loro comunità a Marian Valley riflette peraltro la varia composizione etnica della moderna Chiesa cattolica australiana. Marian Valley è a un’ora e mezzo di strada da Brisbane nell’entroterra. Questa “località” costituisce come una “Cittadella mariana”, spazio sacro in un ambiente sereno e paradisiaco, un po’ come Lourdes o altri grandi santuari d’Europa e dell’America Latina. Ogni anno, migliaia di pellegrini approdano a questo Santuario, consacrato solo nel 1995; ma già molto fervente di pratiche religiose devozionali e di rinnovamento spirituale, luogo di autentiche conversioni alla fede.

AUSTRALIA - SIDNEY - St. Mary

La Chiesa madre di tutta l'Australia è la Cattedrale dedicata alla Vergine Immacolata, sede della comunità cattolica di Sydney ed anche una delle più grandi cattedrali del mondo. Costruita con pietra locale sul luogo della prima cappella cattolica d'Australia dedicata alla Vergine, l'architettura neo-gotica ricorda le grandi cattedrali medievali europee. Il Padre John Therry, che nel 1820 sbarcò nella colonia penale di Port Jackson, pensò di costruire una cappella dedicata alla Vergine a conforto dei deportati cattolici. Nell'ottobre del 1821 venne posta la prima pietra su un'area presso la caserma del carcere. La chiesa però fu distrutta da un incendio nel giugno del 1865. La commissione formata poco tempo dopo perchè si occupasse della ricostruzione, affidò i lavori al più valido architetto australiano, William Wardell. Gli arcivescovi che si susseguirono nella direzione della diocesi, fecero il possibile per realizzare le varie parti del grandioso progetto e, nel 1928, in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale, il tempio venne benedetto e aperto al culto. Nel 1961, l'arcivescovo Thomas Gilroy la dotò di una stupenda cripta e definì il santuario "un tempio grandioso e splendente".

AUSTRIA - BERGHEIM - Maria Plain

Il santuario di Maria Plain sorge su una collina a 4 km da Salisburgo ed uno dei più frequentati della più antica diocesi austriaca. Nel 1662 Rudolf von Grimming edificò nel parco del suo castello un'edicola, ponendovi un'immagine della Vergine di cui era proprietario. Il continuo afflusso dei fedeli, obbligò l'autorità ecclesiastica a chiedere che l'immagine venisse trasportata in una Chiesa. Von Grimmin si oppose a questa ordinanza e lasciò sul posto una semplice copia della sua Madonna, mentre trasferì quella originale in un'altra cappella nei pressi di Augsburg in Bavera. Il diffondersi della devozione in Austria, rese pertanto necessaria la costruzione di una prima piccola chiesa, sostituita nel 1676 dall'attuale, a cui è annesso anche un monastero benedettino. In questo stesso anno, l'icona originale ritornò nel nuovo santuario. La sacra immagine venne incoronata solennemente nel 1748, in segno di riconoscenza dei salisburghesi alla Vergine, per aver salvato la città durante la Guerra di Successione che imperversava in quegli anni. Il santurio di Maria Palin è molto frequentato, soprattutto in occasione delle festività mariane o nel periodo estivo.

AUSTRIA - GRAZ - Maria Trost

Là dove ora sorge il santuario, nel 1600 c'era un castello. Il suo proprietario Han von Wilfersdorf, nel 1676 si era recato a visitare suo fratello, monaco cistercense: nella cella di quest'ultimo c'era una statua della Vergine con il Bambino che piacque molto ad Hans, tanto che la chiese in dono. Il nobiluomo aveva una figlia inferma, che fece voto di confezionare alla statua una veste preziosa, se fosse stata guarita. La sua preghiera fu esaudita all'istante e ciò fece immediatamente accorrere i fedeli. La cappella eretta da Hans von Wilfersdorf fu sostituita, nella prima metà del 1700, con l'attuale chiesa. Anche Maria Trost non sfuggi alla repressione di Giuseppe II: nel 1786 i religiosi, che avevano cura del santuario, furono allontanati e il loro convento requisito. Il sacerdote secolare, che li sostituì, aveva così poco spazio disponibile che dovette sistemare la stalla nel locale prima adibito a sacrestia. La situazione tornò alla normalità dopo il 1846, quando furono chiamati i francescani a prendersi cura del santuario.

AUSTRIA - GUTENSTEIN - Mariahilf

L'origine del Santuario è dovuta al ritrovamento di un'immagine della Vergine nel 1661, da parte di Richter Sebastian e alla fama che subito si diffuse di essere un'immagine miracolosa, come attesta un registro chiamato il "Libro dei Miracoli". Una prima chiesa costruita nel luogo del ritrovamento, andò completamente distrutta nel 1708 a causa di un incendio. La costruzione dell'attuale Santuario è stata avviata nel 1710 dal conte Ernst Ludwig e completata nel 1721. Il Santuario è affidato attualmente ai Servi di Maria.

AUSTRIA - LESACHTAL - Maria Luggau

Il santuario di Maria Luggau si trova nel comune di Lesachtal, a 1170 metri d'altitudine nella valle del Gail, in Carinzia. L'origine del Santuario dedicato all'Addolorata, risale al 1536. Secondo l'antica tradizione, laddove oggi sorge il tempio vi era un campo di segala la cui coltivazione era affidata ad una contadina di nome Helena. Un giorno in cui Helena, sentendosi molto stanca, si era sdraiata per riposarsi e si era addormentata, sognò che nel luogo dove si trovava, sarebbe dovuta sorgere una chiesa, e proprio lei avrebbe avuto il compito di costruirla. Superando le prime opposizioni dei contadini, Helena riuscì a realizzare una prima cappelletta in legno, in cui collocò l’immagine dell’Addolorata. Il vero Santuario sarà edificato fra il 1520 ed il 1544, in stile gotico. Da secoli questo Santuario è meta di numerosi pellegrini, proveniente in prevalenza dalla Carinzia, dalla Stiria e dal Salisburghese, ma anche dal Cadore e dalla vicina Carnia. Ogni anno, nel mese di settembre, sono i pellegrini di Sappada che raggiungono la località austriaca attraversando le Alpi, dopo un cammino di circa 9 ore.

AUSTRIA - MARBACH - Maria Taferl

Nella Bassa Austria, a Marbach, su un'incantevole collina della riva sinistra del Danubio, s'innalza il santuario dedicato alla Beata Vergine Addolorata, conosciuto come Maria Taferl. Nei tempi remoti, nei luoghi dove ora sorge il tempio, venne ritrovato uno zoccolo di pietra, un'ara sacrificale dei Celti che, quindi, si suppone, praticassero qui un culto superstizioso. Per cancellare questo ricordo, la comunità cristiana, fissò una piccola croce di legno alla quercia ai cui piedi era stata rinvenuta la pietra. La croce era fissata ad una tavola, che divenne successivamente la denominazione della località Beim Taferl e più tardi Maria Taferl. Le origini vere e proprie del santuario sono databili al XVII Secolo. Il 14 gennaio 1633,  il pastore Thomas Pachmann volle abbattere quella secca quercia di Taferl. Ma la sua ascia gli scivolò via spezzandoli consecutivamente le gambe. Dopo aver visto la croce ivi fissata, si inginocchiò e chiese perdono per il suo atto dissacratorio. Come un miracolo cessò la perdita di sangue dalle sue ferite e potè ritornare a casa completamente guarito. Sulla base di questo evento, tra il 1641 e 1642 il giudice di Kleinkrummnussbaum  Alessandro Schinagl, fece inserire una piccola statua della  Madonna Addolorata nella quercia, guarendo istantaneamente anch'egli da una grave malattia. A partire dal 1658 avvennero anche sul posto 26 apparizioni di luce o di misteriosi personaggi che si ripeterono tre volte all'anno negli anni successivi, sempre accompagnate da miracolose guarigioni. Dopo gli esiti positivi di una commissione d'inchiesta istituita nel 1659 per studiare la veridicità degli avvenimenti, con l'interrogazione di molti testimoni oculari, si decise la costruzione di un grande santuario. Il 19 marzo del 1660 venne innanzitutto celebrata la prima messa. Il 25 aprile venne posata la prima pietra per il santuario, la cui costruzione durò sessant'anni. I maestri di questa costruzione furono Georg Gerstenbrand, architetto imperiale di Vienna, successivamente Carlo Lurago e infine l'autore della cupola, Jakob Prandtauer. La festosa inaugurazione del santuario ebbe luogo il 29 aprile del 1724 a cura del cardinale di Passau, Josef Dominik Graf Lamberg, mentre l'altare maggiore veniva ultimato solo nel 1738. Il pellegrinaggio si sviluppò molto velocemente e, da allora, non si è mai più interrotto. Durante l'ultimo conflitto mondiale, Maria Taferl venne gravemente danneggiata e solo a partire dal 1947 fu possibile riavviare la riparazioni. Papa Pio XII elevò il santuario a basilica minore.

AUSTRIA - MARIA SAAL - Maria Saal

Maria Saal è il più antico centro cristiano della Carinzia, fondato nel VII secolo da san Modesto, le cui spoglie mortali si venerano proprio nel santuario. La chiesa venne edificata su un luogo di culto pagano dedicato alla dea della fecondità, molto venerata dalle antiche popolazioni illiriche. Nel corso del Medioevo, la chiesa servì per l'incoronazione dei conti della Carinzia. Alla sua origine il santuario non era mariano, ma lo divenne nel 1400, quando vi giunse l'attuale statua della Madonna con il Bambino proveniente, secondo un'antica tradizione dall'Italia e qui posta perché durante il suo trasporto i cavalli, giunti nei pressi della chiesa, non vollero più proseguire. Il Santuario ha subito nel corso dei seoli saccheggi, incendi, spoliazioni, ecc., ma non è venuta mai meno la devozione verso la Vergine qui venerata. L'aspetto attuale del Santuario risale all'epoca barocca, quando, dopo un devastante incendio nel 1669, il santuario fu sottoposto a un radicale restauro.

AUSTRIA - MARIA SCHOMOLLN - Maria Hilf

Secondo l'antica tradizione le origini del Santuario si fanno risalire al 1735 quando il contadino Michael Priewasser, appese una immagine della Vergine su un albero in memoria di suo figlio perduto. Già nel 1784, a causa della crescente popolarità del luogo, fu costruita una piccola cappella in legno demolita, per ordine dell'autorità locale nel 1810, ma poi ricostruita, nel 1850. Nel 1863 furono edificati accanto alla cappella un piccolo convento francescano e dei locali di accoglienza per bambini e pellegrini. Nel 1880 la cappella di legno originale venne sostituita da un nuovo tempio che, alcuni anni dopo, fu ufficialmente riconosciuto come luogo di pellegrinaggio. Il nuovo Santuario, in stile romanico, ha una lunghezza di 42 metri e una larghezza di 15 metri. La cappella laterale, dove si venera l'immagine della Vergine, fu realizzata dell'artista e Padre francescano Giovanni Maria Reiter. Un pannello di vetro nel pavimento indica la posizione dell'albero su cui l'immagine fu originariamente venerata.

AUSTRIA - MARIA WÖRTH - Unsere Liebe Frau von Wörth

Il Santuario di Maria Wörth si trova in Austria, su una penisoletta prospiciente il lago omonimo, a pochi chilometri dal confine con l'Italia. Il santuario è famoso perché frequentato sia da molti turisti che da molti pellegrini. Il tempio, in stile tradizionale austriaco, è piccolo, ma bellissimo e ben tenuto, ed è vicino a Velden e ad altre note località della Carinzia.  Una nota particolare del santuario è quella di essere una costruzione a due navate. Vi si venera un'antica statua che raffigura la Vergine con il Bambino in braccio.

AUSTRIA - MARIAZELL - Liebe Frau von Mariazell

Mariazell, posta tra le montagne della Stiria, è il più famoso santuario dell'Europa centrale e luogo religioso e spirituale delle popolazioni cattoliche della vasta area danubiana. Alla sua origine c'è la cella (Zell) di un monaco di nome Magnus che verso il 1157, provenendo dal monastero benedettino di Sankt Lambert, venne a stabilirsi su questi monti. Egli portava con sé una statua mariana di legno di tiglio che la tradizione vuole scolpita da lui stesso. La santa vita del monaco, la presenza dell'immagine e la fama dei miracoli, fecero accorrere ben presto dei pellegrini, non solo dalle popolazioni vicine ancora semipagane, ma anche da lontano. Il primo di una lunga serie di principi e sovrani che furono benefattori di Mariazell, fu Enrico Vladislav di Moravia, che nel 1200, in ringraziamento per la guarigione da una grave malattia, fece costruire la prima chiesa. Da allora la Vergine di Mariazell, è invocata come la "Madre delle genti slave". Nel 1370 giunse pellegrino anche il re d'Ungheria Luigi d'Angiò in ringraziamento per una insperata vittoria militare: come ex voto fece edificare la sontuosa cappella in cui si venera tuttora l'antica immagine al centro della chiesa. Il periodo di maggiore fioritura di Mariazell è databile attorno ai secoli XVII e XVIII, quando la stessa casa imperiale organizzava il grande pellegrinaggio annuale che partiva da Vienna. A quel periodo risale anche l'aspetto attuale del santuario e la sontuosa e ricchissima ornamentazione interna; della chiesa gotica si conserva il portale con la torre sovrastante e la cappella di re Luigi. Con l'imperatore Giuseppe II e le guerre napoleoniche che seguirono, il pellegrinaggio di Mariazell venne spesso impedito e il santuario subì varie spoliazioni; tuttavia tornò sempre prontamente a rifiorire e fu meta di grandiosi pellegrinaggi dall'Ungheria e dalle nazioni slave vicine e ancora oggi testimone della propria funzione di legame fra popoli diversi. Recentemente, come a rinsaldare il legame tra l'Ungheria e il santuario vi è stato sepolto il cardinale Mindszenty, l'eroico primate della nazione magiara; la sua tomba è stata anch'essa meta di pellegrinaggio.

AUSTRIA - RANKWEIL - Nostra Signora di Rankweil

Il santuario di Rankweil domina la valle austriaca del Reno, ricca di alberi da frutto. Dedicata alla Vergine, venne fondata nell'VIII secolo dal vescovo di Coira (Svizzera) su una ripida roccia situata al centro del villaggio. Completamente distrutta nel 1445, fu ricostruita alla fine del XV secolo e in seguito potentemente fortificata. A quest'epoca risalgono le mura, il torrione cilindrico e il cammino di ronda. Nel 1986 la chiesa è stata elevata al rango di basilica minore. La cappella miracolosa (Gnadenkapelle), risalente al 1658, prolunga la navata laterale. Tra numerose opere di oreficeria, ospita la statua della Vergine, elegante opera della scuola sveva del XV secolo. (tardogotico) A destra, una croce detta "d'argento" per il suo rivestimento di metallo prezioso presenta, sul lato visibile, un Cristo romanico (XIII secolo) e tre medaglioni raffiguranti scene della vita di Cristo. Da una porta che si apre sotto il matroneo si arriva al cammino di ronda (Wehrgang), che offre un magnifico panorama sulla valle del Reno: a ovest e a sud-ovest si contempla la barriera dell'Alpstein (Alpi d'Appenzell) con l'Altmann (2436 m), il Wildhaussattel, le cime frastagliate delle Churfirsten e il gruppo dell'Alvier. Sul versante austriaco, le Drei Schwestern (le Tre Sorelle) segnano il confine con il Liechtenstein. Da un'apertura tra le valli, a sud, si scorge la cima dello Schesaplana.

AUSTRIA - SALZBURG - Maria Plain

Maria Plain è il Santuario mariano più frequentato della diocesi di Salisburgo. Le origini della devozione si fanno risalire al 1652, quando Rudolf von Grimming edificò nel parco del suo castello un'edicola di legno e vi collocò un quadro della Vergine di sua proprietà. La grande affluenza di fedeli sul luogo fece intervenire l'autorità ecclesiastica, che ordinò il trasferimento del quadro in una chiesa. Il Grimming, a cui la cosa non piacque, sostituì allora l'immagine originale con una copia e collocò la prima in un'altra cappella, questa volta nelle vicinanze di Augsburg in Germania. Dato che, però, attorno all'edicola del parco la devozione continuava come prima, si rese necessaria la costruzione di una cappella che, divenuta ben presto insufficiente, venne sostituita dall'attuale chiesa ultimata nel 1676, insieme all'annesso monastero benedettino. Nello stesso anno il quadro originario tornò al santuario. A Maria Plain i fedeli di Salisburgo, hanno attribuito la salvezza della città durante la guerra di successione tra il 1740 e il 1748 e, in quella occasione, come segno di gratitudine, l'immagine venne solennemente incoronata.

AUSTRIA - TSCHAGGUNG - Unsere liebe Frau Maria Geburt

La costruzione del Santuario della "Madonna della Natività di Maria" risale al 1452-1454, poi ampliata e arricchita di elementi gotici e rinascimentali negli anni successivi. Gli affreschi del coro e dellla navata sono del maestro Michael Anton Fuetscher (1814). Il Santuario, dove si venera un'immagine in pietra della Vergine, si trova vicino a Rankweil ed è la meta preferita del pellegrinaggio nel Vorarlberg. 

BASILICATA - LAGONEGRO - Beata Vergine di Sirino

Il Santuario venne commissionato dal Sacerdote Ascanio Grisolia e realizzato nel 1629. La chiesa ha una forma quadrangolare, caratterizzata da pietre a secco, incastonata nella roccia che la ripara dalle intemperie. Al suo interno, il santuario è costituito da tre parti, dove a nord possiamo ammirare la cappella "ufficiale", mentre ai due lati si trovano le cappelle per il ricovero dei devoti. Sicuramente da apprezzare l'altare con una nicchia in legno, che custodisce la scultura della Vergine. Quando la statua è in processione viene sostituita da un dipinto ottocentesco che ritrae la Madonna con Bambino in trono, che sorregge il mondo. Da non dimenticare le preziose tele seicentesche, opere di autori ignoti. La venerata statua della Madonna di Sirino, viene ogni anno portata a spalla nella terza domenica di giugno fino alla secentesca cappella della Madonna della Neve, sul monte Sirino, a quota 1907 metri e successivamente viene riportata a Lagonegro, dove la terza domenica di settembre se ne celebra la festa.

BASILICATA - MATERA - Beata Vergine della Bruna

La "Madonna della Bruna" è la Protettrice della città di Matera. Non chiare sono le origini della festa la cui storia, tramandata di generazione in generazione, si è arricchita col tempo di innumerevoli varianti. Una di queste leggende racconta che una giovane e sconosciuta signora chiese ad un contadino di farla salire sul suo carretto per accompagnarla a Matera. Giunta alla periferia della città, nella zona dell'attuale chiesa dell'Annunziata di Piccianello, scese dal carretto e chiese al contadino di portare un suo messaggio al Vescovo, in cui diceva di essere la Madre di Cristo. Il Vescovo insieme al clero ed al popolo accorse subito ad accogliere la Vergine, e vi trovarono una statua; così la statua della Madonna fu fatta entrare in città su un carro trionfale addobbato. L'origine della tradizione della distruzione del carro invece è narrata da un'altra leggenda, secondo la quale i Materani, per evitare che il quadro della Madonna fosse rubato e distrutto dai Saraceni che assediavano la città, lo nascosero prima su un carretto e poi, messo in salvo il quadro, distrussero loro stessi il carretto pur di non far cadere le sacre immagini nelle mani di quegli infedeli. Alcuni storici locali, invece, sostengono che intorno all'anno 1500 il conte Giovan Carlo Tramontano, all'epoca signore di Matera, avesse fatto grandi promesse al popolo materano per dare maggiore solennità alle celebrazioni del 2 luglio, compreso un carro nuovo ogni anno. I cittadini materani così, per mettere alla prova il mal sopportato tiranno, assaltarono il carro trionfale costringendo il conte a mantenere la sua promessa. Le prime testimonianze concrete sull'esistenza di un carro trionfale rimandano tuttavia all'anno 1690. Relativamente al nome Madonna della Bruna sono attribuite diverse ipotesi: la prima è che derivi dal termine altomedioevale longobardo brùnja che era la corazza, la protezione dei cavalieri, quindi il nome avrebbe il significato di Madonna della difesa; altri invece sostengono che derivi da Hebron, città della Giudea dove la Vergine si recò per la Visitazione a Santa Elisabetta; infine un'ultima ipotesi, meno accreditata, è che il nome derivi dal colore del viso della Vergine. La statua della Madonna è ubicata all'interno di una teca nel transetto della Cattedrale a lei dedicata. Nella stessa Cattedrale un affresco che la raffigura, di scuola bizantina e risalente al XII secolo, si trova sull'altare sito all'ingresso della navata sinistra.

BASILICATA - MATERA - Beata Vergine di Picciano

A 16 km. dalla Città di Matera, in località "Picciano di La Martella", sorge il Santuario della Madonna Annunziata detta Madonna di Picciano. La sua origine è legata alle transumanze abruzzesi in Puglia e dintorni: la tradizione popolare narra, infatti, l’Apparizione della Vergine ai mandriani provenienti dal Gran Sasso d’Italia, accompagnata da intercessioni miracolose. Il più antico Oratorio, sorto prima dell’Anno Mille, sarebbe stato voluto dagli stessi pastori e commissionato a maestranze locali: di tale edificio è rimasto il portale originario, finemente scolpito in pietra. Nel 1200 venne poi ampliato in Chiesa romanica, a tre navate, completata nel XVIIII secolo. I Monaci Benedettini Olivetani tornarono qui nel 1966, dopo sei secoli, a custodire ed officiare il santuario, frequentato da pellegrinaggi soprattutto nelle domeniche del mese di Maggio. Il Santuario conserva un'icona bizantina ancor'oggi esposta sopra l'altare maggiore. Tra le congregazioni che gestirono il Santuario si annovera anche la Confraternita dei Cavalieri di Malta, che rimasero particolarmente legati al Santuario. Infatti a Malta si venera la Madonna di Caraffa, che è la copia esatta dell'icona esposta sull'altare maggiore del Santuario di Santa Maria di Picciano.

BASILICATA - VIGGIANO - Sacro Monte

E' il principale santuario della Lucania e si trova a 1725 m., sulla cima del monte ominimo. La statua, una Vergine bruna in trono con bambino, è di origine bizantina ed era venerata nell'antica Grumentum. E' probabile che sia stata portata sul monte per sottrarla agli iconoclasti. Del culto si ha notizia a partire dal secolo XI, forse dopo il ritrovamento delle statua. Da settembre a maggio questa viene conservata nella chiesa parrocchiale di Viggiano, mentre nei mesi estivi rimane nel piccolo santuario montano. In occasione del trasporto della statua, il sentimento religioso e il folklore delle popolazioni lucane, rivivono con canti, danze ed altre espressioni di pietà popolare tramandate da secoli.

BELGIO - BANNEUX - Beata Vergine dei poveri

In questo piccolo villaggio poco lontano da Liegi, si è sviluppata una vasta città mariana che accoglie ogni anno moltissimi pellegrini provenienti da tutta l'Europa. Le apparizioni si svolsero dal 15 gennaio al 2 marzo 1933 e furono otto in tutto. La veggente era una bambina undicenne, Marietta Beco, figlia di genitori poveri e onesti ma religiosamente poco praticanti. La prima apparizione avvenne la sera del 15 gennaio. Marietta guardava dalla finestra verso la strada in attesa del ritorno del fratello Juline; nel giardino di casa vide, stagliata nel buio della notte invernale, una figura di donna luminosissima, biancovestita, cinta ai fianchi da una fascia blu. Impedita dalla mamma ad uscire, Marietta cominciò a recitare il rosario con una corona che aveva trovato per strada qualche giorno prima. La apparizioni continuarono nei giorni seguenti, con intervalli anche lunghi. Ad esse assistette solo qualche cuorioso, mentre la maggior parte prendeva in giro la fanciulla. Il messaggio è centrato sulla misericordia: "Sono la madre dei poveri" diceva la signora, e la fontana, nelle cui acque gelide la fanciulla fu invitata a tuffare le mani, era "per dar sollievo agli ammalati". La Vergine chiese che si pregasse molto e che si costruisse una cappella. Dopo un breve periodo di riserbo e vedendo i pellegrini affluire, il parroco Jamin, s'impegnò totalmente nella costruzione e nello sviluppo del nuovo santuario. Una prima cappella fu inaugurata nel maggio dello stesso anno e rimane tuttora il cuore di Banneux. Il santuario non ha una vera chiesa ma vari spazi, altari all'aperto, itinerari sacri, ospedali per i pellegrini ammalati. Le apparizioni di Banneux vennero riconosciute nel 1942 e poi, più solennemente, nel 1947.

BELGIO - BEAURAING - Nostra Signora di Beauraing

Beauraing è un piccolo paese distante circa 20 km da Dinant in Belgio. Qui, dal 29 novembre del 1932 al 3 gennaio 1933, la Vergine apparve a cinque bambini dall'età dai nove ai 15 anni di nome Fernanda, Gilberta e Alberto Voisin, Andrea e Gilberta Degeimbre. La Vergine parlò soltanto nelle apparizioni dell'8 dicembre e nell'ultima, per dire ai fanciulli di essere buoni, di pregare e di far costruire una cappella in suo onore. Il 29 dicembre, scoprì ad essi il suo cuore che emanava un grande splendore. Sul luogo di queste apparizioni è sorto un santuario, tra i più frequentati del Belgio.

BELGIO - CHIÈVRES - Nostra Signora di Tongre

Il Santuario di Nostra Signora di Tongre si trova a Chièvres in Belgio. La sua origine è legata all'apparizione miracolosa di una statua della Vergine portata dagli angeli attraverso una bianca nuvola luminosa e deposta nei giardini del castello di Sir Hector, signore del luogo, verso le ore 23,00 del 1 febbraio 1081. Qualche mese dopo, il 27 marzo 1081, fu eretta una prima cappella, sostituita nel XIII secolo da una chiesa gotica, trasformata poi, nel 1777, nell'attuale tempio. Nel 1093 , Papa Urbano II approvò la confraternita di Nostra Signora di Tongre e nel 1951 Pio XII diede al Santuario il titolo di basilica minore.

BELGIO - HAL - Nostra Signora di Hal

Il santuario di Nostra Signora di Hal, situato tra Mons e Bruxelles, è il santuario nazionale del Belgio. Il culto risale al 1257, quando la vedova di Fiorentino IV conte di Olanda e Nuova Zelanda, Matilde di Brabante, offrì alla chiesa di San Martino di Hal una statuetta di legno alta appena 92 cm, avuta in dono da S. Elisabetta di Ungheria, raffigurante la Vergine seduta che allatta il Bambino. Ben presto i devoti accorsero numerosi, attratti dai miracoli che vi si ottenevano, tanto che a partire dal 1341, cominciò una santa gara nella raccolta delle offerte per la costruzione di una chiesa ampia e decorosa che fu inaugurata nel 1470 e si presentava come un vero gioiello di arte gotica a tre navate con cripta, coro e un grande campanile. Il santuario vide anche molti pellegrini illustri, tra cui i duchi di Borgogna, il re d'Inghilterra, gli imperatori Massimiliano I d'Asburgo, Carlo V e Filippo II di Spagna. All'epoca della Riforma, nel 1566, la medaglia di Nostra Signora di Hal, appuntata sul cappello, distingueva i duchi rimasti fedeli al cattolicesimo dai nobili favorevoli al calvinismo. La fama dei miracoli ottenuti per intercessione di Nostra Signora di Hal fu così vasta e popolare che moltissime città, anche fuori del Belgio, vennero dedicate a lei. La confraternita, sorta nel 1344,  organizza ogni anno la solenne processione nella prima domenica di settembre, e, ogni cinque anni, la tradizionale sacra rappresentazione dei Misteri della vita della Madonna, che richiama pellegrini da tutta l'Europa.

BELGIO - MONTAIGU - Nostra Signora di Montaigu

Il santuario di Montaigu è uno dei più antichi e frequentati del Belgio assieme a quello di Hal. Anche oggi l’affluenza è particolarmente rilevante: più di un milione di pellegrini all’anno. Nel mese di Maggio e il 1° Novembre, nel giorno di "Tutti i Santi", molti Pellegrinaggi vi si recano in spirito di penitenza e a piedi, come fanno, per esempio, gli Studenti dell’Università di Lovanio. Prima ancora del XIII secolo, in una zona boscosa, un Anonimo aveva posto tra i rami di una quercia una statuina della Madre di Dio, che, successivamente, fu scoperta da un pastorello e il culto si diffuse particolarmente dopo lo strano prodigio di cui fu protagonista questo pastore: egli voleva portar via l’immagine e perciò l’aveva rimossa dall’albero, ma rimase come paralizzato e non poté muovere un passo, finché la statua non venne ricollocata al suo posto. Presto accorsero i devoti e incominciarono a verificarsi dei miracoli testimoniati da ex-voto appesi sui rami dell’albero. Nel 1580, durante la Riforma, l'immagine fu trafugata o distrutta; alcuni anni dopo, però, ve ne fu collocata un'altra e, per interessamento degli arciduchi Alberto e Isabella, dal 1609 al 1627, fu edificato l'attuale magnifico tempio, caratterizzato da un'imponente cupola. Anche i sovrani di Spagna contribuirono alla costruzione per ringraziare la Vergine della protezione accordata alla loro flotta. Nel corso dei secoli, i pellegrinaggi furono numerosi e continui e contribuirono a far sorgere attorno al santuario una vera e propria città con fortificazioni e profondi fossati. Il 25 agosto 1782 la statua della Madonna fu incoronata e il 2 maggio 1922 al santuario fu dato il titolo di basilica minore.

BENIN - DASSA - Nostra Signora di Arigbo

Il Santuario, nella Diocesi di Cotonou, conosciuto come Grotta della « Madonna d’Arigbo », costruito e benedetto nel 1954, è divenuta una meta importante del pellegrinaggio di tutto il Paese ed è sorto per volere di Mons. Parisot  presso Dassa-Zoumé, - la ‘’città delle 41 colline’ -, nel Benin. Ogni anno, soprattutto nelle due solennità dell’Ascensione e dell'Assunzione di Maria del 15 agosto, vi accorrono decine di migliaia di fedeli, provenienti da tutto il paese, ma anche dal Togo, dal Niger e da Burkina Faso. Il 29 giugno 1994, Mons. Gantin, originario del Benin, cardinale molto vicino a San Giovanni Paolo II, ha dichiarato : « È a Maria, Madonna di Dassa, che fu offerta nel dicembre del 1956 la nascita del nostro episcopato [...] Ancora oggi è alla grotta di Dassa che si recano, per consacrare a Maria l’impegno del loro sacerdozio, tutti i nostri preti di Benin. ».

BOLIVIA - COPACABANA - Nostra Signora di Copacabana

Questo Santuario di origine coloniale spagnola in cui si venera dal XVI secolo un'immagine della Vergine conosciuta come Nostra Signora di Copacabana, patrona della Bolivia, è uno dei due principali Santuari sacri per i popoli indigeni e cattolici, insieme a quello della Vergine di Urkupiña vicino a Cochabamba, sempre in Bolivia. La collina su cui sorge il Tempio, che domina il Lago Titicaca, è stata consacrata come un "Calvario" ed è sormontata dalle stazioni della Via Matris, cioè dei Sette Dolori di Maria e completata da un altare con una rappresentazione della crocifissione di Gesù. Per questo il Santuario è diventato anche un importante centro di culto in tutta la regione durante la Settimana Santa, soprattutto il Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua .

BOLIVIA - ORURO - Virgen del Socavón

Il Santuario della Madonna del Socavón  si trova ad Oruro in Bolivia, negli altopiani a 3.700 metri di altezza. Il culto della Vergine è attestato negli ultimi decenni del XVI secolo, contemporaneo, quindi, a quello della Vergine di Copacabana. L' immagine della Vergine fu dipinta sul fango che si trovava ai piedi delle colline chiamate "Pie de Gallo", da cui il primo villaggio di Oruro, corrispondente all'attuale centro storico della città. Sembra esserci stata inizialmente una semplice nicchia o un eremo, trasformato poi in una modesta cappella, ampliata e restaurata più volte e trasformata definitivamente nella seconda metà del XIX secolo, sopratutto ad operra dei Servi di Maria, per lunghi anni custodi del Santuario.  La Virgen del Socavón è stata dichiarata patrona dei minatori e dei folkloristi. Ogni anno, infatti, migliaia di ballerini danzano davanti alla Vergine, dando al  Carnevale di Oruro l'originalità non di una semplice sfilata mondana, ma di un vero e gioioso pellegrinaggio che fa rivivere le grandi tradizioni religiose andine integrati nella fede cristiana.

BOLIVIA - SANTA CRUZ - Beata Vergine di Cotoca

Il Santuario della Vergine di Cotoca si trova nel dipartimento di Santa Cruz. La festa si celebra tra l'8 dicembre e il 15 dicembre, arco di tempo nel quale si riversano al Santuario migliaia di fedeli provenienti da tutta la regione e dall'intera Bolivia. L'origine esatta dell'immagine della Vergine di Cotoca è sconosciuta e si perde nella notte dei tempi. Secondo l'antica tradizione più accreditata, due boscaioli che si stavano preparando a tagliare un tronco d'albero maestoso e robusto nella foresta di Azuzaqué,  vi trovano in mezzo l'immagine della Vergine. Viene costruita inizialmente una rustica cappella,  frequentata dalla povera gente. Ma la Vergine di Cotoca, diviene subito famosa per i suoi miracoli, tanto che nel 1799 il Decano Pimentel chiede al vescovo l'autorizzazione per la costruzione di una cappella più grande. Il 4 novembre dello stesso anno, il Vescovo di Santa Cruz, dopo essersi consultato con il governatore Francisco de Viedma, concede la licenza e il 15 dicembre successivo il Decano può celebrarvi la prima messa. Dal 1839 in poi, nei vari anni successivi, vengono attuati restauri ed ampliamenti che portano il tempio e il complesso che lo circonda, allo stato attuale. La torre campanaria è stata costruita dall'italiano Bernardo Cadario e ultimata nel 1902. Attualmente la cura pastorale del Santuario della Vergine di Cotoca è affidata ai PP. Domenicani.

BOLIVIA - SUCRE - Nostra Signora di Guadalupe

Il santuario della Beata Vergine di Guadalupe a Sucre, una volta Chuquisaca, considerata di fatto la capitale della Bolivia, è molto importante e assai frequentato. L'immagine è opera del padre geronimita Diego de Ocama che la dipinse nel 1601, su richiesta del vescovo de tempo Alonso Ramirez. Questi, poi, nel 1602, proclamò la Madonna di Guadalupe celeste Patrona della Diocesi. Numerosissimi sono gli ex voto e, fra questi, anche una barca smaltata in oro, un pellicano e un serpente in puro oro massiccio. La festa più importante del santuario si celebra l'8 settembre, giorno in cui la sacra immagine viene portata dal santuario in cattedrale, dove per tutta la notte si svolgono in continuazioni cerimonie religiose.

BOSNIA - OLOVO - Beata Vergine Addolorata

Il più antico e importante santuario dell'Addolorata si trova ad Olovo nella Bosnia, lungo la strada fra Sarajevo e Belgrado. Il nome della località deriva dalle antiche miniere di piombo della zona: "Olovo" significa appunto piombo. Le prime testimonianze storiche risalgono al 1800 e ci attestano la grande fioritura di questo santuario, che può essere considerato, in quel periodo, come il più famoso e frequentato della zona balcanica: i pellegrini giungevano anche dall'Ungheria e dall'Albania, ed erano non solo cattolici, ma anche greco-ortodossi e addirittura ebrei, attratti dall'efficacia degli esorcismi che vi si praticavano. Il padre Nicola Olovcic, vescovo di Bosnia, nella sua relazione del 1672 racconta che quasi ogni giorno si verificavano in questo santuario miracoli strepitosi, soprattutto guarigioni di ossessi. E un altro vescovo bosniaco, precedente, padre Gerolamo Lucie, nel 1638 precisa che, non appena i malati guardavano l'immagine, immediatamente il demonio usciva da loro gridando: "Perché ci perseguiti e ci tormenti, Vergine Maria?". Per la festa dell'Assunta vi accorrevano cristiani e musulmani da tutte le regioni, camminando anche per tre mesi, fiduciosi di trovare aiuto e conforto davanti alla Consolatrice degli afflitti. Il santuario sopravvisse all'occupazione turca, anzi ai pellegrini precedenti si aggiunsero anche i mussulmani. Tutto ciò finì nel 1704, quando un furioso incendio distrusse totalmente sia la chiesa che il convento francescano. Il luogo rimase deserto per circa duecentotrenta anni, ma la memoria del santuario restò viva e fu fatto risorgere, sempre ad opera dei francescani, nel 1930, con l'erezione di una chiesa di vaste proporzioni.

BOSNIA - SIROKI BRIJEG - Beata Vergine Assunta

Uno dei più caratteristici santuari dedicati all'Assunta sorge a Siroki Brijeg, nella diocesi di Mostar-Trebinje. In una regione nella quale sono innumerevoli i minareti che si stagliano quasi sempre in uno sfondo di selvagge montagne, la chiesa dell'Assunta, tenuta dai padri francescani dal 1846, fa da richiamo dei valori eterni dell'uomo. Cattolici, ortodossi e musulmani vi si incontrano soprattutto nelle festività della Vergine e mirabilmente solidarizzano: la Madonna Assunta è Madre di tutti e a tutti indica il traguardo del Cielo.

BRASILE - APARECIDA - Beata Vergine Aparecida

Aparecida si trova sulla strada che unisce le due grandi città brasiliane, Rio de Janeiro e San Paulo. Le origini del grande santuario mariano nazionale del Brasile risalgono al 1717. Nel mese di ottobre di quell'anno, tre pescatori trovarono nel fiume Paraiba una bella immagine della Madonna della Concezione, in terracotta nera e alta cm. 40. La chiamarono Aparecida perché apparsa nell'acqua e trovata in una rete al posto dei pesci. Uno dei pescatori, Filippo Pedroso, conservò per 15 anni la statua a casa sua, poi la consegnò al figlio Atanasio il quale le costruì un piccolo oratorio. In seguito fu tutto un susseguirsi di miracoli che richiamarono una sempre crescente folla di pellegrini. Nel 1745 venne costruita e benedetta la prima chiesa che, un secolo dopo, fu ampliata. Il nuovo grandioso santuario è stato inaugurato da Giovanni Paolo II. E' la chiesa più grande dell'America Latina, può contenere fino a 20 mila persone, mentre la piazza antistante più di quattromila. Aparicida è uno dei più grandi santuari del mondo ed è tenuto dai Padri Redentoristi.

BRASILE - BELEM - Nostra Signora di Nazareth

La cittadina di Belém, capitale dello Stato di Pará, è situata all'estremo Nord del Brasile ed è molto nota, proprio per il suo santuario di Nostra Signora di Nazareth, centro nevralgico della devozione mariana del Paese. Esso venne costruito nel 1852 in seguito al ritrovamento della statua della Vergine ad opera di un meticcio di nome Placido. Nel tempio che, al suo interno, ripropone un po' l'architettura della Basilica di San Paolo a Roma,  ci sono 32 colonne di granito, 54 vetrate prodotte in Francia, 38 medaglioni in mosaico, realizzati in Brasile ed a Milano e 19 statue di marmo di Carrara. E' viva in questo santuario la tradizione di una veglia mensile di preghiera detta delle "Mille Ave Maria, in cui vengono recitati molti rosari, intercalati da canti, meditazioni bibliche, ecc. Il momento culminante della vita del santuario è l'’imponente processione della Vergine, a cui partecipa ogni anno più di un milione di pellegrini, della quale il papa Paolo Vi ebbe a dire: "Gioie e tristezze di un intero popolo confluiscono in questo immenso fiume di gente: un popolo alla ricerca di Dio e del suo amore; un popolo che prega, canta, piange e si affratella sotto lo sguardo materno di Nostra Signora di Nazareth".

BRASILE - CURITIBA - Nossa Senhora do Carmo

Il Santuario di Nossa Senhora do Carmo (cioè, del Carmelo) a Curitiba, nello Stato di Paraná, è uno dei tanti dove in Brasile – come del resto in tutta l’America Latina – la Vergine del Carmelo viene venerata. Sorto come chiesa parrocchiale nel 1954, fu elevato al grado di santuario nel 2001, grazie alla sua straordinaria attività religiosa, centro di evangelizzazione e di opere di carità. Un ampio rifacimento, portato a termine fra il 2005 e il 2007, ne fa uno dei più begli edifici sacri di architettura moderna in Brasile. Molto frequentato, è un po’ il simbolo di quanto le devozioni più classiche alla Vergine (come quella del Carmelo, appunto) siano radicate nel nuovo Mondo, grazie all’opera missionaria di religiosi di origine europea, qui approdati con il loro patrimonio di fede e di devozione autentica alla Vergine Madre. La citazione di questo Santuario come uno dei più significativi dell’intero Brasile vuole essere un omaggio ai tanti altri innumerevoli santuari che costellano questo Paese come espressione della devozione mariana dei colonizzatori che dal vecchio Continente sono qui approdati per piantare la religione cristiana con ciò che ha di più caro, come la devozione mariana.

BRASILE - NITEROI - Nostra Signora Auxiliadora

Ninteri si trova dall'altro lato della baia di Guanabara. La città, antica quanto Rio de Janeiro, prese importanza dalla coltivazione del caffè ed è anche nota per le sue industrie e i cantiri navali tra i più importanti del Brasile. Il magnifico ponte detto "Ponte Presidente Costa e Silva",  lungo ben 15 km la unisce a Rio. Il grandioso complesso del santuario di Maria Auxiliadora, che comprende anche scuole e vari servizi sociali soprattutto a favore dei giovani, venne innalzato nel 1917 sul luogo che fu la prima sede dei Salesiani in Brasile. L'altare maggiore, splendente di marmi policromi, porta la sacra immagine della Vergine, nella forma iconica cara a Don Bosco. La Madonna Ausiliatrice è venerata come la principale Patrona di Niteroi.

BRASILE - QUIXADÁ - Nossa Senhora Imaculada Rainha do Sertão

Uno splendido scenario naturale circonda la comunidade mariana Oásis da Paz (che si ispira alla devozione alla Madonna di Medjugorje) a Quixadá, cittadina posta su un monte dal quale domina il Santuario di Nossa Senhora Imaculata "Rainha do Sertão". È la prima comunità missionaria del Movimento in Brasile, aperta nel 1994, che è venuta a contatto più direttamente con la realtà della povertà materiale e spirituale di quella terra. La costruzione del Santuario fu iniziata nel 1993; e la sua consacrazione si ebbe l’11 febbraio 1995. Al suo interno sono riprodotti 27 "pannelli" della Vergine Maria, riproducenti i titoli sotto i quali la Madonna è venerata nei 27 Paesi latino-americani. Si direbbe che caratteristica di questo luogo di culto mariano sia il fecondo fiorire di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, vero dono della Vergine immacolata alla Chiesa brasiliana.  

BRASILE - RIO DE JANEIRO - Nostra Signora da Penha

La devozione a Nossa Senhora da Penha de França ha avuto origine nel XV secolo in Europa, da quando, il 19 maggio 1434, un pellegrino francese di nome Simão Vela,  ne scoprì l’immagine sul monte Penha de França nei pressi di Salamanca. A Rio de Janeiro, il culto si diffuse invece a partire dal 1635, da quando, cioè, il capitano Baltazar de Abreu Cardoso, trovandosi in un terreno di sua proprietà di fronte ad un enorme serpente velenoso, ebbe salva la vita per un provvidenziale intervento della Vergine. Riconoscente alla Madonna, Baltazar costruì, sul luogo del miracolo, una piccola cappella, collocandovi un'immagine di Nossa Senhora da Penha da lui molto venerata. Nel 1819 fu costruito un immenso scalone di accesso con 382 gradini ricavati dalla pietra da cui prende nome il Santuario, in seguito ad un voto fatto alla Vergine da una devota di nome Maria Barbosa, come ringraziamento per la grazia di un figlio da tempo desiderato. Nel 1870, demolita la cappella originaria, fu iniziata la costruzione del nuovo Tempio che, situato sulla roccia, è ben visibile anche da lontano sulla baia. Questo santuario si trova al centro di un popoloso sobborgo di Rio de Janeiro, martoriato dall’indigenza e dalla criminalità e ne è divenuto il simbolo del riscatto e del rinnovamento spirituale sociale.

BRASILE - SALVADOR BAHIA - Nossa Senhora Da Conceição‎ da Praia

A Salvador Bahia il Santuario più significativo edificato in onore della Vergine è quello consacrato a Nossa Senhora da Conceição da Praia, espressione della fede cattolica e di un amore filiale verso la Vergine Maria nel mistero della sua Immacolata Concezione. Costruito nel 1623, fu ampliato e arricchito per opera della confraternita del SS. Sacramento Nossa Senhora da Conceição da Praia nel 1736 e, successivamente, nel 1765 e nel 1849. Con la festa a lei dedicata si apre il lungo ciclo che termina il giorno delle Ceneri, dopo l’apoteosi del carnevale. L’8 dicembre, nella stupenda chiesa di Conceição da Praia, nella città bassa, presso il "Mercado Modelo", l’Arcivescovo di Bahia, primate del Brasile, celebra la Messa in onore della Patrona di Salvador e dell’intero Stato di Bahia. Al termine si snoda una spettacolare processione che attraversa i quartieri vicini. Il primo di gennaio, dal molo di piazza Cairu, dove si trova il "Mercado Modelo", la statua di Nossa Senhora da Conceição (insieme a quella di Nosso Senhor Bom Jesus dos Navigantes) viene imbarcata sul bel battello "Gratidào do Povo", dando così inizio ad una stupenda processione marittima a cui prendono parte decine e decine di imbarcazioni di ogni tipo e modello, addobbate a festa e affollate di gente che continua il veglione dell’ultimo giorno dell’anno o si prepara al carnevale, in mezzo a samba, pagode o musica axè… L’importanza di questo Santuario crebbe ancora di più quando, nel suo viaggio apostolico in Brasile del 1971, Paolo VI gli conferì il titolo di Basilica minore e proclamò Nostra Signora, sotto il nome di Conceição da Praia, patrona unica ed ufficiale non soltanto della città di Salvador, ma di tutto lo Stato di Bahia, nel Nord-Est, che costituisce senza dubbio un volto unico del Brasile, con peculiarità e specifiche connotazioni che ne fanno una meta sempre nuova e sempre ammirata nel mondo. Afferma Jorge Amado, lo scrittore brasiliano che più e meglio di tutti ha interpretato i segreti di questa terra, che Bahia non è necessario spiegarla «perché il suo mistero è come un unguento che scorre dal cielo e vi avvolge completamente, corpo, anima e cuore». Bahia è proprio così: è la capitale «dell’anima brasiliana», città che sa prendervi con tutte le sue espressioni di antica derivazione africana. E Salvador Bahia è anche una delle "capitali" della devozione mariana dei brasiliani. 

BULGARIA - BACHKOVO - Beata Vergine Assunta

Il Monastero-Santuario della Santa Vergine di Petritch, più noto sotto il semplice nome di "Monastero di Bachkovo" è classificato per la sua importanza subito dopo quello di Rila. Fondato, come attesta il suo statuto originale conservato fino ai nostri giorni, nell'anno 1083 da Gregorio Bakourian, originario della Georgia e Ufficiale Maggiore degli eserciti bizantini d'Occidente. Innalzato su un altipiano prospiciente la riva destra della Zaya, il Monastero, con i suoi robusti bastioni e la sua posizione strategica inespugnabile, ha tutto l'aspetto di un Castello medievale. La sua Biblioteca straordinariamente ricca e il suo tesoro celebre per una inestimabile collezione di vasi e di oggetti preziosi del culto, fu meta, nel corso dei secoli, di studiosi e di turisti di tutta l'Europa. Distrutto ed incendiato dai Turchi nel secolo XVI, fu ricostruito sulla stessa area nei tre secoli successivi, utilizzando vecchi brani di muro con affreschi di notevole valore artistico, tra cui la "Vergine della Deisis" e la "Madonna con i due Arcangeli". La Vergine della "Deisis", immagine simbolica del Giudizio finale, è rappresentata nella conca dell'abside della Chiesa insieme a San Giovanni Battista, in preghiera e rivolta verso il supremo Giustiziere per intercedere in favore del genere umano ed implorare la remissione universale dei peccati. La "Madonna con i due Arcangeli", simbolo della Chiesa celeste, è dipinta nella nicchia situata al di sopra del nartece che dà sulla Chiesa della Cripta ed occupa la parte centrale della vasta composizione che rappresenta il Paradiso, popolato di Angeli e Santi disposti a corona tra i dodici Apostoli. È in preghiera ed è seduta su di un trono con due Arcangeli ai suoi fianchi; dal volto, improntato di dolcezza e di mansuetudine, traspare un’ineffabile umanità che riduce i contrasti e placa ogni rancore. È la rappresentazione perfetta della Madonna Assunta, titolare del Santuario. Per la festa del 15 Agosto a Bachkovo accorre molta gente da ogni angolo della Nazione, per partecipare alle suggestive Processioni e fiaccolate notturne in onore di Maria. Già alla vigilia si vedono fedeli di ogni età e ceto sociale salire a frotte verso il Santuario, molti inghirlandati di fiori e biancovestiti, altri in abiti di penitenza. Nella notte ogni pellegrino, con in mano una lampada ad olio o un cero accesi, sente il dovere di partecipare festosamente, per parecchie ore, all'interminabile corteo di luci che disegnano il monogramma di Maria. I coniugi, desiderosi di aver prole, si recano in pellegrinaggio a Bachkovo e vi restano quanto più tempo è loro possibile, in preghiera e digiuno. Infine, prima di allontanarsi dal sacro recinto, fanno voto all'Assunta che, se verranno esauditi, faranno molte elemosine in capi di vestiario e in generi commestibili. Bachkovo, nel lungo andare dei secoli e nonostante la plurisecolare dominazione musulmana, ha conservato intatto il suo carattere di centro autentico ed irradiatore della devozione mariana in Bulgaria.

BULGARIA - RILA - Madre di Dio protettrice

All’inizio del X secolo appartiene il primo monastero bulgaro fondato a Rila dal santo eremita Giovanni Rilski, cui è attribuito il titolo di patrono della nazione bulgara e la cui salma ancora è ivi custodita. Tale luogo, dedicato alla Madre di Dio Protettrice, rappresenta il cuore non solo del cristianesimo ma della cultura tutta di questo paese. Il Cristianesimo, infatti, ha rivelato e rivela così al mondo il proprio essere unico autentico custode della verità dell’uomo, della sua autentica dimensione personale, della sua stessa storia poiché mai, nel rispondere al suo infinito bisogno, ha dovuto censurare alcun aspetto dell’esistenza umana ma ogni dettaglio ed ogni istante di essa hanno trovato e trovano il proprio pieno compimento in Cristo Signore. Il monastero di Rila, cui il popolo è particolarmente legato data la sua fondamentale funzione di salvaguardia della cultura nazionale durante la dominazione turca, andò distrutto in un incendio nel 1833. Immediatamente ebbe luogo una gara nazionale per la sua riedificazione restituendolo così al suo antico splendore. L’icona della Beata Vergine Maria, che in esso si venera, dono dell’imperatore bizantino Michele Comneno nel XIII secolo, fu denominata a ragione “Protettrice”.

BULGARIA - TROJAN - Madonna delle tre mani

Il Monastero di Trojan, situato sulle rive del fiume Osàm, in mezzo ad una incantevole foresta, raggiunse il suo massimo sviluppo durante i secoli XVII-XVIII, nonostante l'occupazione turca, le scorrerie di briganti e le ingerenze dell'alto clero bizantino. Da sempre i Pellegrini vi giungono in grandissimo numero dal Sud come dal Nord del Paese per venerare la santa "Theotókos Trocroutchitza" ["Madonna delle Tre Mani"], una caratteristica icona greca dipinta sul Monte Athos e donata da un monaco romeno di passaggio. Davanti alla cara immagine nessun fedele osa inginocchiarsi senza prima essersi confessato, perché, secondo una pia tradizione, il peccatore si vedrebbe respinta la sua offerta, che cadrebbe per terra anziché nella cassetta delle elemosine. Le feste mariane, fin dall'antichità, hanno una caratteristica tutta propria, che non si riscontra forse in nessun altro Paese del mondo. Il villaggio invita a prendervi parte anche i paesi vicini, i cui abitanti in massa si recano alla festa inghirlandati di fiori, partecipando alla Santa Messa e alle Processioni. A tarda sera, a coronamento della festa, ha luogo una grande "agape" comune, alla quale segue, di solito, la famosa danza nazionale, il cosiddetto "horò". Nelle più grandi festività mariane dell'anno è diffusissimo l'uso di invitare un Sacerdote nelle case private per fargli benedire dell'olio e dell'acqua, che il capo famiglia conserverà a lungo e terrà a sua disposizione per aspergere con essi, in particolari circostanze, la casa e i familiari. Con il 1393, anno in cui la Nazione cadde sotto il dominio turco, iniziò il vero Medioevo bulgaro, durato fino all'indipendenza ottenuta nel 1878. In questi lunghi secoli di oppressione politica ed economica il culto ai Santi e in particolare quello alla Vergine sono stati il veicolo principale di trasmissione della fede di generazione in generazione. L'angolo delle icone - vero e proprio santuario domestico delle case ortodosse - le leggende mariane e i riti popolari, i pellegrinaggi ai Monasteri per prostrarsi davanti alle icone e per rigenerarsi spiritualmente, sono stati come le pietre fondamentali della spiritualità popolare. La fiducia con cui i fedeli si rivolgevano alla Vergine era impressionante; ce ne dà testimonianza il Vescovo bulgaro Chariton di Dragovitza, descrivendo la devozione dell'icona mariana di Trojan, forse la più popolare della Bulgaria: "Davanti a questa icona miracolosa l’uomo si sente peccatore, colpevole, figlio prodigo davanti a sua madre, la quale conosce tutto di lui e soffre per la sua caduta, ma in lei l'amore materno supera tutto ed ella è pronta a perdonare e consolare il suo figlio prodigo".

BURKINA FASO - YAGMA - Nostra Signora di Yagma

Il sito di Yagma venne scelto nel 1968 per costruirvi un santuario mariano. Si tratta di una collina poco elevata, sulla quale è stata edificata una riproduzione in laterizio della Grotta di Lourdes. Il santuario si trova ad una quindicina di chilometri dalla capitale Ouagadougou. L’affluenza delle folle a Yagma non ha fatto che continuamente aumentare. In quarant’anni una moltitudine immensa di uomini e donne, vecchi e giovani, vi si sono recati per chiedere l’aiuto della Vergine Maria, o per ringraziarla di tutti quei doni ricevuti da Dio. L’arcivescovo di Ouagadougou, durante l'omelia del 40esimo anniversario, ha affermato: “Yagma è la nostra Lourdes del Burkina. Milioni di pellegrini qui hanno chiesto a Maria e ottenuto grazie a lei la pace del cuore, la guarigione dell’anima e quella dei mali corporali”Nel 1971 questo luogo è stato ufficialmente proclamato dalla Conferenza episcopale “Centro di pellegrinaggio nazionale”. Attualmente tutte le settimane le parrocchie si danno il cambio per il pellegrinaggio annuale, venendo da tutto il Burkina. La poca ombra del luogo non scoraggia i pellegrini, che durante le celebrazioni stanno per la maggior parte del tempo all'aperto, spesso sotto un sole cocente. Sebbene sia una delle principali mete di pellegrinaggi del Burkina Faso, la nuova grande basilica di Yagma stenta, tuttavia, ad essere completata. Dopo quasi un ventennio di cantieri più volte interrotti, la costruzione del grande santuario ha subito una nuova battuta di arresto per mancanza di fondi. L’inizio dei lavori di costruzione della basilica, auspicata da Giovanni Paolo II durante la sua seconda visita pastorale nel Paese nel 1990, risale al 1991. Questo nonostante la generosità dei fedeli, in particolare dell’Associazione degli imprenditori cattolici del Burkina Faso (Acathab) che hanno contribuito sostanziosamente alla sua realizzazione. 

CALABRIA - CERCHIARA DI CALABRIA - Santa Maria delle Armi

Molti documenti attestano che S. Pancomio, monaco di Cerchiara, nel X secolo costruì, alle pendici del monte Sellaro, il monastero di S. Andrea, raccogliendovi degli eremiti che abitavano e pregavano dentro le grotte e coltiovamo la devozione alla Madonna. Il Santuario della Madonna delle Armi (dal greco tòn armòn - "della grotta") sorge su una delle pareti rocciosa del monte e fu costruito, secondo una consolidata tradizione, verso il 1440, dopo il ritrovamento di un’immagine della Madonna scolpita sulla pietra. L'immagine, ritratta su pietra a forma ovoidale e tondeggiante nella parte posteriore, appartiene al tipo siriano della Immacolata. L'icona fu posta all'inizio in una cappellina scavata nella roccia e poi, nel 1750, in un prezioso reliquiario di argento in stile barocco, donato da Michele Pignatelli, Duca di Monteleone e Marchese di Cerchiara. Al santuario, a forma di croce latina irregolare, si accede attraverso un prezioso portale in pietra locale scolpito, dopo aver oltrepassato il palazzo del Duca, ed altri ampi locali. Il campanile si erge sul limitare della roccia, con cuspide di mattonelle smaltate colorate.

CALABRIA - FEROLETO ANTICO - Madonna di Dipodi

Il Santuario di Dipodi, sorto in epoca medievale, in passato ebbe altre due denominazioni: S. Maria dé Puris e S. Maria Visitapoveri. A partire dalla visita pastorale di Mons. Mandarani del 1777, è ricordato come Santuario di Dipodi, situato com'è in mezzo a due colline, a due poggi. Dal 1774 al 1866 officiarono il Santuario i padri Agostiniani, mentre alla fine del secolo ne assunsero la cura spirituale i Sacerdoti diocesani nominati dal Vescovo Mons. Valensise.  Il santuario ha una storia millenaria e può essere definito uno dei più antichi santuari mariani della Calabria. Secondo la leggenda la nascita del Santuario è da attribuirsi all’epoca dell’imperatore Costantino poiché nell’antica chiesa di Santa Maria de Puris vi era un quadro che raffigurava la guarigione miracolosa dell’imperatore Costantino malato di lebbra e nelle vicinanze del Santuario la leggenda dice che c’era una sorgente miracolosa in grado di guarire chiunque si fosse bagnato nelle sue acque. Un’altra leggenda vuole che fosse proprio la Madonna a suggerire di accompagnare i lebbrosi alla sorgente miracolosa, una suora colse il suggerimento e scavando nel luogo indicato trovò l’acqua miracolosa e un quadro raffigurante la Madonna. Il Santuario è meta di decine e decine di migliaia di pellegrini tra il 14 e il 15 agosto d'ogni anno.

CALABRIA - GIMIGLIANO - Madonna di Porto

Il Santuario si trova a pochi chilometri da Gimigliano, in una suggestiva valle denominata "Porto" ed è uno dei luoghi mariani più frequentati della Calabria. Le origini risalgono ad una apparizione della Vergine datata nel 1751, quando Ella si manifestò al giovane Pietro Gatto, chiedendo la costruzione di una edicola con una immagine della Madonna di Costantinopoli. Non creduto dai sacerdoti, il giovane si rivolse direttamente al Vescovo di Catanzaro mons. Troyli che autorizzò la costruzione dell'edicola su un promontorio di pietra a Porto. Ben presto l'edicola fu sostituita da una nuova chiesa, divenuta meta costante di pellegrinaggio. Il nuovo Santuario è stato costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale e dal 2013 è Basilica Minore.

CALABRIA - LAURIGNANO - Beata Vergine della Catena

Il culto della Madonna della Catena nel Sud dell'Italia, inizia tra l'896 ed il 1014, periodo in cui parte della Calabria fu devastata dai saraceni. L'iconografia si esprimeva nella raffigurazione di uno schiavo incatenato ai piedi della Vergine, atto ad implorare lo scioglimento delle catene, simbolo della piaga della schiavitù che colpiva sia cristiani quanto i musulmani. Indebolitosi con l'avvento di normanni, svevi, angioini, aragonesi e la conseguente cacciata dei saraceni, esso riprese vigore, soprattutto nei paesi costieri, quando il sud fu nuovamente minacciato dall'invasione dei Turchi. A Laurignano, in particolare, tale culto ebbe un fortissimo stimolo nel 1301 in seguito ad un miracolo operato dalla Madonna a favore di un certo di Simone Adami, mendicante cieco di Laurignano. Il cieco, assopito presso una sorgente, ode in sogno: "Lavati alla fonte e vedrai". Si desta, si lava e vede. E' la Madonna a parlargli. In seguito, nel vicino boschetto, trova, tra le pareti di una chiesetta semidiroccata, un'immagine della Madonna rassomigliante a quella vista nel sogno. La tradizione riporta altri fatti straordinari, come la guarigione di un malato mentale, Saverio Lentini e il misterioso restauro del quadro avvenuto a Roma nello studio di un artista, cui era stato affidato da P. Arcangelo, frate del monastero di Mendicino. La storia delle origini si conclude con le notizie riguardanti l'eremita Fra' Cassiano, che portò notevole sviluppo al culto della Madonna della Catena. Costruisce la chiesetta di S. Maria con l'eremitaggio annesso. Muore nel 1471 durante la peste. Prima della sua morte, prevedendo l'abbandono del romitorio, fa murare il quadro della Madonna in una parete della chiesa per preservarlo dal pericolo di profanazioni. Nell'immagine, scoperta da Adami, è raffigurata una catena tra le mani della Madonna, vista non solo come simbolo di scioglimento e di liberazione dal male, ma anche, in senso positivo, di unione a Gesù. Il santuario è affidato fin dal 1906 ai PP. Passionisti. Il tempio attuale fu iniziato nel 1929. Negli anni '50 sorse il complesso adiacente alla chiesa e nel 1964 il Papa Paolo VI, innalzò il santuario a basilica minore.

CALABRIA - PENTONE - Beata Vergine delle Trache

Pentone è un paesino poco distante dal capoluogo catanzarese, ai piedi della Sila piccola. In questa località, un tempo boscosissima, una contadinella, Maria Madia del “Casale di Pantona”, stava raccogliendo legna. All’improvviso dagli anfratti di una roccia, dove si era riparata per un acquazzone, vide una forte luce e i lineamenti di una bella signora che le diede un panno per asciugarsi dal sudore ed un pane per sfamarsi, dicendole “Qui è la mia dimora, qui deve rimanere la mia immagine”. Dapprima, fu dipinta un’icona a ricordo dell’accaduto e poi fu eretta la chiesa. Secondo altre fonti, un’icona raffigurante la Vergine col Bambino, sarebbe stata trovata nel luogo miracoloso dalla stessa contadinella e portata al Parroco di Pentone che la collocò nella chiesa. Da qui scomparve misteriosamente per riapparire a Termine, dove la stessa Madonna espresse chiaramente il desiderio che il quadro restasse li, alle “Trache” dove sarebbe dovuto sorgere il Santuario. Gli eventi vengono dati con probabilità intorno al 1100. Sui resti di una prima cappella la cui esistenza è accertata nel XVI secolo, fu edificata un Santuario tra il 1750 - 1760 come attestano delle lapidi murarie. Nel 1910 il celebre pittore Garibaldo Gariani onorò il luogo sacro con un suo dipinto; nel 1938 il procuratore Don Salvatore Mazzuca decise di far sorgere al posto del vecchio Santuario uno più ampio e la nicchia con il quadro fu rimossa dall’antico luogo e incastonata nel muro absidale. Nel 1990 Don Erminio Pinciroli, abbellì ulteriormente il luogo e ricostruì in una cappella la scena dell’apparizione.

CALABRIA - REGGIO CALABRIA - Beata Vergine della Consolazione

Nel santuario-basilica dell'eremo di Reggio Calabria si venera la Madonna della Consolazione, Patrona della città. Il dipinto, di dimensioni 120X120 cm, è opera del pittore reggino Nicolò Andrea Capriolo del 1547 e raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù bambino tra san Francesco con una croce ed il libro delle Regole e sant'Antonio di Padova con il giglio ed il libro della scienza teologica, in alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma.Il dipinto della Madonna è custodito quasi tutto l'anno entro una pala d'altare in bronzo dorato dello scultore calabrese Alessandro Monteleone, all'interno della Basilica dell'Eremo. Si narra che la sacra effige, nel 1577, parlò a un umile fraticello per annunciare la fine della terribile pestilenza che in quel momento affliggeva la città di Reggio. Il dipinto portato nella cattedrale, riapparì subito dopo sulla collina dell'Eremo, questo prodigio fu interpretato dai fedeli come segno con cui la Madonna chiedeva di erigere proprio in quel luogo la sua chiesa. La popolazione così fece e da quel momento in città si vive una tradizione carica di fede e di coinvolgimento popolare che genera una devozione particolarmente sentita da tutti i reggini. Secondo consolidate tradizioni, sono numerosi gli interventi prodigiosi della Vergine a difesa della città: 1571 pestilenza; 1594 assedio dei turchi; 1636 pestilenza e prima processione; 1638 catastrofico terremoto; 1672 carestia. Il 24 maggio del 1657, con un atto notarile, la città di Reggio si impegnò ad offrire ogni anno un cero votivo in occasione della festa del primo sabato successivo all'8 settembre; e con Decreto della S. Congregazione dei Riti del 26 agosto 1752 la Madonna che raffigura il dipinto fu dichiarata "Patrona della città". La solenne e spettacolare processione ricorre ogni anno in settembre, quando 100 uomini per volta sotto i 1.000 kg della Vara, al grido di "Oggi e sempre: viva Maria!", accompagnano la Venerata Effigie dall'Eremo in Cattedrale, dove rimane fino alla domenica successiva al 21 novembre, festa della presentazione della Beata Vergine Maria, data in cui viene riportata nella sua dimora abituale. Un rito, quello della processione, che si ripete ininterrottamente, dal 1636, e condensa la devozione dei reggini verso la Madonna della Consolazione, una consolazione, così come intesa nella sacra scrittura, che è insieme soccorso, assistenza, aiuto. Nello stesso mese si tengono numerose manifestazioni religiose, fieristiche, musicali e artistiche.

CALABRIA - SAN SOSTI - Beata Vergine del Pettoruto

La storia del Santuario si perde nei secoli. Eretto nel 1274 ad iniziativa dell’Abbazia di Acquaformosa, fu ampliato tra il 1633 e il 1646; distrutto dal terremoto del 1783 e ricostruito nel 1834, fu restaurato alla fine dell’Ottocento e poi nuovamente rifatto e ampliato dal 1920 al 1929. La statua della Madonna fu ritrovata dal pastorello sordomuto di Scalea, Giuseppe Labazia che, sentendosi chiamato per nome da una voce di donna, la scoprì tra gli elci; per prodigio riacquistò l’udito e la parola e fu il primo a praticare e a divulgare la devozione alla Madonna. Essa è posta posta sul lato destro entrando in Basilica, è un monolito di pietra tufacea, fatta da mani non troppo esperte, ma frutto di una grande devozione alla Madonna. Ha un fascino particolare e qualcosa di misterioso; sembra che parli, che voglia dire qualcosa in un’espressione umana e divina insieme, quasi consolatoria, mentre tiene sul braccio sinistro il Bambino Gesù. Al Santuario si arriva attraverso un andirivieni di tornanti che si incuneano nella montagna. Petruto, cioè pietroso, roccioso, irto di pietre, è il nome di tutta la zona.  Da petruto facilmente l’espressione dialettale fece passare il nome al Santuario, che così diventò Santuario del Pettoruto. Salendo dal fiume Rosa, che attraversa la gola della vecchia via istmica dei romani da Sibari al Laos, si arriva nell’ampio piazzale Immacolata antistante la Basilica. Il Santuario del Pettoruto è centro di spiritualità, cuore della diocesi, è luogo d’incontro e di intensi momenti di religiosità popolare. La prima domenica di maggio di ogni anno si svolge la Festa della Cinta che è il giorno del ringraziamento e dell’apertura dei pellegrinaggi. La ricorrenza ha inizio dopo il disastroso terremoto del 1783. Gli abitanti di San Sosti e dei paesi vicini decisero di porsi sotto la protezione della Vergine e formarono una lega di preghiera , una recinzione, cioè una cinta di difesa, un muro di fede e di speranza e tutti pregavano come sa pregare la gente semplice. Una fanciulla vestita di bianco, porta sul capo un cesto di vimini, foderato di candida seta e adornato di fiori, colmo di una lunga cordicella imbevuta di cera, che offre alla Madonna in nome di tutti e in ringraziamento: la cinta. Giunti nel Santuario la cinta viene tagliata in piccoli pezzi e distribuita ai pellegrini quale segno della devozione alla Madonna.

CAMERUN - YAONDÉ - Regina degli Apostoli

Il moderno Santuario della Regina degli Apostoli, si trova a Youndé e sorge sul luogo della prima chiesa costruita dai Missionari dello Spirito Santo in Camerun. Il nuovo Santuario è stato consacrato il 2 marzo 2006.

CAMPANIA - BENEVENTO - Beata Vergine delle Grazie

Il santuario della Madonna delle Grazie è stato edificato in seguito ad un voto fatto dai cittadini durante l’epidemia di colera del 1837, a partire dal dal 1839, su progetto dell'architetto Vincenzo Coppola. La prima pietra venne posta il 20 maggio 1839 da Gioacchino Pecci, futuro papa Leone XIII, allora Delegato Apostolico di Benevento. L'interno è vasto e grandioso in stile neoclassico. Alla basilica si accede da un pronao esastilo architravato sormontato dalle statue di San Gennaro, San Bartolomeo, San Francesco, San Barbato, Sant'Antonio. Nel 1954 Pio XII  proclamò la Madonna della Grazie «Patrona del Sannio» e nel 1957 elevò il santuario a rango di Basilica minore. La statua in legno policromo di Santa Maria delle Grazie è attribuita a Giovanni Meriliano da Nola, vissuto a cavallo tra il XV e il XVI Secolo ed è stata incoronata dal Capitolo Vaticano il 3 aprile 1723. Questa statua sostituisce la più antica immagine che la tradizione vuole portata nel secolo VI da Costantinopoli da una certa Artelaide, la quale, per sfuggire alle insidie dell'imperatore Giustiniano, riparò a Benevento presso Narsete, generale imperiale e suo zio. Qui Artelaide edificò, con l'aiuto del potente e facoltoso parente, una cappella per collocarvi la sacra icona.

CAMPANIA - CAMPAGNA - Beata Vergine di Avigliano

A quattro chilometri da Campagna, in provincia di Salerno, a cinquecentocinquanta metri circa sul livello del mare, sorge, nel cuore dei monti picentini, il santuario, con annesso convento, di Santa Maria di Avigliano. Sono state trasmesse, attraverso i secoli, rispettivamente a Campagna (SA) e ad Avigliano (PZ) due tradizioni sull'origine della devozione, profondamente radicata nell'animo dei campagnesi, verso la Vergine Santissima venerata sotto il titolo di Santa Maria di Avigliano. 
1) Tradizione Campagnese:  Tale tradizione è brevemente riassunta in una epigrafe incisa su una colonna nella chiesa, su cui si leggono queste parole: "Quest’immagine / della Madre di Nostro Signore / fu ritrovata da / Guglielmo Cedrulo l’anno 1240. E si dice / Santa Maria d’Avigliano perché / miracolosamente venne / d’Avigliano non solo / una volta ma due.". Quindi l’origine della chiesa viene fatta risalire al 1240 quando, secondo una leggenda, fu ritrovato il simulacro di una Madonna proveniente da una chiesa della terra di Avigliano in Lucania. Più diffusamente si racconta: il cacciatore Guglielmo Cedruolo si aggira per i boschi, quando la sua attenzione è attratta da uno strano e insistente latrare di cani. Si avvicina e uno spettacolo stupendo si presenta ai suoi occhi: su un albero di sambuco si staglia una statua della Madonna con Bambino di straordinaria bellezza. La notizia del ritrovamento si sparge in un baleno e la gente accorre per osservare da vicino il prodigio e ne ritorna ricolma di gioia. Purtroppo la gioia è di breve durata. Giungono i cittadini di Avigliano, reclamano e ottengono la restituzione della statua, che trionfalmente riportano al proprio paese. Ma il prodigio si ripete una seconda volta e allora a nulla valgono le richieste degli aviglianesi, perché l'autorità religiosa decide che l'immagine resti a Campagna. Un piccolo oratorio viene eretto per custodire la prodigiosa immagine e viene creato, annesso all'oratorio, qualche ambiente per accogliere coloro che, sempre più numerosi, si recano in quel luogo a pregare. 
2) Tradizione Aviglianese: Diversa è la tradizione aviglianese, che viene così riferita: alcuni cittadini di Campagna si trovano, per non meglio precisati motivi, ad Avigliano. Hanno modo di vedere la statua della Madonna e restano conquistati dalla sua straordinaria bellezza. Fanno finta di partire, si nascondono nei campi e, di notte, col favore delle tenebre, trafugano la statua portandola nella propria città. La nicchia, che custodiva l'immagine sacra, sarebbe rimasta vuota fino al secolo scorso.

CAMPANIA - CAPODIMONTE - Incoronata Madre del Buon Consiglio

Sull'altura di Capodimonte, a poca distanza dalla Reggia e bosco omonimi, sorge sulla sottostante catacomba di S. Gennaro, il maestoso tempio dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, Regina della Cattolica Chiesa. Il tempio fu fortemente voluta dalla Serva di Dio Madre Maria di Gesù Landi, nata a Napoli il 21 gennaio 1861 e devotissima della Madonna del Buon Consiglio. Nel 1884, ella si fece dipingere una copia della famosa Madonna di Genazzano e in diverse drammatiche circostanze, come nella pestilenza dello stesso anno e durante l'eruzione del Vesuvio del 1906, la espose alla venerazione del popolo napoletano, suscitandone devozione e riconoscenza. Fu col crescere del culto e dei pellegrinaggi che si determinò la costruzione di questo santuario, sul luogo indicato dalla Vergine alla Serva di Dio in alcune sue visioni mistiche. La costruzione della basilica, su progetto dell'architetto Vincenzo Veccia, è durata 40 anni, dalla posa della prima pietra il 6 gennaio 1920, alla consacrazione definitiva avvenuta il 26 aprile 1960. La struttura architettonica del santuario ricalca, sia all'esterno che all'interno,  in proporzioni più ridotte ma egualmente maestose, la basilica vaticana di S. Pietro. Sull’altare maggiore troneggia il quadro della Madonna del Buon Consiglio, incoronata il 6 gennaio 1912 per volere di San Pio X. Nell'interno sono presenti numerose opere d'arte, sculture e mosaici, più le tombe delle principesse di casa Savoia. Durante la forte scossa sismica che sconvolse Napoli il 23 novembre 1980, precipitò, frantumandosi sulla scala di accesso al tempio, la statua della Vergine che adornava la facciata. Accuratamente restaurata, la sacra immagine vi fu riposta il 4 giugno 1983, dopo il consolidamento delle strutture della facciata, a vigile protettrice alle soglie della città partenopea. Suor Maria di Gesù Landi, riposa in un sarcofago, posto in una cappella laterale del santuario, in attesa che i processi per la sua beatificazione si concludano.

CAMPANIA - CARBONARA - Maria SS. di Carbonara

Da un atto del notaio giffonese De Russis si evince che il Convento dei Servi di Maria SS. di Carbonara fu fondato nel 1490 per volontà della nobildonna Fiorella Falivena. Fondatore religioso il Padre Maestro Eusebio de Granitis che, come recita l’atto conservato negli Annali dei Servi di Maria, nel 1490 ricevette “questo luogo celeberrimo per la molteplicità e singolarità dei miracoli” (tuttavia secondo una pergamena dell’Archivio di Stato di Firenze il convento risalirebbe al 1420). La leggenda vuole che il quadro della Madonna, motivo centrale della fondazione stessa del convento, ritrovato in un anfratto del monte Leggio da un carbonaio, venne da questi portato nel villaggio di Curti. Il popolo volle innalzare un tempio sul luogo del ritrovamento ma, durante i lavori, avvenne che il tempio in costruzione e tutto quello che vi era dentro venissero miracolosamente trasportati, di notte, nell'attuale sito del convento. Il quadro, in ogni caso, presenta tratti tipicamente bizantini, che fanno pensare ad un'epoca anteriore all'anno mille. Protetti dalle montagne e lontani dal paese, monastero e chiesa rappresentarono luogo di rifugio per i credenti, punto di appoggio per chi si era perso nel bosco e, purtroppo, anche meta di ladri e banditi che con la forza costringevano i monaci ad aprire loro le porte e fornire ospitalità. Come se non bastasse freddo ed umidità martellavano i monaci cui, data l'amenità dei luoghi, era difficile dare soccorso medico. Nel 1633 si pensò, come si legge in una supplica del Priore Generale dei Servi alla Sacra Congregazione, di trasferire il monastero perché “luogo umidissimo di aria pessima, cinto da montagne, e perché i monaci essendo lontani dai casali di detta valle, in tempo di infermità non possono né essere soccorsi con medicine, né visitati da medici”. Con il permesso Pontificio e l'avallo dell’Università di Giffoni Valle Piana che comprese la necessità di strappare il convento dalle mani di delinquenti ed assassini che “con l'ìnquietar li poveri frati notte e giorno, si consumarono le sostanze di quel povero convento, per cui detti buoni padri hanno perso la devozione et elemosina del popolo”, i frati si trasferirono nella grancia del Casale di Torello, nella Cappella della Consolazione, ad uopo costruita, nel 1641. Nel 1676, sopraggiunte nuove controversie con “gentiluomini di malaffare” dell’Università, “Traslatione facienda ab uno conventu ad aliud”, come si evince dai Registri dei Padri Generali dell’Ordine. Del 1779 si ha notizia del solo “conventino di Carbonara, situato dentro al monte, un miglio e più distante dall'abitato con due religiosi, di cui uno sacerdote e l’altro laico professo”. Nel 1810, per le soppressioni napoleoniche, essi furono costretti a lasciare il santuario. Il tempio fu affidato al parroco di Curti, mentre il chiostro e parte del convento furono trasformati in cimitero della Congrega del SS. Rosario. In chiesa furono costruiti altari e sepolture patronali. Nel 1855 un terremoto fece crollare la volta principale ed avvio l’edificio ad un lento degrado. Nel 1889 il parroco Gubitosi, con l’aiuto del popolo, inizia l’opera di restauro ricostruendo la volta sulla navata principale e avvia un risanamento dell’edificio. Nel 1928 il parroco e vicario Foraneo d. Luigi Sica completa il restauro ed ottiene dal Capitolo Vaticano l’incoronazione dell’immagine venerata nel Santuario, dopo il restauro effettuato dal pittore Clemente Tafuri. L’anno successivo i fedeli commissionarono un affresco nuovo, raffigurante la Vergine con il Bambino, proprio a Tafuri ed ancora oggi si venera questa immagine. Per circa trent’anni (1973-2005), don Generoso Bacco, parroco di S. Pietro Apostolo e S. Maria delle Grazie di Giffoni Valle Piana, si è preso cura del santuario della Madonna di Carbonara, provvedendo a vari lavori di restauro e celebrandovi regolarmente le sante messe. In particolare il 23 novembre 1980 il Santuario a seguito del sisma venne gravemente danneggiato, tra l'altro con il crollo una vela affrescata dell’abside. Un comitato cittadino, dopo il sisma, mise in sicurezza la tettoia evitando le infiltrazioni d’acqua. Nel 1992 con i fondi del provveditorato alle opere pubbliche si procedette al restauro e alla riapertura al culto. Poi, l’allora arcivescovo, mons. Pierro, affidò il santuario ai Serviti (Servi di Maria), i quali ne presero possesso, all'inizio per un solo anno. Attualmente il santuario è retto dal parroco di Curti. Il convento di S. Maria di Carbonara è rimasto l’ultimo dei quattro conventi dei Serviti della provincia di Salerno insieme a quelli di Sieti in Giffoni Sei Casali, S. Cipriano Picentino e Montecorvino Rovella. Presenta uno stile romanico, con mura spesse e soffitti archivoltati. La chiesa è a tre navate con archi che dividono gli spazi, in cappelle laterali con i sepolcri funerari delle famiglie della località. Le sue pareti sono decorate da un ciclo di pitture murali del cinquecento rappresentanti la vita di Maria, mentre la zona presbiteriale, racchiusa in una balaustra marmorea finemente lavorata, conserva affreschi e la tela suddetta del Tafuri. Nel santuario, ormai completamente restaurato, vengono celebrate le sante messe nei giorni festivi; è aperto al culto il 21 novembre, Festa della Presentazione di Maria al Tempio (la sera precedente i fedeli si ritrovano per una veglia di preghiera nella notte) ed il martedì dopo Pasqua, quando si celebra la festa in onore di S. Maria di Carbonara, mentre nel letto del fiume sottostante si svolge la ormai storica competizione del tiro al caciocavallo.

CAMPANIA - CASALUCE - Beata Vergine di Casaluce

Il Santuario di Santa Maria di Casaluce fu eretto nel 1360 nel castello omonimo, prima fortezza normanna in Italia ed in tutto il bacino del mediterraneo. Tale castello fu edificato nei primi dell'anno mille da Rainulfo Drengot per difendere dal principato di Capua la nascente contea di Aversa. Nel 1360 fu donato da Raimondo del Balzo, barone di Casaluce e comandante dell'esercito degli Angioini di Napoli, ai monaci Celestini. Questi monaci, trasformarono il castello in monastero e vi edificarono l’Abbazia-Santuario in stile gotico, abbellendola con cicli di pitture fiorentine, giudicate di pregevole manifatture, attribuite a diversi maestri di scuola fiorentina e del luogo tra i quali assume un rilievo non indifferente il maestro Niccolò di Tommaso sicuramente allievo e probabilmente figlio di Maso di Banco collaboratore diretto di Giotto. Il santuario custodisce l'icona bizantina del XI sec. di Santa Maria di Casaluce e due idrie che la storia associa alle giare utilizzate da Gesù Cristo per compiere il primo miracolo alle nozze di Cana di Galilea. Questi preziosi cimeli furono  portati in dono al re di Napoli dal viceré Sanseverino al ritorno dalla Terra Santa i quali furono a loro volta affidati da Carlo I d'Angiò al nipote San Ludovico da Tolosa. Dopo eventi che portarono via Ludovico d’Angiò da Napoli l’Icona con le idrie furono affidate a Raimondo del Balzo, barone di Casaluce con la promessa di costruire una chiesa in loro onore e di porvi a custodia i monaci celestini. Dopo un atto di donazione nel 1360, i monaci diventarono legittimi proprietari e l'Icona assunse il titolo di Casaluce come dimostrazione dell' appartenenza al monastero di Casaluce. Da quel momento continuò il culto per la Vergine iniziato in precedenza nella città di Napoli per poi diffondersi rapidamente in tutto il regno dal suo santuario. Diversi sono stati i re, le regine e gli imperatori che l’hanno invocata e venerata a partire da Giovanna I d’Angiò a Carlo III di Borbone. Il 12 maggio 1772 il vescovo Borgia della diocesi di Aversa otteneva da Papa Clemente XIV un rescritto col quale la Vergine di Casaluce fu dichiarata Patrona Principale della diocesi di Aversa. Il Santuario di Casaluce è un autentico gioiello artistico e di spiritualità mariana-celestiniana che ha assunto un’importanza non indifferente nei secoli passati e che oggi ha bisogno di essere totalmente restaurato.

CAMPANIA - CAVA DE' TIRRENI - Beata Vergine dell'Olmo

L'origine del culto alla Vergine risale all'XI secolo, quando fu trovato da alcuni pastori, un quadro impigliato tra i rami di un olmo, da cui il titolo Madonna dell'Olmo.Trasportata nell'Abbazia della SS. Trinità, l'icona fu ritrovata la notte successiva sullo stesso albero e questo fu interpretato come un chiaro segno che la Vergine volesse una chiesa in quel luogo. Una primitiva cappella, nel luogo esatto del ritrovamento, detto Panicocolo, fu sostituita poi dal tempio la cui prima pietra fu posta da San Francesco di Paola nell’anno 1482. La Chiesa è ad una sola navata con piccole cappelle laterali. Il soffitto è interamente dipinto di quadri raffiguranti episodi della vita di S. Francesco di Paola del Ragolia, risalenti al XVII - XVIII Secolo, così come la cupola che sovrasta l'altare maggiore. Il quadro, raffigurante una Madonna nera col Bambino, si trova sull'altare maggiore, ricco di marmi policromi.Esso fu officiato fino al XIX secolo dai Padri Minimi, oggi da Padri dell'Oratorio di S. Filippo Neri.  Nella basilica è conservato il corpo del Servo di Dio P. Giulio Castelli che fondò la Congregazione dell'Oratorio di S. Filippo Neri a Cava de' Tirreni, di cui è in corso il processo di beatificazione. Dal 1685 la Madonna dell'Olmo è dichiarata Patrona della Città di Cava dei Tirreni e dal 1931 il Santuario è Basilica Minore.

CAMPANIA - CERRETO SANNITA - Beata Vergine delle Grazie

I Frati cappuccini vennero a Cerreto dietro invito della popolazione e del clero locale. Il convento fu costruito negli anni 1584-1587 e dedicato alla Madonna delle Grazie. L'immagine originale è la Madonna con il Bambino tra i santi Francesco e Antonio, ora nell'atrio della chiesa. Durante il terremoto che distrusse Cerreto il 5 giugno 1688 il convento fu gravemente danneggiato. Dopo i necessari restauri, nel 1726 la chiesa annessa al convento fu adornata di pregevoli stucchi e consacrata dal Vescovo locale. Nel 1730 il popolo cerretese venne gravemente colpito dalla carestia. Due anni dopo, il Dott. Martino Paolino in segno di riconoscenza per la protezione celeste fece acquistare a Napoli una bella statua lignea della Madonna con il Bambino e donata ai cappuccini il 13 aprile 1732. E' questa la statua che ancora oggi noi veneriamo con grande devozione. Circa un secolo dopo, precisamente nel 1837 ci fu un colera che devastò le nostre contrade; gli abitanti di Cerreto allora fecero voto di compiere un pellegrinaggio annuale per venerare la Madonna delle Grazie. Negli anni 1891-1893 i fedeli della tutta la valle telesina costruirono l'attuale cappella della Madonna; al termine dei lavori nel 1893 la statua fu solennemente incoronata. Nei decenni successivi i Frati fecero adornare la cappella con affreschi. Nel 1964 la Madonna delle Grazie fu proclamata patrona principale della diocesi di Cerreto-Telese. Nel 1988 fu proclamata patrona della nuova diocesi di Cerreto-Telese-Sant'Agata dei Goti, insieme ai santi Alfonso Maria dei Liguori e Antonio di Padova.

CAMPANIA - MONTEVERGINE - Madonna di Montevergine

Il santuario di Montevergine, uno dei più antichi d'Italia, sorge a 1200 metri di altezza sul monte Paternio in provincia di Avellino, ed è stato fondato nel 1124 da San Guglielmo. E' stato uno dei primi santuari ad esercitare nel Medioevo un forte richiamo al culto mariano. Nella sua lunga storia, una serie infinita di pellegrini si sono prostrati ai piedi della Madonna invocandone il suo aiuto o ringraziandola, attraverso una sincera devozione e gesti di affetto. La nuova basilica, molto sobria e in stile neoromanico risale al 1960. In essa è stato inglobato l'antico santuario. L'icona della Vergine, di grandi proporzioni, dato che misura 4,30x2,10 metri è di autore ignoto, è una delle più grandi e suggestive immagini della Vergine venerate in Italia. Sia nel santuario come nell'annesso monastero, si conservano preziose opere d'arte medievale, dovute alla munificenza dei re di Napoli o di facoltosi benefattori. Il santuario è retto dai monaci benedettini.

CAMPANIA - NAPOLI - Beata Vergine del Monte Carmelo

La Basilica Santuario del Carmine Maggiore è una delle più grandi e belle basiliche di Napoli. Risalente al XIII secolo, è oggi un esempio unico del Barocco napoletano; si erge in piazza Carmine a Napoli, in quella che un tempo formava un tutt'uno con la piazza del Mercato, teatro dei più importanti avvenimenti della storia napoletana. La tradizione racconta che alcuni monaci, fuggendo la persecuzione dei saraceni in Palestina, venendo in Napoli, portarono un'immagine della Madonna da essi venerata sul Monte Carmelo, culla del loro ordine. Vi era in Napoli, presso la marina fuori la città, una piccola cappella dedicata a San Nicola che fu concessa ai monaci, che da allora vi si insediarono e collocarono l'immagine della Madonna in un luogo detto la grotticella. Ma il primo documento storico della presenza dei Carmelitani a Napoli si ha nel 1268, quando i cronisti del tempo descrivono il luogo del supplizio di Corradino di Svevia nella piazza antistante la chiesa di Santa Maria del Carmine. In realtà, l'Icona della Vergine Bruna (per il colore della pelle) sembra opera di scuola toscana del XIII secolo. È una tavola rettangolare, alta un metro e larga 80 centimetri. L'immagine è del tipo detto "della tenerezza", in cui i volti della Madre e del Figlio sono accostati in espressione di dolce intimità. La Madonna Bruna è molto amata e venerata dal popolo napoletano.

CAMPANIA - NAPOLI - Madonna dell'Arco

Il lunedì di Pasqua del 1450 un giovane, adirato per aver perso al gioco della "palla e maglio", scagliò la palla di legno contro un'edicola mariana che sorgeva sul ciglio della strada. Dal volto colpito della Vergine sgorgò del sangue. Un secolo dopo un'altro strepitoso prodigio fece incrementare il culto. Poco dopo, per impulso di S. Giovanni Leonardi, fu costruito il santuario, rimasto sostanzialmente immutato nelle sue sobrie linee tardo - rinascimentali. Il culto alla Madonna dell'Arco è molto popolare in Campania. Uno spettacolare pellegrinaggio, le cui forme costituiscono uno dei fenomeni religiosi più studiati e controversi, viene fatto il lunedì di Pasqua. Esso è fatto a piedi e di corsa nell'ultimo tratto (da qui la parola "fujenti"), nella caratteristica divisa bianca con fascia azzurra.

CAMPANIA - PIETRELCINA - Madonna della Libera

Pietrelcina è situata su di una collina a poco più di 340 m di altitudine sulla destra del fiume Tammaro. La chiesa di Santa Maria degli Angeli, distrutta completamente dal terremoto del 5 giugno 1688, fu nuovamente riedificata e venne consacrata il 21 ottobre del 1701, dall'allora Arcivescovo di Benevento Cardinale Orsini, divenuto poi Papa Papa Benedetto XIII. A croce greca e a tre navate, la chiesa presenta internamente, per il susseguirsi armonico di stucchi ed affreschi, un piacevole insieme. la Statua della Madonna della Libera, in legno policromo e di scuola napoletana del XVIII Secolo è stata incoronata dal capitolo Vaticano il 17 luglio 1966. In questo santuario, San Pio da Pietrelcina, il 14 agosto del 1914 celebrò la sua Prima Messa e, per tutta la vita, mantenne sempre una tenera devozione per la "Madunnella nostra" come chiamava la "sua" Madonna della Libera.

CAMPANIA - POMPEI - Beata Vergine del Rosario

Questo santuario divenuto nel giro di alcuni anni il più frequentato d'Italia, assieme a Loreto, è sorto per opera del convertito Beato Bartolo Longo (1841-1926). Il Rosario è stato scelto come strumento di apostolato per l'elevazione religiosa, sociale ed umana della gente della valle del Sarno, allora completamente abbandonata a se stessa. Si cominciò nel 1875 portando un quadro della Madonna del Rosario, piuttosto rozzo e maldestro, ma divenuto subito protagonista di numerosi prodigi. La chiesa venne iniziata l'anno dopo; poi sorsero gli istituti per gli orfani e i figli dei carcerati, in un crescendo che ha del prodigioso. Il numero dei pellegrini che annualmente si recano al santuario di Pompei si aggira sui quattro milioni. Dal 1935 Pompei è retto da un amministratore pontificio.

CAMPANIA - ROCCAMONFINA - Madonna dei Lattani

Il Santuario della Madonna dei Lattani si trova sul monte dei Lattani, 850 metri s.l.m., uno dei tanti crateri del vasto comprensorio vulcanico del Roccamonfina, ora spento, ma attivissimo nei tempi antichi. L'attribuzione "dei Lattani" alla Madonna e al Santuario nel suo complesso non è unicovamente motivata. Vi è, infatti, chi sostiene che essa sia da riferire all'omonimo che ne indica la località di ubicazione e/o di riferimento della Sacra Icona, ma vi è anche chi fa riferimento ad una leggendaria capretta definita "lattifera" che fu la causa del suddetto rinvenimento"miracoloso". Altri ancora fanno riferimento a un luogo originariamente legato al culto delle fonti ed è proprio S. Maria delle Fonti che la chiama P. Francesco Gonzaga nel sec. XVI, nella sua opera De Origine Seraphicae Religionis Franciscanae de Observatia (Roma 1587- 527) Il Papa Pio XII, con il suo Breve Pontificio Vitae Hujus Jactati del 12 maggio 1952, Le attribuisce, invece, il più ecumenico e maestoso titolo di Regina Mundi. E' da evidenziare anche che l'esistenza , nel XV secolo, di un edificio di culto dedicato alla Beata Vergine è documentato, in modo inoppugnabile, dall'epigrafe murata sul lato destro della facciata della chiesa, ove in caratteri gotici è scritto: "Hanc quicunque Dei Genetricis visitat aedem, sun festis eius Cristique, et disciplinorum, indulgentur ei centum peccata diebus. Quam fecit Thomas cognomine de Peregrinis anno 1430" "Chiunque visita questo edificio della Genitrice di Dio, nelle feste dedicate a Lei. a Cristo, e ai discepoli, i peccati gli saranno indulgenziati di cento giorni. Lo costruì Tommaso soprannominato De Peregrinis.Anno 1430".

CAMPANIA - SOPRA MAIORI - Maria SS. dell'Avvocata

Il Santuario di Maria SS.ma Avvocata sopra Maiori è sortonel 1485. Il pastorello Gabriele Cinnamo di Ponteprimario, mentre pascolava le pecore sul monte Falerzio è attratto da una colomba che entrava ed usciva da una parete rocciosa coperta di edera. Incuriosito si mette alla ricerca e scopre una bellissima grotta,dopo averla asciugata le appare la Vergine Santa che gli dice “Gabriele lascia le pecore e costruisci un altare e una cappella ed io sarò la tua Avvocata per tutta la vita”. Gabriele esegue l'ordine, costruisce un altare nella grotta dell'apparizione, ove la Vergine gli appare visibilmente varie volte nel corso della vita e poi licenziatosi dal suo padrone si fa eremita, chiedendo all'abate Staibano di S.Maria Olearia di poter usufruire della grotta di cui l'Abbazia era proprietaria e costruisce la cappella in onore della Madonna al di sopra della grotta. Frattanto alcuni suoi compagni e amici lo seguono e vestono anch'essi l'abito di eremiti ed iniziano la vita eremitica, pregando, lavorando e diffondendo il culto alla Vergine Avvocata. Gabriele fa anche eseguire un quadro su tavola che raffigurava la Vergine Avvocata con il Bambino tra le braccia che è adorato da due santi eremiti vissuti nelle grotte: S. Paolo I e S. Onofrio. Gabriele visse santamente e morì in concetto di santità nel 1521 all'età di ottant'anni, il suo corpo secondo il suo volere fu sepolto nella grotta; nel 1612 fu traslato nella chiesetta e lì venerato dai fedeli che si recavano ad onorare la Madonna. Dopo la sua morte l'eremo continuò a sopravvivere tra alterne vicende, fino a quando il comune di Maiori l'affidò ai monaci camaldolesi di Montecorona che vissero lassù fino alla soppressione napoleonica del 1807. Una postazione militare installatasi sul posto un poco alla volta distrusse tutto e il luogo fu ridotto allo sfascio. Verso il 1890 il monte e l'eremo furono donati ai PP. Benedettini della Badia di Cava, che per l'opera di Fr. Romano Iannelli ricostruirono la Chiesa e in parte l'eremo. Il quadro esposto alla venerazione dal b. Gabriele per l'usura del tempo andò rovinato, ma una copia fedele fu posta nelle grotte di Bonea in S.Cesareo di Cava dei Tirreni (Salerno) nel 1654 ove ancora oggi è venerata con il concorso di migliaia di fedeli e la Vergine si compiace di dispensare numerose grazie. Sul monte Falesio fu messa alla venerazione una statua in legno dorato, scolpita a Napoli, il 21 aprile 1590 e che al momento della soppressione fu assegnata alla Collegiata di Maiori ove tuttora si trova, mentre i PP. Benedettini posero un'altra statua nella ricostruzione che andò bruciata da un fulmine il 3 ottobre 1937. L'Abate Rea, il ricostruttore di Montecassino, allora Abate e Ordinario della Badia di Cava ne commissionò un'altra ad Ortisei ed è quella che tuttora si venera sul monte Avvocata. Questa effigie all'inizio del terzo millennio è stata restaurata e il 3 ottobre del 2002 in piazza S. Pietro in Roma il Santo Padre Giovanni Paolo II la benediceva ed incoronava con corone d'argento dorate la Vergine SS.ma e il Bambino tra gli applausi e gli osanna delle migliaia di fedeli di tutto il mondo.

CAMPANIA - VISCIANO - Consolatrice del Carpinello

Maria SS.Consolatrice del Carpinello è venerata a Visciano, un paesino in provincia di Napoli. La storia di Visciano racconta le peripezie di una tavoletta di legno raffigurante una Madonna bruna vestita di rosso, col manto azzurro trapunto di stelle e con un Bambinello in braccio, che, con il ditino indica il petto della Madre quasi a volerci dire: «Se volete qualcosa, rivolgetevi a lei». La data esatta del ritrovamento non è possibile stabilirla, non avendo trovato documentazione alcuna che ci svelasse il mistero di tale apparizione. Una data comunque possiamo azzardarla e cioè 1656, sopratutto perché la popolazione all'epoca del ritrovamento, viveva nella massima indigenza ed era esasperata per la pestilenza, che infieriva per le campagne e la città e provocava lutti in ogni casa. La notizia del miracoloso ritrovamento, dunque, venne salutata dal popolo con manifestazioni di giubilo e speranza!. Il libro "Il Santuario di Maria SS. del Carpinello in Visciano di Nola" a cura di A. M. D'Onofrio Arturo, edito nel 1936, così racconta: «L'unico manoscritto più antico che possediamo è un vecchio zibaldone, nel quale sono raccolti gli avvenimenti più notevoli che vanno dalla elezione del Canonico Iannicelli, 2 -2 -1804 a Padre spirituale del santuario - alla sua morte, avvenuta nel 1832. In questo importantissimo documento, nelle prime pagine, sotto il titolo "Notizie Preliminari", si trova per la prima volta la narrazione della invenzione della vetusta Icone di Maria SS. del Carpinello..."Per tradizione costante ricevuta da persone nobili savie ed anche da Sacerdoti del Comune di Visciano - così testualmente il prelodato documento - si dice comunemente che da moltissimi secoli, dentro un luogo pieno di spine sotto un piccolo albero del carpine, vicino alla muraglia attaccata alla antica parrocchia, dove oggi esiste la venerabile congregazione dei Fratelli e Sorelle del SS. Rosario, sia comparso un quadro di Maria SS.ma"... Il quadro fu misteriosamente ritrovato da alcuni contadini o boscaioli i quali "tornando sull' imbrunire dalla campagna, videro brillare in quell' incomposto rovo una luce insolita, misteriosa... Appressatisi al roveto, tra quella promiscua moltitudine di piante, ai piedi di un grazioso carpine fu ritrovato un dipinto con la Effige di Maria Santissima. Accanto al Quadro rinvennero pure due ampolline e una piccolissima campana; ...la Taumaturga Immagine fu rimossa e da Clero e popolo trasportata nella Chiesa Abbaziale di Visciano, attigua al luogo del prodigio. In questa vetustissima Chiesa che fin d' allora fu consacrata Santuario, il Quadro restò esposto alla pubblica venerazione per più giorni, ed ai piedi della "Bruna" accorrevano a prostrarsi numerosi i fedeli di tutti i paesi circonvicini, appena venivano informati del miracolo. Fin da questo momento la Santissima Vergine fu invocata e venerata sotto il titolo di Maria SS. del Carpinello in memoria di quel piccolo carpine, sotto il quale fu ritrovata».

CANADA - GASPE' [QUEBEC] -Notre Dame de Douleurs a Pointe Navarre

Questo santuario venne fondato dal Servo di Maria Padre Jean-Marie Watier. Nella primavera del 1939, cominciò la costruzione di una piccolla cappella per la "Missione di Pointe Navarre" e, nel 1940, vi celebrò la prima messa. Due anni dopo, Mons. Roos, vescovo di Gaspé dichiarò la chiesa di Point Navarre santuario diocesano. Nel 1948, divenne santuario nazionale. Dal 1965, dopo i restauri, il santuario è sempre aperto e frequentato. Il santuario, retto dai Servi di Maria, si trova all'interno di un grande parco che, soprattutto da giugno ad ottobre, accoglie un numero sempre crescendo di pellegrini.

CANADA - MONTREAL - Our Lady of Perpetual Help

Le origini del santuario risalgono al 1653, quando arrivò a Montreal la Beata Margherita Bourgeoys, fondatrice della Congregazione di Nostra Signora, la quale, ancora prima del suo arrivo, aveva deciso di innalzare un santuario alla Vergine. Quattro anni dopo, ottenuto il permesso dal gesuita P. Pijart, responsabile allora dell'assistenza religiosa di quella colonia, si diede inizio ai lavori per la costruzione di una cappella.. Nel 1672, ritornata in Francia, Madre Bourgeoys, ebbe in dono da un certo Chevrier, una statua della Vergine di Montaigu, che, una volta ritornata in Canada, pose sull'altare della primitiva cappella. Il 30 giugno del 1675 fu posta la prima pietra del vero santuario e, alla fine, la statua della Vergine passò nella nuova chiesa. Da quel momento, non venne più chiamata con il nome originario, ma le fu dato quello di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Nel 1754 la tatua scampò miracolosamente ad un incendio; nel 1831 fu rubata dai ladri e recuperata nel 1905. Il santuario è frequentatissimo dai fedeli, soprattutto marinai, che, nel frastuono del porto di Montreal, cercano un rifugio di spiritualità e di pace.

CANADA - RIGAUD - Nostra Signora di Lourdes

La posizione collinare di questo Santuario nel mezzo della splendida natura, permette una splendida vista della zona circostante. Il Santuario è dedicato all'Immacolata Concezione, in memoria delle apparizioni e del messaggio di Lourdes, in Francia. Centro del Santuario è la riproduzione della Grotta di Massabielle. Il pellegrinaggio è più vasto in estate, sopratutto nella Solennità dell'Assunzione del 15 agosto.

CEYLON - TUMPLAI - Beata Vergine del Rosario nella Giungla

Tumplaí è la piccola Lourdes dell'isola di Ceylon. Nel 1670, durante una persecuzione degli Olandesi, i cristiani indigeni trafugarono il simulacro della Madonna e lo nascosero nella foresta sulle sponde di un "Madhù", cioè un acquitrino. Nacque un villaggio, che pero, a causa del colera, dovette essere più tardi sgomberato. Poco più di un secolo fa, nel 1847, si presero cura del piccolo santuario gli Oblati di Maria Immacolata. Essi costruirono una grande chiesa, provvidero per l'acqua, per gli alloggiamenti per i pellegrini e disboscarono un largo tratto della giungla. In Francia, a Lourdes, la Madonna fece scaturire una sorgente prodigiosa per curare le anime e i corpi. A Madhù invece, la Vergine si serve della terra del santuario per difendere i suoi fedeli dai morsi dei serpenti velenosi: molti pellegrini, infatti, morsicati da un serpente, si sono miracolosamente salvati dalla morte, mangiando un po' di questa terra. La Madonna ha messo il suo trono nella foresta e difende i suoi figli dalle mille insidie. Nel 1924 la Madonna di Madhù venne incoronata da un Legato Pontificio alla presenza di Vescovi della zona e di una grande moltitudine di fedeli.

CILE - ANDACOLLO - Beata Vergine del Rosario

Il santuario della Beata Vergine del Rosario di Andacollo è uno dei più noti del Cile. Si racconta che l'immagine appartenesse al luogotenente Jauan Bohon e che, durante una battaglia, fosse stata nascosta dagli Spagnoli nella montagna per evitare che gli Indiani la profanassero. Dopo diversi anni, alcuni contadini che stavano raccogliendo della legna, la scoprirono e la deposero in una piccola cappella. Aumentando la devozione per la Vergine, nel 1789 fu iniziata la costruzione di una chiesa, a sua volta sostituita poi da quella attuale a tre navate, dominata da due torri ed una cupola alta 45 metri. La festa più importante del santuario si celebra il 26 dicembre, con al partecipazione di moltissimi fedeli in costume folcloristico.

CILE - CASABLANCA - Nostra Signora de Lo Vasquez

La famiglia Vasquez, dalla quale probabilmente prese il nome il santuario, possedeva alcune proprietà agricole « Hijuelas » nella valle vicina a Casablanca. In quel luogo un certo signor Josè Ulloa costruì un alloggio per ospitare i viaggiatori che andavano da Valparaiso a Santiago e vi collocò una Immagine della Vergine di circa 17 cm. di altezza. Le prime ufficiali notizie le abbiamo nei libri parrocchiali di Casablanca, che registrano i primi battesimi nella « Cappella di Lo Vasquez  » nell'anno 1849, celebrati dal parroco Don Josè Manuel Leòon. La devozione crebbe negli anni 1849-1854 a causa delle « Missioni » che realizzò nelle aziende agricole confinanti Fra Josè Manuel Troncoso OFM con pellegrinaggi a cavallo fino a questa cappella. Col passare degli anni, crescendo il traffico fra Santiago e Valparaiso, aumentava anche la devozione alla Madonna e già fin dal 1903 cominciarono i grandi pellegrinaggi per il giorno 8 di dicembre. Nel 1908 viene collocata la prima pietra del santuario (la navata centrale centrale del Tempio attuale). Nel 1913 fu benedetto il Tempietto (piccola cappella con l'immagine della Madonna, che si trova nel piazzale della chiesa al limite con la strada). Nei giorni 6 e 8 dicembre dello stesso anno si benedisse solennemente la chiesa. Nel 1918 fu nominato parroco di Casablanca il sacerdote Eladio Lazcano che resterà in carica fino al 1962; è lui che inizia il lavoro di ampliamento del santuario fino ad arrivare alla forma che tiene attualmente. Dal 1975, vicino al santuario di N.S. di Lo Vasquez, opera il Seminario Maggiore di Valparaiso. Il santuario è ben noto; il giorno 8 dicembre ricorre la festa e, da tutto il Paese, accorrono i fedeli, per onorare la Madre di Dio. 

CILE - MAIPÚ - Virgen del Carmen

Dichiarato Monumento Nazionale, è situato nel luogo in cui avvenne la battaglia di Maipú tra patrioti e realisti. La devozione mariana arrivò in Cile con i primi conquistatori spagnoli nel XVI secolo. L’antica devozione carmelitana risale ai monaci del Monte Carmelo in Terra Santa. Nel XVI secolo, durante il periodo della conquista dell’America, Santa Teresa D’Avila, insieme a San Giovanni della Croce, portano a termine, in Spagna, la riforma dell’ordine carmelitano. La devozione si accresce e arriva nel nuovo mondo. Nell’anno 1785 Don Martín di Lecuna incarica ad uno scultore di Quito, in Ecuador, una statua della Vergine del Carmen. Il primo Santuario di Maipú fu benedetto il 5 aprile 1892. Il terremoto del 1906 e la scossa del 1927 resero necessario ricostruire il tempio perché la struttura rimase molto danneggiata. L’8 dicembre 1942, il Congresso Mariano che si celebrò a Santiago prese come unico accordo la promessa di trasformare il modesto tempio di Maipú in un grandioso Santuario della Patria. La sua costruzione cominciò il 16 luglio 1944 e si concluse nel 1974. Il tempio raffigura l’immagine della Vergine, con il velo e le braccia nell’atto di accogliere il suo popolo. Il nome del tempio votivo di Maipú rimase ufficialmente stabilito mediante il decreto che firmò Don Carlos Ibañez del Campo, nel 1958. Nel 1923 la Vergine del Carmen fu nominata Patrona del Cile e nel 1926 venne incoronata solennemente. Il Tempio nuovo del Santuario Nazionale di Maipú fu consegnato alla chiesa cilena il 23 novembre 1974, durante una cerimonia che riunì tutti i Vescovi del paese, capeggiati dal Cardinale Silva Henríquez. Da allora si è riconfermato come luogo d’incontro per il popolo del Cile che consolida qui, giorno dopo giorno, la sua profonda devozione alla Patrona del Cile.

CINA - BAN SISHAN - Beata Vergine delle Grazie

Il santuario di Ban Sishan dedicato alla Madonna delle Grazie si trova nella provincia di Shan Xi. La basilica è stata costruita nel 1897. Dopo la distruzione avvenuta durante la Rivoluzione culturale cinese, il santuario è stato ricostruito tra il 1986 ed il 1989. Inoltre, è stata rifatta la strada che porta verso il santuario, situato sulla cima della montagna. Lungo il percorso sono state aggiunte le 14 Stazioni della Via Crucis. La chiesa è stata aperta ai fedeli nella solennità dell’Assunzione della Vergine Maria dell’anno 1987. Il Santuario è stato consacrato il 12 settembre 1988 con una partecipazione di oltre 15.000 fedeli. Il santuario di Ban Sishan è punto di riferimento per tanti cristiani e per noncristiani. Soprattutto nel mese di maggio e nella festa liturgica della Natività della Madonna, l’8 settembre, i pellegrini riempiono il santuario e i sentieri vicini. Nella vallata risuonano in continuazione i canti mariani e le voci dei fedeli che recitano il rosario.

CINA - DONG LU - Maria, Regina della Cina

Il famosissimo santuario di Dong Lu, è straordinariamente amato dai fedeli cinesi. È il santuario nazionale dedicato a Nostra Signora della Cina. La chiesa contiene una grande e splendida immagine della Vergine col Bambino in braccio, entrambi vestiti in abiti imperiali. Il santuario di Dong Lu è stato istituito dai Vescovi della Cina dopo il Sinodo di Shanghai (14 maggio – 12 giugno 1924). Nel 1932 Pio XI ha approvato Dong Lu come luogo di pellegrinaggio: per questo legame con la decisione papale, i cattolici cinesi hanno sempre vissuto il pellegrinaggio a Dong Lu anche come espressione di fedeltà alla Santa Sede. Dong Lu è a circa 40 km da Baoding, nella provincia dell’Hebei, ed è una delle roccaforti della Chiesa cattolica sotterra¬nea cinese. Va da sé che il Governo non abbia mai visto di buon occhio i pellegrinaggi a Dong Lu e abbia cercato sempre in mille modi, nel corso degli anni, di scoraggiarli. L’Ufficio di pubblica sicurezza, agenzia incaricata di sorvegliare la comunità cattolica sotterranea, periodicamente dà un “giro di vite” per impedire a chiunque di andare in pellegrinaggio a Dong Lu. Ma con scarso successo. Infatti, ogni anno, nel mese di maggio, senza curarsi dei divieti, decine di migliaia di pellegrini salgono sulla montagna in silenzio o recitando il Rosario e cantando inni di lode alla loro celeste Madre e Protettrice. Nel 1900, in Cina si sarebbero avute tre apparizioni della Vergine: una a Pechino, in cui Maria era accompagnata dall’arcangelo Michele, circondato da molti Angeli. Una seconda nel villaggio di Santai durante la rivolta dei boxer, riguardava una statua della Madonna che piangeva. La terza apparizione si è verificata a Dong Lu. I testimoni raccontano che una bella signora, riconosciuta come Maria, è apparsa in cielo. I cattolici hanno implorato la Madonna di proteggerli dai nemici e di salvare la loro città dalla distruzione. Finita la rivolta, una splendida chiesa è stata costruita per ringraziare la Madonna della protezione. Ci si procurò un’immagine dell’imperatrice vedova Ci Xi in abiti imperiali e la si usò come modello per ritrarre la Madonna col Bambino. L’immagine è nella chiesa di Dong Lu, diventata meta popolare di pellegrinaggi fin dal 1924. Il 23 maggio 1995, alcuni pellegrini hanno testimoniato un altro fenomeno. Oltre 30mila cattolici della Chiesa sotterranea si erano radunati al santuario di Dong Lu per la Messa. Era la vigilia della festività di Maria aiuto dei cristiani, cui i cattolici cinesi sono molto devoti. Quattro Vescovi della Chiesa sotterranea concelebravano con quasi 100 sacerdoti. Improvvisamente, durante la preghiera iniziale e di nuovo durante la consacrazione, la gente ha visto il sole spostarsi da destra a sinistra, mentre nel cielo brillavano raggi luminosi di varie tonalità. Si riusciva a guardare il sole direttamente senza dover chiudere gli occhi: nel suo centro alcuni hanno visto la Croce; altri la Sacra Famiglia; altri ancora la Madonna che tiene in braccio Gesù; altri, infine, l’Ostia Sacra. La gente, sconvolta dalla visione, è caduta in profonda estasi. Il fenomeno del sole che cambiava colore, avvicinandosi e poi ritirandosi mentre irradiava in varie tonalità, è durato circa 20 minuti. È anche per questi eventi straordinari che Dong Lu è uno dei santuari più frequentati dell’intera Cina. (T.B.)

CINA - FU JIAN - Beata Vergine del Rosario

Tra i santuari mariani presenti su tutto il territorio cinese, il più recente, costruito soltanto nel 1993, è in cima alla montagna del villaggio di Long Tian, vicino a Fu Zhou, capoluogo della provincia del Fu Jian, ed è dedicato a Nostra Signora del rosario. Una statua di Maria, dono dell’Italia, è posta al centro dell’edicola in stile cinese, meta di ritiro di sacerdoti e di pellegrini. Nel 1993 l’ottantenne mons. Zheng Chang Cheng, primo vescovo di origine cinese della diocesi di Fu Zhou, capoluogo della provincia del Sud-Est cinese di Fu Jian, al momento di ritirarsi in pensione, chiese al Comitato del villaggio del suo paese di origine di concedergli un appezzamento di montagna abbandonato, in un luogo sperduto. Da lì ha avuto inizio la colossale opera del santuario. Oggi in questo luogo sorge il famoso "Villaggio del rosario", composto dalla Grotta della Madonna di Lourdes, la Casa di ritiro spirituale e di formazione permanente per sacerdoti e religiose, la Biblioteca, una chiesa, l’edicola della Madonna, del Sacro Cuore di Gesù, le statue dei santi Pietro e Paolo e dell’arcangelo san Michele, la Via Crucis lungo il sentiero, un edificio tondo di 4 piani, nella cui cappella c’è l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, la Casa di accoglienza per i pellegrini, la Casa degli anziani, e campi coltivati per mantenere economicamente tutte queste opere.

CINA - MONGOLIA - Nostra Signora di Mo Zi Shan

Il santuario, al centro della Mongolia, è molto famoso tra i cattolici per i tanti miracoli e le innumerevoli grazie ottenute dai pellegrini. Mo Zi Shan non è un monte alto e maestoso; e neppure vi crescono fiori e alberi straordinari, ma nel cuore dei cattolici e anche di tante persone non cattoliche, ha un posto speciale: è considerato un monte sacro. Secondo il racconto dei cattolici del luogo, nel giugno 1905 alcuni pastori videro improvvisamente nevicare sulla montagna di Mo Zi e videro anche apparire una bellissima signora vestita di bianco. Spontaneamente, tutti insieme cominciarono a gridare: «È la Madonna, la nostra Madre celeste!». Subito si inginocchiarono e cominciarono a pregare. Dopo qualche tempo la Signora vestita di bianco salì lentamente tra le nuvole. I pastori corsero allora al villaggio e scoprirono che lì non era nevicato. Subito riferirono lo straordinario fenomeno di cui erano stati testimoni al Parroco. Dopo questa vicenda, un missionario belga decise di costruire una chiesa per rendere omaggio alla Madonna. I lavori cominciarono nel 1906 e dopo due anni una chiesa lunga 25 metri e larga 8 si ergeva sul monte Mo Zi. Questo "piccolo" santuario è uno dei più amati dai fedeli cinesi e accoglie tantissimi pellegrini non solo cattolici, ma di tutte le religioni ed etnie.

CINA - QING YANG - Nostra Signora di Lourdes

Qing Yang è il Distretto più grande e importante della città di Jiang Yin, nella provincia di Jiang Su. Secondo i racconti degli anziani locali, all’inizio del 1900 una contadina della zona giaceva malata da tempo e non riusciva a guarire neanche dopo tante cure. Un giorno le apparve una bellissima signora vestita di bianco con una cintura azzurra ai fianchi. Il suo volto era accondiscendente e solenne. Con le mani incrociate sul petto, disse alla contadina malata di raccogliere l’erba di quella zona, farne una tisana e berla; così sarebbe guarita. La donna eseguì l’ordine della Signora, e guarì veramente. Essa però credeva che fosse stata una apparizione di Budda, quindi andò al tempio per rendere grazie, ma non trovò nessuna immagine di Budda che somigliasse alla Signora. Un giorno, andando a casa di un cattolico, vide l’immagine della Madonna di Lourdes, e subito si mise a gridare: «È lei, è lei la Signora che mi ha guarita!». La notizia si diffuse subito nelle zone intorno, e la gente venne a rendere omaggio alla Madonna. La Diocesi comprò il terreno dove era apparsa la Madonna e vi costruì prima una semplice cappella e poi una chiesa di stile gotico per rispondere alle esigenze dei pellegrini che giungevano numerosi. Così la fama della Madonna di Qing Yang si diffuse presto in tutta la provincia e nell’intero Paese. La chiesa è diventata presto uno dei più famosi santuari mariani della Cina. Durante l’invasione giapponese, nel 1939, la chiesa venne bombardata. Nel 1993 la comunità locale comprò un terreno nella vicinanze della chiesa originale, e cominciò la costruzione dalla nuova chiesa, che fu consacrata il 1° maggio dell’anno seguente.

CINA - SHAN DONG - Nostra Signora della Vetta

Il santuario di Our Lady of the Peak (Nostra Signora della Vetta) si trova sul lato Ovest della famosa montagna di Tai, ovvero sulla montagna di Ping Yin Shan, nella provincia orientale dello Shan Dong. La chiesa è stata costruita nel 1889. È stata incendiata nel 1927 e quindi ricostruita. Il santuario si è salvato da diverse persecuzioni grazie alla protezione della Madonna, ma è stato pure distrutto durante la Rivoluzione culturale. Dopo essere tornato alla comunità cattolica locale, la chiesa è stata ricostruita e consacrata nel 1990. Il santuario è circondato da un bosco imponente; e ciò lo rende ancora più maestoso. Sotto la montagna c’è il villaggio cattolico di Hu Zhuang, che vanta una gloriosa storia di fede lunga 400 anni, durante la quale è stato anche la culla di molte vocazioni, in quanto ha offerto numerosi sacerdoti, religiose e laici consacrati. Nelle vicinanze si trova l’unico grande santuario della Cina dedicato a san Giuseppe.  

CINA - SHANGHAI - Nostra Signora di She Shan

Il nome ufficiale del santuario è Santa Madre in Cina. Nel 1863 fu costruita la prima chiesa sulla collina di She Shan. Durante la rivolta dei Taiping, alcuni missionari gesuiti acquistarono un appezzamento di terreno sulle pendici meridionali della collina. In quel luogo c'era un monastero buddista in rovina. Le costruzioni rimaste vennero demolite e furono costruiti un piccolo edificio usato come residenza dei missionari e una cappellina. Sulla cima della collina, sul luogo dove si trovava una stanza Maitreya, venne eretto un piccolo padiglione in cui fu collocata una statua della Madonna. Nel giugno 1870, a causa di disordini scoppiati a Tianjing vennero bruciate le chiese del luogo. I Gesuiti di Shanghai pregarono presso la statua della Madonna e fecero voto di costruire una chiesa in suo onore in cambio della sua protezione. In seguito, si iniziò a costruire la chiesa. Il legno venne inviato da Shanghai e la pietra fu comprata in Fujian. Si portarono a mano tutti i materiali da costruzione sulla collina. In due anni, la chiesa era completata. La prima chiesa aveva la forma di una croce e incorporava caratteristiche architettoniche sia cinesi sia occidentali. Nel 1925, la chiesa esistente sembrava inadeguata, molto indietro rispetto ad altre chiese di Shanghai quanto a dimensioni e decorazioni. Perciò, venne demolita e ricostruita e venne terminata nel 1935. Nel 1942, il papa Pio XII eresse la Chiesa di She Shan a Basilica minore. Nel 1946, la Santa Sede incoronò la statua di Nostra Signora di She Shan. Dopo la rivoluzione comunista del 1949, la Basilica di She Shan subì gravi danni. Durante la Rivoluzione culturale vennero distrutte le vetrate colorate della chiesa, le sculture lungo la Via Dolorosa, la statua in cima al campanile e molte altre opere d'arte. Al termine della Rivoluzione culturale, si cominciò a riparare i danni. All'inizio, la statua fu sostituita con una semplice croce di ferro ma poi, nel 2000, venne posizionata una nuova statua. La chiesa occupa un'area di un ettaro ed è alta circa 20 metri. È a forma di croce latina, secondo la struttura della Basilica. Vi sono tre ingressi: a nord, a ovest e a sud. La porta principale guarda a sud-ovest. La navata è lunga 55,81 metri e larga 24,68 metri. Il soffitto è posto a 16,46 metri. Vi sono 3000 posti a sedere. L'altare è sul lato orientale, è fatto di marmo con decorazioni in oro e giada intarsiata. L'esterno della chiesa è in prevalenza fatto di granito. Il campanile si trova nell'angolo a sud-est. Misura 38 metri. Sulla sua cima vi è la statua di bronzo della Madonna con il Bambino, alta 4,8 metri. Nel 1874, papa Pio IX dichiarò che i pellegrini che si recavano a She Shan in maggio avrebbero ricevuto l'indulgenza plenaria. Per questo, pellegrini provenienti da tutta la Cina iniziarono a riunirsi a She Shan in maggio, una pratica che continua ancora oggi. I pellegrini viaggiano in lungo e in largo per fare il loro pellegrinaggio annuale a She Shan, pregano lungo la Via Crucis il santo rosario e partecipano alla Messa in questo luogo santo. Per tradizione, molti dei Cattolici della zona erano pescatori e facevano il pellegrinaggio in barca. Questa tradizione continua tra i Cattolici del luogo, per cui in maggio le insenature attorno a She Shan spesso si riempiono di barche. Ora, She Shan è l'unico luogo di pellegrinaggio per i Cattolici in Cina.

CIPRO - KIKKO - Panaghía Kykkiotissa

Il centro mariano più importante dell'isola di Cipro è il Monastero di Kikko, fatto costruire nel Secolo XI dal monaco Isaia, che ne divenne anche il primo abate, al tempo dell'imperatore Alessio Commeno. Il monastero prende nome dal monte omonimo che si trova nel massiccio dello Troodos, nel cuore della foresta di Pafo. Nel corso della sua storia il monastero fu un fiorente centro culturale e spirituale dell'isola. Il santuario, molto caratteristico, risulta composto da diverse chiese giustapposte, la prima in forma basilicale allungata, la seconda in croce greca centrata ed è immensamente ricco di ori e candelabri. L'icona mariana che vi si venera è chiamata "Panaghía Kykkiotissa". Secondo una accreditata tradizione, fu venerata in antecendenza in Egitto, da qui portata a Costantinopoli fino a quando, lo stesso imperatore Alessio I Commeno, non la donò al monastero. L'arrivo a Kikko segnò l'inizio di una venerazione sempre più grande, accompagnata dalla notizia di grandi prodigi. Il Monastero divenne così meta di infiniti pellegrinaggi, non solo degli abitanti dell'Isola ma di pellegrini provenienti da tutto il mondo ortodosso e anche da parte dei musulmani. Da due secoli nessuno è mai più riuscito a vedere l’icona, coperta com'è da una custodia in oro e argento che risale al 1776.

COLOMBIA - CHIQUINQUIRA - Beata Vergine di Chiquinquira

Verso la metà del 1560, il religioso domenicano Andres Jadaque ricevette l'incarico da don Antonio de Santana, uno spagnolo residente nel villaggio di Sutamarchan, di far dipingere un quadro di N. Signora del Rosario. Jadraque scelse, per tale lavoro, il pittore Alonso de Narvaez, residente a Tunja. L'artista dipinse a tempera la Vergine e ai suoi lati S. Antonio e S. Andrea dei quali De Santana e Jadraque portavano il nome. Il quadro rimase per 12 anni nella chiesa di Sutamarchan, fino a quando fu tolto perché deteriorato e scolorito. Don Antonio si riprese il quadro e lo collocò in una stanza buia, dove rimase, dopo la sua morte, totalmente abbandonato come un oggetto inutile. La cognata dell'estinto, donna Maria Ramos, riprese la tela e la collocò su un piccolo altare a casa sua. Il 26 dicembre 1586 la tela si illuminò d'improvvisa luce, i colori si ravvivarono e l'immagine riapparve limpida davanti a molte persone che la poterono ammirare. L'avvenimento si diffuse e incominciarono i pellegrinaggi. Fu costruita una prima cappella che nel 1608 diventò una chiesa e, nel 1812, santuario. La grande basilica sorge nella piazza Julio Flores. Il suo interno è riccamente addobbato. Una grande scala arriva fino al quadro della Madonna e permette di contemplarla da vicino. La città di Chiquinquira si trova a 157 km dalla capitale Bogotà, sopra un pianoro della Cordigliera delle Ande.

COLOMBIA - IPIALES - Nostra Signora di Las Lajas

Il Santuario Las Lajas è situato nella Colombia meridionale, nel  Dipartimento di Nariño, all'interno del canyon del fiume Guáitara. Le sue origini si fanno risalire al XVIII secolo, mentre il tempio attuale fu edificato tra il 1916 e il 1949, con le donazioni dei numerosi pellegrini che vi accorrono.

COLOMBIA - ZIPAQUIRÁ - Nostra Signora del Rosario di Guasà

Si venera nelle viscere di una montagna di sale a 50 km dalla capitale Bogotà. Il santuario si chiama anche Cattedrale di sale di Zipaquirà. L'area è molto grande ed occupa una superficie di ottomila metri quadri. È l'unico tempio al mondo che si trovi a circa 400 m. di profondità. Gli operai chiamano la Madonna « La Morenita », perché è stata scolpita dal minatore Daniel Rodriguez Moreno. F una vera meraviglia della natura e attira numerosi fedeli e turisti da tutto il mondo. La chiesa è tutta di sale: i pavimenti, le colonne, le pareti e la sacrestia. Molti visitatori si avvicinano ad una parete, tirano fuori la lingua e assaggiano per controllare se tutto è di sale. Secondo gli esperti a Zipaquirà c'è sale per secoli per il fabbisogno di tutta l'America. Oltre a N.S. del Rosario, la Madonna è chiamata anche « Guasà », perché, quando Moreno terminò di scolpire la statua, essa venne posta in una galleria chiamata Guasà. Durante l'ampliamento della primitiva chiesa, fu invitato l'allora Nunzio Apostolico in Colombia, il Cardinale Samorè, che benedisse i lavori in corso. In un suo discorso disse che gli ideatori ed i costruttori di quel Tempio sotterraneo sono stati i minatori che da tanti anni penetrano sempre più profondamente nel cuore della montagna di sale. Le grandi navate sono quattro e delimitate da quattordici grandi colonne di sale, di circa dieci metri di lato e alte ventidue. L'ingegner Gonzales Concha fece il progetto e diresse i lavori. Le navate portano i nomi del Calvario, del Battesimo, del Presepio e di N.S. di Guasà. C'è anche il coro. Non contiene capolavori d'arte, famosi dipinti o famose statue. L'unico artista rimane l'umile minatore che, attraverso i secoli, con le sue rudi mani e le sue fatiche, ha scavato la dura roccia salina, creando così « questa meraviglia » unica al mondo.

COREA - NAMYANG - Beata Vergine del Rosario

Quello di Namyang è l’unico santuario nazionale riconosciuto ufficialmente, ed è meta di numerosi pellegrini. Il santuario sorge sul luogo dove, nel 1866, furono uccisi alcuni martiri cristiani e fu dedicato alla Madonna nel 1999. Il Santuario si trova nella diocesi di Suwon, contigua all’arcidiocesi di Seoul, che conta circa 570 mila cattolici su una popolazione complessiva di 6,4 milioni di abitanti.

COSTA D'AVORIO - YAMOUSSOUKRO -Nostra Signora della Pace

Situata nell'Africa Occidentale, la Costa D’Avorio è un paese cristianizzato nell'ultimo decennio del XIX secolo. Il Santuario di Nostra Signora dalla Pace a Yamoussoukro,  costruito tra il 1985 e il 1989 in marmo italiano, fu consacrata da Giovanni Paolo II il 10 settembre del 1990. Esso fu voluto dal primo presidente del Paese, Félix Houphouët-Boigny, e ideata dall'architetto Pierre Fakhoury sul modello della Basilica Vaticana.  La statua della Vergine, in cemento armato dipinto, è alta 11 metri. La fama di questo santuario, supera ormai largamente la Costa D’Avorio e si estende a tutta l’Africa! Vi si recano in massa i cristiani provenienti da tutti i Paesi sia in pellegrinaggi collettivi, per trascorrervi una intera giornata di pellegrinaggio annuale, sia individualmente. La Basilica di Nostra Signora della Pace, è diventata famosa anche per essere, coi suoi 30.000 m² di superficie, uno dei più grandi luoghi di culto della intera  cristianità.

COSTA RICA - CARTAGO - Nostra Signora de los Angeles

Una sera di agosto del 1635, una giovane mulatta di nome Jiuana Pereira, mentre raccoglieva della legna in un bosco, vide sopra una grande pietra una Immagine di colore nero che raffigurava la Vergine Maria con il Bambino in Braccio. La giovane portò l'immagine intagliata nella sua casa e la custodì in un piccolo cesto. Il giorno dopo ritornò a fare legna nello stesso posto e sopra la stessa pietra vide l'immagine della sera prima. Credendo di aver trovato un'altra immagine, dopo il lavoro, ritornò a casa tutta contenta. Ma con sua grande meraviglia, trovò il cestino vuoto. Allora chiuse a chiave la seconda immagine trovata. Il terzo giorno, trovò un'altra immagine nello stesso posto dove aveva trovato le altre due. Impressionata, si recò dal parroco a raccontargli l'accaduto. Pur non dando importanza alla cosa, il parroco si recò in casa della giovane ma non trovò l'immagine che, invece, vide anche lui sopra la stessa pietra nel bosco. Anche lui raccolse l'immagine e la portò nella sua chiesa, ma anche essa sparì. Tutti allora compresero che la Vergine desiderava essere venerata su quella pietra del bosco e non portata altrove. La statua è di piccole dimensioni, di pietra scusa simile al granito. Viene chiamata Nostra Signora degli Angeli, perchè il ritrovamento avvenne il 2 agosto, giorno in cui l'ordine francescano, celebra la festa degli Angeli. Con il passare del tempo vennero costruite tre chiese, poi distrutte, l'ultima nel 1910. L'attuale basilica è a pianta bizantina ed è uno dei più belli santuari non solo del Costarica ma di tutta l'America centrale. Essa è a cinque navate, con  diverse cupole. Ha trentadue vetrate artistiche che riproducono scene bibliche riferite a Maira. Sull'altare, in forma di torre, di legno scuro ed oro, in stile barocco, è custodita la preziosa statua della Vergine. Nella cripta si conserva ancora la pietra sulla quale fu trovata l'immagine. Sotto la pietra c'è una sorgente d'acqua che è ritenuta miracolosa per la guarigione degli ammalati.

CROAZIA - BISTRICA - Beata Vergine di Bistrica

L'antica statua, piuttosto rozza, si trovava già dal 1545 in una cappella a qualche chilometro da Bistrica. Nel timore che potesse essere trafugata dai Turchi, il parroco la fece murare in una nicchia della chiesa parrocchiale. Così di essa per alcuni decenni si perse la memoria. Fu ritrovata nel 1600. Nuovamente occultata per altri sessant'anni, fu finalmente ritrovata nel 1684 e posta nel nuovo santuario per lei costruito. Nel 1880 questo santuario andò completamente distrutto a causa di un incendio. Solo l'altare maggiore e la statua si salvarono. Fu costruita una nuova chiesa, convenientemente attrezzata per accogliere i sempre più numerosi pellegrini. Il santuario di Bistrica è uno dei più importanti santuari della Croazia, sede di numerose manifestazioni religiose a carattere nazionale.

CROAZIA - SINJ - Beata Vergine delle Grazie

Il santuario della Beata Vergine delle Grazie si trova a Sinj, nel sud della Croazia. Le origini si fanno risalire al periodo della dominazione turca che vide per oltre un secolo e mezzo continue lotte tra Cristiani e Musulmani. Nel 1535 la città venne occupata e distrutta, per essere poi riconquistata e ripopolata nel 1600, epoca in cui vi giunsero anche i Francescani, che portarono anche un'immagine della Madonna delle Grazie, opera di scuola veneta del secolo XVI, divenuta in brevissimo tempo oggetto di grande venerazione da parte degli abitanti di Sinj. Nel 1715 un esercito di ben sessantamila Turchi mise la cittadina sotto assedio. Contro di loro c'erano soltanto seicento difensori, guidati dal padre Guardiano dei Francescani. Gli abitanti confidarono nell'intercessione della Vergine e le loro preghiere furono esaudite, perché la vigilia dell'Assunta l'esercito nemico si diede a precipitosa fuga. Secondo una pia tradizione, la Vergine sarebbe apparsa dall'alto delle mura, seminando il panico fra i Musulmani. Il santuario fu rinnovato nel 1721, mentre la sua forma presente risale al rifacimento avvenuto dopo il terremoto del 1771. In seguito furono aggiunte quattro cappelle laterali e il maestoso campanile costruito tra il 1896 ed il 1927. Il più importante pellegrinaggio si celebra il giorno dell'Assunta, quando molti pellegrini arrivano a piedi nudi anche da luoghi lontani.

CROAZIA - TERSATTO - Beata Vergine delle Grazie

Il santuario della Beata Vergine delle Grazie a Tersatto (Trsat), cui si accede attraverso una scalinata di ben 561 gradini, sorge su un alto promontorio a strapiombo sul mare, da dove si gode una vista stupenda sulla città di Fiume (Rijeca) e sul golfo del Quarnaro.  In un'apposita cappella sono conservati un gran numero di ex voto, donati soprattutto dai marinai, che testimoniano la loro riconoscenza per essere stati salvati dalle tempeste e dai naufragi per l'intercessione della Madonna. L'icona che si venera a Tersatto è di origine bizantina, ed è stata portata sul posto dai francescani nel 1367. Nel 1715, il Capitolo Vaticano autorizzò l'incoronazione dell'immagine, che fu realizzata dal vescovo Juraj Marotti, in presenza di oltre 60 mila fedeli. Ancora oggi i pellegrini affluiscono numerosi, anche da Italia e Slovenia, soprattutto da maggio fino  alla fine di ottobre. Si può dire che quello di Tersatto è il più internazionale dei santuari croati. Le più antiche origini si fanno risalire al 1292 quando, secondo una pia tradizione, gli angeli vi trasportarono da Nazareth  l'umile casa della Sacra Famiglia, da qui poi sparita e ritrovata il 10 dicembre 1294 a Loreto, in Italia. Questo fatto fu preannunciato e confermato dalla miracolosa guarigione da una mortale malattia,del parroco del luogo Alessandro Jurjevic. In risposta al dolore degli abitanti di Tersatto per essere stati privati della Santa Casa, il papa Urbano V (1362-1370), dopo averli incontrati pellegrini a Loreto,  inviò a Tersatto il francescano P. Bonifacio da Napoli con un'immagine della Madonna attribuita a S. Luca. Il quadro fu esposto sull'altare del santuario e fu accolto con molta gioia dai fedeli tanto che i pellegrinaggi si moltiplicarono nel corso degli anni e si arrivò, nel 1431, a dover costruire, accanto alla cappella primitiva, una chiesa più ampia e un convento per i Francescani che ne avevano la custodia.

CUBA - OCHUN - Beata Vergine della carità del Cobre

E' uno dei più noti e celebri santuari mariani. Risale al secolo XVII e sorge a sedici km da Santiago, sopra un'altura. La statua della Madonna nera col Bambino Gesù è incoronata e ricoperta di vesti preziose. E' alta un metro. La Vergine fu dichiarata patrona di Cuba il 10 maggio 1916 da papa Benedetto XV. L'incoronazione avvenne il 20 dicembre 1936. Paolo VI insignì il santuario del titolo di Basilica minore il 22 dicembre 1977.

CUBA - REGLA - Nostra Signora di Regla

Regla è situata nelle vicinanze di La Avana, sopra uno scoglio che guarda la baia di Guanabacoa. Il culto a Nostra Signora di Regla ebbe inizio vero il 1690 con la costruzione di una prima cappella a lei dedicata da parte di un certo Mauel Antonio di origine peruviana e si propagò rapidamente qualche anno dopo. Nel 1692, infatti, un terribile uragano mise in pericolo alcune navi che si dirigevano verso il porto di La Avana. Un marinaio spagnolo di nome Martin  de Convedo, fece voto di consacrarsi e servire per il resto della sua vita la Vergine a Regla. qualora navi ed equipaggi si fossero salvati. Così avvenne: tutti furono salvi e Martin rimase fino alla morte, avvenuta nel 1743  a servire la Vergine di Regla ed è sepolto sotto il suo altare. Con il propagarsi della devozione, agli inizi del XIX secolo iniziò la costruzione del nuovo santuario  nella forma con cui è giunto ai nostri giorni. Il 24 febbraio 1956 la Vergine di Regla è stata solennemente incoronata e proclamata patrona di La Avana. 

DANIMARCA - AASEBAKKEN - Madonna Nera

É questo il più noto e frequentato santuario mariano della Danimarca. Si trova a circa 25 km di Copenaghen, su una collina chiamata "Poggio di Maria" ed è affidato alle suore benedettine. La venerata immagine è una pregiata Madonna con Bambino di legno nero, risalente al secolo XIII. La Madonna di Aasebakken è venerata come la "Patrona della Danimarca". 

ECUADOR - BIBLIÁN - La Virgen del Rocío

La città di Biblián, A pochi chilometri da Cuenca, ospita il Santuario della Madonna della Rugiada. Le origini si fanno risalire ad una prolungata siccità alla quale gli abitanti sono stati in grado di sopravvivere, grazie alla rugiada e alla pioggia miracolosamente sopraggiunte sulla collina, per intercessione della Vergine. Il Santuario oltre al maestoso campanile, ha delle cripte mausoleo, e un altare centrale addossato ad un fianco della montagna. Il Santuario fu edificato in pietra calcarea locale, di cui la zona è ricca e facile da intagliare. L'esteso paesaggio ricco di pascoli e le montagne circostanti che circondano la valle, rende il luogo sommamente suggestivo.

ECUADOR - CUENCA - Beata Vergine Ausiliatrice

Il santuario di Cuenca, dedicato alla Beata Vergine Ausilitrice, è stato edificato dai salesiani. La bella statua della Madonna è opera dello scultore azuaio Daniel Alvarado ed è stata solennemente incoronata nel 1950. In poco tempo, questo santiario è diventato molto caro alla pietà popolare dell'Ecuador.

ECUADOR - EL QUINCHE - Virgen de la Presentation

L’importanza e il ruolo che ha avuto Nostra Signora della Presentazione di El Quinche, in Ecuador, è riconosciuta anche dai noi credenti di questa nazione. In America Latina il cattolicesimo popolare come espressione culturale, è una combinazione di elementi indigeni precolombiani, cattolicesimo ispanico popolare della colonia e insegnamenti ufficiali della Chiesa. La zona di el Quinche è relativamente vicina ai luoghi di passo verso la regione orientale, e come tale fa parte di un complesso sistema di confluenze tra le culture delle montagne e quelle selvatiche orientali. In base alle cronache, una volta costruito il Santuario di Guápulo, nel 1586, gli indigeni di Lumbisí, vollero una copia dell’ immagine della Vergine di Guápulo, e quindi contrattarono lo stesso scultore spagnolo, ormai radicato a Quito, don Diego de Robles, che scolpì l’immagine con il cedro rimasto dalla scultura di Guápulo. Secondo lo storico Padre Julio Matovelle questi giovani indios probabilmente cambiarono idea oppure non poterono pagare a Robles il prezzo concordato; fatto sta che l’immagine fu ripostata al laboratorio dello scultore, a Quito. Gli indios di Oyacachi, incuneati nella regione montagnosa orientale, ricevettero la visita prodigiosa di una signora con il suo bambino, che per tre volte parlò con i cacicchi e promise di liberarli dalla piaga delle ossa che divorava i bambini, in cambio dovevano chiamare il missionario di El Quinche perché insegnasse loro la nuova religione cristiana. Questo miracolo avvenne quando la piaga scomparve improvvisamente. Diego de Robles portò l’immagine al villaggio di Oyacachi. Una volta in potere degli indigeni l’immagine viene messa, con gran confusione e gioia, in una grotta naturale alla confluenza dei due fiumi, coperta per proteggerla dalle intemperie, finché non fu costruita la prima piccola cappella. Secondo questo cronista, l’immagine rimase a Oyacachi per 14 anni, dal 1588 al 1604, sono anni profondamente significativi per la successiva storia della devozione, poiché in quegli anni se ne definiscono i tratti e le caratteristiche simboliche. Nonostante i 65 Km che separano Quito da Oyacachi, iniziarono i grandi pellegrinaggi tra steppe e cordigliere per raggiungere il Santuario nella montagna, tra le acque cristalline del fiume e i canti degli uccelli di montagna. L’immagine di soli di 64 cm, con il bambino inseparabile dalla madre, in cedro, ricoperta in oro e con delicatissime filigrane, è stato lo strumento di Dio per iniziare a evangelizzare questo popolo pagano diffondendosi poi verso la regione centrale ecuadoriana. Per motivi pastorali il IV Vescovo di Quito, Frate Luis López de Solís ordinò il trasferimento della sacra immagine nella località di El Quinche. La Vergine fu trasferita nell’Antica Chiesa di El Quinche  e nel 1630 fu costruito il primo tempio in suo onore su mandato di Frate Pedro de Oviedo, Vescovo di Quito. Venne ricevuta dal popolo di El Quinche il 10 marzo 1604, data storica in cui l’immagine miracolosa lascia per sempre la sua prima dimora per stabilirsi dove si trova ancora oggi fin dai tempi della colonia; qui prende definitivamente il nome di Nostra Signora della Presentazione di El Quinche al posto di Oyacachi e la sua festa viene spostata dal 2 febbraio al 21 novembre.

EGITTO - PORTO SAID - Maria Regina del mondo

Il 12 luglio1926, per volere del Papa Pio XI, si costituì il Vicariato del Canale di Suez. S.E. Mons. Hiral, Vicario Apostolico, consacra il nuovo Vicariato a Maria Regina del Mondo. A ricordo di questo avvenimento e per affermare la regalità di Maria su tutto il mondo, decide di costruire un santuario a Lei dedicato, proprio all'imboccatura del Canale di Suez, passaggio obbligato di tutte le linee di navigazione. La prima pietra fu posta nel 1934 e la costruzione venne ultimata nel 1937. La Cattedrale a tre navate è bellissima. Sull'altar maggiore è posta la statua dell'Immacolata Concezione, come apparve a S. Caterina Labourè. Il 13 gennaio 1937 il Cardinale Doughety, Arcivescovo di Filadelfia, con il Vicario Apostolico Mons. Hiral e 17 Vescovi, dinnanzi ad una folla cosmopolita, benedisse la Cattedrale-Santuario di Porto Said.

EGITTO - ZEITOUN - Beata Vergine di Zeitoun

Il santuario della S. Famiglia è una chiesa copto-ortodossa e si trova in via Touman-Bey, principale arteria di Zeitoun, alla periferia del Cairo. La chiesa è sormontata da una cupola centrale e da quattro cupole più piccole ai quattro angoli dell'edificio. Il 2 aprile 1968, un'ora e mezzo dopo il tramonto, sulla cupola centrale della chiesa apparve visibile a tutti coloro che si trovavano a passare per la strada, una donna vestita di bianco che teneva la mano sulla croce eretta sulla cupola. Le apparizioni da quel giorno furono centinaia, visibili a tutti e si ripeterono a brevi intervalli di tempo. La Vergine prendeva diverse forme, spesso veniva assieme al bambino Gesù, si spostava da un punto all'altro della chiesa, si inchinava per salutare la folla, il suo vestito sventolava seguendo il movimento dell'aria. L'apparizione era annunciata da luci misteriose, da voli di uccelli, da nuvole splendenti. A volte la precedeva un globo luminoso, così abbagliante che per alcuni minuti impediva la vista della Vergine in esso racchiusa. Il 23 aprile 1968 Sua Santità Cirillo VI, papa della Chiesa copta, aprì un chiesta con l'interrogazione di un gran numero di testimoni e il 4 maggio dello stesso anno riconobbeufficialmente come autentiche le apparizioni della Vergine sulla chiesa di Zeitoun. Il santuario di Nostra Signora della Luce di Zeitoun è frequentato non solo dagli ortodossi, ma anche dai cattolici e dai musulmani.

EL SALVADOR - CUZCATLAN - Nostra Signora di Guadalupe

Cuzcatlan si trova nei dintorni della capitale San Salvador. La zona è ricca di caffè, cotone e riso. Il primo santuario della Vergine di Guadalupe, venne distrutto da un incendio il 7 giugno del 1917. Il 12 dicembre 1922 venne inaugurato quello nuovo che, con l'andare del tempo, si dimostrò insufficiente a contenere i sempre più numerosi fedeli. Nel dicembre del 1945, il vescovo Luis Gonzales, benedisse la prima pietra del santuario attuale che è uno dei più grandi e più belli dell'America centrale. Il 25 luglio 1960, il santuario fu elevato a Basilica Minore. L'immagine della Vergine, ordinata dal Padre Josè Encarnation Arguenta ad un pittore romano, fu benedetta da Papa San Pio X.

EL SALVADOR - SAN MIGUEL - Nuestra Señora de la paz

Nell’anno 1682 alcuni mercanti incontrarono sulle rive del Mare del Sud del Salvador una cassa abbandonata. Era tanto ben serrata che non riuscirono ad aprirla con i loro attrezzi. Sicuramente conteneva qualche oggetto di valore, fissarono la cassa sul dorso 90 dell’asino e la condussero alla città di San Miguel, sperando di riuscire a trovare lì il modo di aprirla. Arrivarono alla città il 21 novembre. Con l’intenzione di assicurarsi il possesso del possibile tesoro, si diressero alle autorità del luogo per rendere conto del ritrovamento; quando passarono davanti alla chiesa parrocchiale, oggi Cattedrale, l’asina si fermò senza che nessuno potesse smuoverla da lì. Allora, senza sforzo alcuno, riuscirono ad aprire la cassa e scoprirono che il tesoro che conteneva era una bella statua di Nostra Signora con il Bambino in braccio. Fu costruita una prima chiesa per accogliere la sacra immagine e il 21 novembre 1862 il Capitano Generale Gerardo Barrios, del dipartimento di San Miguel, collocò la prima pietra dell’attuale Cattedrale-Santuario che ospita la Patrona della nazione. Su istanza dei Vescovi di El Salvador, d’accordo col clero, i fedeli e l’autorità civile, il Papa Paolo VI dichiarò e conferì alla Santissima Madre di Dio il nome di Nostra Signora della Pace, Patrona principale davanti a Dio di tutta la Repubblica di El Salvador e elevò la sua Cattedrale e il suo Santuario Nazionale al rango di Basilica Minore.

EMILIA-ROMAGNA - BEDONIA - Beata Vergine del Bosco

Secondo una antica tradizione, nell'anno 1600, alcuni mercanti veneziani, assaliti dai briganti, furono miracolosamente liberati dopo aver invocato l'aiuto della Vergine. Per ingraziarla fecero erigere un sacello denominato Cappellina del Pozzo. Nel 1685 fu eretto l’oratorio di San Marco, che ben presto divenne centro della devozione alla Madonna. Verso il 1731 dalla zona di Pontremoli giunse, sembra per opera di un frate cappuccino, l’attuale statua della Madonna della Consolazione, lavoro in legno di non comune pregio artistico e probabilmente risalente agli inizi del XVI Secolo. Nel 1948, la Cappellina del Pozzo venne incorporata nella cripta, ultimata nel 1952. Nell’anno mariano 1954, venne innalzata la meravigliosa cupola degli architetti Sassi e Robuschi e nel 1955 furono elevati i muri perimetrali. L’interno è a pianta quadrata con cappelle laterali, sopra l’altare c’è il grande mosaico della Pentecoste; al fondo si trova un tempietto con la statua lignea della Madonna e un vano semicircolare con vetrate raffiguranti la Visitazione e le Nozze di Cana. Nel 1889 fu incoronata da Mons. Scalabrini, fondatore dei Missionari di San Carlo, meglio conosciuto come Scalabriniani. Il vero nome è Madonna della Consolazione, ma comunemente viene chiamata Madonna di San Marco dal titolo dell’oratorio preesistente. La festa della Madonna del Bosco, si celebra la seconda domenica di luglio.

EMILIA-ROMAGNA - BERTINORO - Madonna del Lago

Il santuario della Madonna del Lago, patrona di Bertinoro, è legato all’immagine mariana in esso venerata che secondo la tradizione fu tratta in salvo nell’VIII secolo durante la lotta iconoclasta. Portata all’abbazia di Santa Maria d’Urano, a Bertinoro, scomparve ripetutamente per ricomparire sempre vicino al lago dove poi fu edificato il santuario. La prima chiesa fu varie volte ampliata e restaurata e quella attuale risale al XVIII secolo. Nel presbiterio si trova la cappella della Madonna riccamente ornata da decorazione a stucchi. L’immagine mariana, di stile orientale, dipinta su tela e aderente ad una tavola di legno rappresenta la Madonna in trono con il bambino Gesù. Misura oltre un metro di altezza ma di essa è visibile solo la parte superiore perché quella inferiore è coperta da una lamina d’argento, opera artigianale del 1741. Varie volte, la prima nel 1636, l’immagine della Madonna fu portata solennemente in processione nella Cattedrale di Bertinoro e ancora oggi in occasione della festa, che si celebra la prima domenica di maggio si ripetono i pellegrinaggi, si canta l’inno che inizia con le parole “Dal fulgido oriente…” di cui scrisse parole e musica mons. Piersante Borghesi nel 1941 mentre all’esterno del santuario si trovano le bancarelle con i tradizionali cedri. Fino all’inizio del 1800 i monaci Camaldolesi ebbero il possesso della chiesa che passò poi al clero diocesano e nel 1884 ai missionari del Preziosissimo Sangue di San Gaspare del Bufalo che la ressero fino al 1938. Il 3 giugno 1857 il santuario ebbe anche il privilegio della visita di papa Pio IX durante il suo viaggio nello Stato Pontificio. Nel 1705 l’immagine venne solennemente incoronata per concessione del Capitolo Vaticano e nel 1793 la Sacra Congregazione dei Riti le convalidò il titolo di principale patrona della città di Bertinoro ampliato nel 1935 a tutta la diocesi.

EMILIA-ROMAGNA - BETTOLA - Madonna della Quercia

Nel 1496 la Madonna apparve a una pastorella presso una quercia sul Colle dei Frati vicino a Bettola. La notizia dell'apparizione determinò la nascita di un vastissimo e sentito culto popolare e diede notevole impulso allo sviluppo di tutta la Val Nure. Secondo la volontà espressa dalla Madonna alla pastorella, sul luogo dell'apparizione gli abitanti del luogo innalzarono una chiesa e successivamente un convento francescano. Soppressa l'istituzione religiosa in epoca napoleonica, il santuario rovinò rapidamente assieme al convento, che per un breve periodo fu anche adibito a carcere. Solo nel 1954 venne costruita una nuova cappella sul luogo dell'apparizione, vicino a quel che resta del convento. La quercia e la statua mariana oggetto di culto sono oggi conservate nel nuovo Santuario della Madonna della Quercia costruito alla fine dell’Ottocento nella piazza principale di Bettola. Nel 1962 Giovanni XXIII con il Breve Pontificio "amicum sidus" (stella amica) dichiarò la Beata Vergine della quercia Patrona della Val Nure.

EMILIA-ROMAGNA - BOBBIO - Beata Vergine dell'Aiuto

Celeste Patrona della Città e Diocesi. L’antica Immagine della Madonna era dipinta sul muro di una casa, lungo la strada che da Bobbio va a Piacenza. Già nel 1472 essa divenne celebre per una serie di prodigi, ma nel Giugno del 1611 ebbe straordinarie manifestazioni di grazie, che mossero il popolo a trasformare l’antico Santuario nella assai ampia e bella costruzione odierna. Nella Cripta, o Santuario inferiore, si conserva l’antico affresco, oggetto d’intensa devozione e sentita pietà popolare.

EMILIA-ROMAGNA - BOCCADIRIO - Nostra Signora delle Grazie

Il santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio, il secondo per importanza della diocesi bolognese, dopo quello della Madonna di San Luca nel capoluogo, è situato nella frazione Baragazza del comune di Castiglione dei Pepoli. Secondo l'antica tradizione popolare, il 16 luglio 1480, ai due pastorelli Donato Nutini e Cornelia Vangelisti, sarebbe apparsa la Madonna, vicino al rio Davena, punto di confluenza dei due torrenti Tanone e Butrione, e avrebbe predetto la loro vocazione alla vita religiosa. In seguito a questa apparizione, la popolazione di Baragazza decise di costruire nel XVI secolo una piccola chiesa con tabernacolo intitolata alla Beata Vergine delle Grazie. La struttura attuale del santuario rispetta abbastanza fedelmente quella originaria cinquecentesca, anche se nel corso dei secoli numerose sono state le modifiche apportate. In particolare, di rilievo è il prospetto principale rifatto nel 1890 su progetto di Aristotele Puccetti. Fu la stessa veggente, divenuta poi Suor Brigida, ad acquistare la venerata immagine della Vergine delle Grazie, opera del 1505 di Andrea Della Robbia, conservata sull'altare maggiore del Santuario. Dal 1947 il luogo sacro, meta di molti pellegrinaggi provenienti anche a piedi da varie città, è gestito dalla Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

EMILIA-ROMAGNA - BOLOGNA - Beata Vergine di San Luca

Un documento notarile datato nel 1160, attesta la consegna di un'icona della Vergine a due eremiti che vivevano sul colle della Guardia nelle vicinanze di Bologna. Una leggenda attribuisce questa icona bizantina, conservata ancora ricoperta da un ricco frontale d'argento dal quale emergono soltanto i volti della Vergine e del Bambino, a San Luca Evangelista. Dal 1433, l'icona viene portata ogni anno in città, con grande concorso di popolo, il sabato che precede l'Ascensione e vi rimane fino a tale festa. Il poderoso santuario attuale è stato costruito tra il 1723 e il 1765. Caratteristico è il porticato che unisce il santuario alla città, costruito tra il 1674 e il 1732, composto da 666 archi interrotti da quindici cappelle con i misteri del Rosario e lungo complessivamente quasi quattro chilometri.

EMILIA-ROMAGNA - CAMPOGALLIANO - Madonna della Sassola

Il Santuario sorge nella fertile pianura modenese, presso il fiume Secchia, nel comune di Campogalliano. L’Immagine sacra venne ritrovata appunto nel greto del fiume, in mezzo ai sassi: da qui il nome. Per due volte, il 25 Maggio ed il 31 Luglio, la santa Immagine si animò e parlò ad una fanciulla di nome Domenica, chiedendo che in quello stesso luogo venisse costruita una Cappella. Il desiderio della Vergine venne accolto dalle pie popolazioni che costruirono, prima una modesta Cappella, ed in seguito, per le numerose grazie della Madonna, l’attuale Santuario.

EMILIA-ROMAGNA - CENTO - Madonna della Rocca

L’Immagine della Madonna della Rocca venne affrescata in una stanza a piano terra della Rocca, costruita nel 1578 per il Corpo di Guardia territoriale. Alcuni testi danno diverse motivazioni sull’origine e l’epoca di questo dipinto: Nel 1460 l’Immagine fu effigiata da un soldato polacco a similitudine di una miracolosa immagine di Czestochowa, ed un altro soldato, colto da impeto di collera, la colpì con una freccia al naso da cui sgorgò copioso sangue. Un altro testo riferisce che l’Immagine, da cui scaturisce dal naso una scia di sangue, fu fatta dipingere su un muro interno della Rocca da un certo Marchese Basus nel 1597 in memoria di un miracolo accaduto vicino alla città di Nola (Napoli), detta Madonna dell’Arco, la quale è appunto dipinta su muro. Nessun autore può dimostrare con certezza che quanto sostiene sia vero; diventa impossibile separare ciò che è storico da ciò che è soltanto tradizione. Certo però è che nel 1700 attorno a questo affresco - in stile gotico - si formò un gruppo di preghiera. Per le molte grazie ricevute, la stanza dove l’Immagine era affrescata, venne adibita a cappella. Nel 1721 Papa Innocenzo XIII permise la celebrazione della Messa e concesse l’indulgenza plenaria a coloro che visitavano e pregavano quell’Immagine, nella festa dell’Assunta. Nel 1804 la Rocca diventò carcere giudiziario; venne così vietato l’accesso dei fedeli alla cappella. L’Immagine venne allora trasferita nella vicina chiesa dello Spirito Santo: è il 24 settembre 1804. L’8 luglio 1855 durante la grave epidemia di colera, dopo un triduo di suppliche alla Beata Vergine, cessarono le morti a Cento; da quel giorno, all’Immagine venne attribuito il titolo di “Salus Infirmorum”. Nel settembre 1904 si fecero grandi festeggiamenti per il Primo Centenario della traslazione della Sacra Immagine. Il 15 febbraio 1944 la cittadinanza fece solenne voto alla Madonna impegnandosi, qualora la città di Cento e la campagna fossero scampate ai bombardamenti anglo-americani, a fare ogni anno (il 15 agosto festa dell’Assunta) una solenne manifestazione di fede. E cosi avvenne! La città rimase quasi completamente incolume dai bombardamenti. Nel 1948 si organizzò la prima “Peregrinatio Mariae” nelle parrocchie vicine come ringraziamento per gli scampati pericoli bellici: incominciò la sera del 4 novembre per concludersi il 14 marzo 1949 con un imponente processione cui parteciparono oltre trentamila persone (tratto dai giornali di quel tempo). L’8 dicembre 2003 si è aperto l’Anno Mariano per il Bicentenario della Traslazione dell’Immagine dalla Rocca al Santuario che si è concluso il 26 settembre 2004. Si è inoltre organizzata, insieme ai parroci del Vicariato, un’altra “Peregrinatio Mariae” iniziata il 21 gennaio 2004 e conclusasi il 31 maggio 2004: la Beata Vergine della Rocca ha visitato e sostato in ogni singola Parrocchia del Vicariato. La sera del 31 maggio poi, un’imponente processione, dalla Parrocchia di Penzale ha riportato l’Immagine della Madonna della Rocca al suo Santuario. Oggi il Santuario continua ad essere meta di pellegrinaggi mariani e di viaggi spirituali, soprattutto da parte dei fedeli che vivono situazioni difficili per la loro salute. Il titolo infatti di Salus Infirmorum attribuito alla Vergine della Rocca, è segno evidente della sua protezione su tutti coloro che hanno bisogno di cure e guarigioni.

EMILIA-ROMAGNA - CESENA - Beata Vergine del Popolo

A metà navata della Cattedrale di Cesena, si trova la Cappella Albizzi della Madonna del Popolo, principale patrona della città. L'appellativo "del Popolo" fu dato dal vescovo Gualandi, poiché l'immagine era particolarmente venerata dai fedeli. La cappella, ricca di marmi e pitture, costruita nel 1679-80, è in stile barocco. Realizzatore fu il cardinale cesenate Francesco Albizzi (1593-1684), che volle rifare quella distrutta dall'incendio del 1571, ornandola di una tela coi santi Giuseppe e Bernardino da Siena. L'ultimo abbellimento della cappella fu fatto nel 1882. Il dipinto della Vergine, che risale alla prima metà del '500, non è un affresco, ma una forte tempera su muro, ottenuta con la stessa tecnica usata da Leonardo da Vinci nella famosa Ultima Cena. La devozione popolare per questo dipinto risale alla fine del '500, dopo l'incendio del 1571 che, col tabernacolo della cappella del S.S. Sacramento, distrusse il Trittico della Madonna con ai lati i santi Rocco e Sebastiano. L'immagine è conservata ottimamente, essendo stata ripulita, nel 1960, dal nerofumo delle candele e essendo stati rimossi i numerosi chiodini usati per appendere gli "ex-voto". Pare sia stata dipinta per un piccolo altare della famiglia Bargellini, da dove venne spostata sull'Altare dell'Assunzione (1593), perché troppo numerosi erano diventati, dopo la gravissima carestia del 1591, gli ex-voto appesi sulla parete circostante; poi sopra l'Altare Maggiore (1618), infine, nel 1683, nella attuale Cappella Albizzi. Incerto resta il nome dell'autore del dipinto.

EMILIA-ROMAGNA - FIORANO MODENESE - Beata Vergine del Castello

Il Santuario della Beata Vergine del Castello si trova nel centro del comune di Fiorano Modenese sopra un'altura. Tale posizione, privilegiata rispetto al centro abitato, rende il santuario ben visibile anche dai paesi limitrofi. Fu costruito a partire dal 1634 per contenere l’immagine della Beata Vergine dipinta sul portale d’ingresso dell’antico Castello di Fiorano. Tale castello sorgeva nello stesso luogo dove attualmente sorge il santuario. Nel 1558 un incendio devastò il castello ma l'immagine fu miracolosamente risparmiata. Durante la peste del 1630 gli abitanti fecero voto alla Madonna che, se il paese fosse stato risparmiato dall'epidemia, avrebbero costruito un oratorio per contenere l'immagine stessa. Così avvenne e in pochi anni iniziarono i lavori che finirono definitivamente solo nel 1907.

EMILIA-ROMAGNA - FONTANELLATO - Beata Vergine del Rosario

Nel 1512 la contessa Veronica da Correggio, rimasta vedova di Giacomo Antonio Sanvitale, offrì ospitalità a Fontanellato ai frati domenicani, i quali si insediarono con il proposito di dedicarsi alla predicazione e all'assistenza degli ammalati. I frati ebbero in dono un piccolo oratorio poco distante dalle mura del castello e, subito dopo, il terreno su cui venne costruito il primo convento. Alcuni anni dopo, nel 1521 l’intero ducato di Parma fu occupato  e devastato dalle truppe francesi  e i frati furono costretti a rifugiarsi nel castello dei Sanvitale. Solo alcuni decenni più tardi, poterono ricostruire la loro chiesa dalle macerie, ma tutti gli anni a venire della seconda metà del sedicesimo secolo furono altalene di rovinose guerre e altrettante ricostruzioni. Nel frattempo, il notevole afflusso di fedeli rese doverosa la costruzione di un nuovo edificio più grande, idoneo ad accogliere i pellegrini, ma un’ennesima guerra unita all’epidemia di peste, nella metà del Seicento, bloccarono ogni lavoro. Solo al ristabilirsi di una situazione di relativa stabilità poterono avere inizio i lavori del monumento che oggi vediamo, ripresi nel 1641. Ma la storia di questo monumento nei secoli seguenti è la storia delle vicissitudini di un’Italia perenne teatro di conflitti ideologici, economici e politici: così, nel marzo del 1769, i domenicani vengono allontanati dal convento ad opera di un giovanissimo Ferdinando I di Borbone, l’allora duca di Parma e, nel 1805, le laiche leggi napoleoniche ordinano la soppressione di tutti gli ordini religiosi, disperdendo i frati lontano dalla loro chiesa. Le mura del convento vennero allora convertite, su richiesta del conte Stefano Sanvitale, in aule didattiche per l’educazione al lavoro di giovani ragazzi e ragazze. Nel 1822 il convento torna ai frati, che avviano una grande opera di restauro delle strutture, terminata intorno al 1860. Ma un’altro evento si prepara a dettare le sorti del santuario. E’ il 1866, e le leggi di soppressione degli istituti religiosi tornano in vigore; comune e pubblico demanio posano la loro giurisdizione sulle mura del convento, finché, ultima tappa, i domenicani pagano il corrispettivo al comune di Fontanellato, ripristinando la proprietà dell’edificio. Secoli di repentini cambiamenti, abbandono e degrado materiale, non hanno certamente contribuito a salvaguardare l’integrità antica di questo monumento, in cui si possono infatti notare alcune aggiunte postume: la facciata, per esempio, non risale alla fondazione ma è del secolo scorso. Segnata da tre ampie arcate, il suo colore bianco risalta ancora di più rispetto all’edificio a mattoni rossi appoggiato alla sua sinistra e dona visibilità alle colonne rosate che la percorrono per tutta la sua altezza. Sopra alle arcate, una lunga balconata decorata da statue e tre grandi nicchie contenenti anch’esse statue sacre: quella centrale protegge la rappresentazione in pietra della statua, la cui originale si trova all’interno, raffigurante la Madonna con il rosario. Nella parte più alta, le rappresentazioni delle tre virtù teologali: speranza, fede e carità delimitano la sagoma della facciata del santuario. Entrando, si nota un’unica grande navata centrale con quattro ampie cappelle per ogni lato, ognuna delle quali arricchita con enormi quadri decorati da cornici dorate. Interessante il soffitto, diviso in quattro campate con affreschi di Pietro Rubini raffiguranti i miracoli della Madonna di Fontanellato, incastonati in uno sfondo rosa pallido. Appena prima della zona absidale, due colonne decorate da tondi precedono l’altare, sovrastato dalla cupola e, dietro ad esso, la statua che è il fulcro di tutto questo monumento: la Madonna lignea con il bambino e il rosario, di cui si narra il potere di aver compiuto miracoli, opera di un ignoto artigiano, risalente al 1615. Tutto l’interno rende un’impressione complessivamente barocca, lo sguardo si perde nella decifrazione di ogni elemento decorativo, fino all’organo sovrastante l’entrata, datato 1699, che osserva il visitatore alle spalle, incastonato in una spettacolare struttura dorata con al centro un aquila, a fornire un ultimo colpo d’occhio sulle ricche decorazioni dell’interno.

EMILIA-ROMAGNA - FORLÌ - Madonna del Fuoco

La storia della celeste protettrice di Forlì ha origine in una scuola, ove insegnava Maestro Lombardino da Riopetroso, agli inizi del 1400. Le cronache del tempo ci dicono che il dotto e pio maestro era devotissimo della Madonna, e davanti ad una Immagine di Lei, di carta bambagina, faceva recitare preghiere e pie lodi. Nella notte tra il 3 ed il 4 Febbraio 1428, nella scuola scoppiò un furioso incendio, che ridusse ogni cosa ad un mucchio di rovine e cenere; tutto, salvo il pezzo di muro su cui era inchiodata l’Immagine della Madonna, fissata su di una leggera tavoletta di legno, che rimase del tutto illesa. Tutti la vedono in mezzo alle fiamme, senza venire minimamente toccata da esse. Accorrono il Legato papale, Domenico Capranica, il Pretore, i Notabili, e tutti assistono all’incredibile prodigio. Da quel lontano giorno la Città e la Diocesi di Forlì venerano la Madonna del Fuoco loro celeste patrona e madre, ed è senza misura la devozione per Lei.

EMILIA-ROMAGNA - GRAGNANO - Beata Vergine del Pilastro

L'origine del santuario, detto comunemente della Madonna del Pilastro, secondo un'antica tradizione, è legata all'apparizione di Maria ad una sordomuta del luogo, miracolosamente guarita. L'evento prodigioso risale alla fine del 1300, nel momento in cui la giovanetta era in preghiera dinnanzi ad un'immagine della Vergine, dipinta su di un Pilastro, che sorgeva lungo la strada, detta "montanara", perché collegava la pianura con le colline e la montagna, come accade ancora oggi. Il prezioso affresco quattrocentesco, che riproduce la la Madre di Dio con il Bambino, in atto di suggere il latte materno, è giunto integro sino ai nostri giorni ed è oggetto di grande devozione e venerazione popolare. All'inizio del 1600 sulla primitiva cappella detta "Cappella dell'Apparizione", fu costruito l'attuale santuario ed il pilastro con l'immagine miracolosa fu inglobato nel presbiterio del nuovo santuario, dove si trova ancora oggi. Una lampada votiva perenne, arde davanti all'immagine miracolosa della Vergine. È stata disposta nel 1735 dal Marchese Claudio Mischi di Gragnano, devotissimo della Madonna del Pilastro. Si narra che, dovendo essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, il celebre Devoto proveniente da Gragnano ed in cammino verso l'ospedale, volle andare a pregare la Madonna e chiederle grazia. Entrò nel grazioso santuario gragnanese e pregò a lungo. Al termine delle suppliche rivolte alla Madre di Dio, avvertì, dentro di sé, un inspiegabile sollievo, tanto che, accortosi che la grazia della guarigione che aveva chiesto gli era stata elargita, decise di ritornare a Gragnano. In segno di riconoscenza, diede parte dei suoi beni al santuario e volle che una lampada ardesse in perpetuo dinnanzi alla miracolosa Immagine della Beata Vergine del Pilastro. La Lampada Votiva è mantenuta accesa, a turno, dalle famiglie della parrocchia e dai devoti, che amano esprimere in tal modo  la loro perenne riconoscenza alla Madre di Gesù.

EMILIA-ROMAGNA - GRANAGLIONE - Beata Vergine di Calvigi

Il Santuario sorge a 744 metri di altezza ed è situato nell'Appennino tosco-emiliano, nel comune di Granaglione, tra il verde dei boschi e dei castagneti. In un giorno non meglio precisato tra il 1521 e il 1550 don Simone, percorrendo la mulattiera che congiunge Granaglione a Boschi, fu colto dalla pioggia e trovò riparo sotto un masso che sporgeva dalla montagna. Cessata la pioggia e ripreso il cammino, il masso che aveva fornito riparo al sacerdote si staccò, rovinando in strada. Grato alla Madonna per il pericolo scampato, fece dipingere sul sasso un'immagine della Vergine con il Bambino in braccio. La devozione a quell'immagine crebbe nel tempo, tanto che gli abitanti di Granaglione, nel 1630, colpiti dalla peste, si recarono scalzi e penitenti in pellegrinaggio alla "Madonna di don Simone" per chiedere la grazia di essere liberati dal morbo che aveva mietuto numerose vittime. Come voto venne costruito un piccolo oratorio, dedicato alla Madonna della neve, in cui il masso che conteneva il dipinto fungeva da parete di fondo dell'edificio e l'immagine risultava così la pala dell'altare. Nel 1634 iniziò a diffondersi la notizia che a Calvigi avvenivano guarigioni miracolose e il luogo iniziò a richiamare pellegrini dai paesi e dalle montagne circostanti. La Curia Arcivescovile di Bologna ordinò la temporanea chiusura dell'oratorio, in attesa di verificare i fatti riguardanti le numerose grazie elargite dalla Madonna. Ventidue testimoni furono ascoltati e la Curia diede infine l'autorizzazione per riaprire il luogo. Da quell'anno la chiesetta sperduta fra i monti cominciò a vivere come "Santuario della Madonna di Calvigi". Nel 1635 il vecchio oratorio fu demolito e venne costruito un edificio più capiente, le cui dimensioni ricalcavano l'attuale navata centrale della chiesa. Nel 1781 furono eseguiti nuovi lavori di ampliamento: nel soffitto si tolsero le capriate in legno e fu modificato a volta innalzandolo di quattro metri. La chiesa aveva tre altari, il maggiore era sovrastato da una pala raffigurante l'Incoronazione della Madonna con i Santi Nicola da Tolentino e Agostino. Al centro del dipinto vi era un'apertura che consentiva di vedere la pittura della Vergine con il Bambino posta sul masso. Nel 1825 fu aggiunto il campanile, arricchito nel 1833 da un terzo di campane fuse da Serafino Golfieri. Nel 1836 l'interno del Santuario, le ancone e gli altari furono ornati a colori dal pittore bolognese Camillo Veronesi. Nel 1900 il santuario subì l'ultima ristrutturazione di una certa importanza: venne costruita l'abside affinché l'immagine della Madonna potesse essere custodita all'interno del Santuario. Venne così sfondata la roccia per un'altezza di 20 metri. Tutti lavorarono gratuitamente, dal progettista al capomastro agli abitanti di Granaglione, che trasportarono acqua e materiale per la costruzione della nuova chiesa, inaugurata il 15 luglio 1903.

EMILIA-ROMAGNA - GUASTALLA - Beata Vergine della Porta

È il Santuario della Città e Diocesi. La sua origine risale al 7 Febbraio 1693, quando un uomo di Solarolo, frazione di Guastalla, davanti ad una sbiadita Immagine della Madonna, affrescata sopra la porta di Mezzogiorno, fece accendere una candela da un suo amico, Fabio Ruina. Si chiamava Gian Battista Zagni, era cieco e gravemente malato, ma la sua fede e la sua preghiera furono subito esaudite: riacquistò improvvisamente sia la vista, sia la salute. Nello stesso giorno, colui che aveva acceso quella candela, portò davanti all’Immagine due suoi figli, gravemente ammalati di un male misterioso, e furono guariti. La costruzione del Santuario è opera dell'architetto reggiano Prospero Mattioli. I lavori sono iniziati il 10 Maggio 1693, Domenica di Pentecoste, su espresso desiderio del Duca Vincenzo Gonzaga e terminati nel 1701 con apertura al culto il 1° Luglio 1703. La consacrazione ufficiale avviene il 1° Novembre 1709 alla presenza dei Duchi e di monsignor Maurizio Baistrocchi di Parma, Vescovo di Anastasiopoli in Mesopotamia e Vicario Apostolico nei regni del Gran Mogol.

EMILIA-ROMAGNA - IMOLA - Beata Vergine del Piratello

Il 27 Marzo 1483 Il pellegrino Stefano Mangellida Cremona, diretto a Loreto, si sofferma davanti ad un pilastrino posto lungo la via Emilia, all'incrocio con la strada che scende da Montecatone. Dentro la nicchia è affrescata un'immagine della Vergine con il Bambino in braccio. Mentre il pellegrino prega ai piedi del pilastro, si ente chiamare per nome, la voce proviene chiara e distinta dall'immagine posta nella nicchia. Levato lo sguardo verso la Madonna, il pellegrino vede due candele di cera bianca accendersi improvvisamente, dal vicino cespuglio sbocciano all'istante rose fresche e profumate, nonostante la stagione ancora rigida. La Madonna invita il pellegrino a manifestare al popolo di Imola il suo desiderio di costruire li, una cappella, dove potesse ricevere la devozione della città di Imola. Il governatore Girolamo Riario e sua moglie Caterina Sforza provvidero che la custodia dell'immagine venisse affidata ai Frati Francescani del Terzo Ordine Regolare ( TOR). Papa Innocenzo VIII diede il permesso di erigere la Chiesa e il Convento il 27 gennaio 1489 e il Beato Geremia Lambertenghi da Como fu il realizzatore ed il primo superiore della comunità dei Frati. Il Santuario, insigne opera d'arte del XV secolo, fu in seguito elevato al titolo di Basilica Minore dal Pontefice Pio XII nel novembre 1954.

EMILIA-ROMAGNA - LIZZANO IN BELVEDERE - Beata Vergine dell'Acero

A pochi chilometri da Vidiciatico, nel Parco naturalistico del Corno alle Scale dell’Appennino Bolognese, si trova il santuario della Madonna dell'Acero, a circa 1200 metri sul livello del mare. In questo santuario si venera un'immagine della Madonna ritrovata su un enorme acero da due bambini sordomuti che, mentre custodivano il loro gregge, colti dal temporale, si erano rifugiati sotto l'albero. Mentre imperversava il temporale, la Vergine apparve ai due bambini, facendo loro riacquistare l'uso della parola e dell'udito. Avvisato del fatto, il parroco don Rocco Rometta, pensò bene di trasportare la sacra immagine nella chiesa per esporla alla venerazione dei fedeli. Nella notte, l'immagine sparì dalla Chiesa e fu ritrovata sull'acero in cui era stata ritrovata. Fu così che intorno all'albero sorse una cappellina che racchiudeva l'albero sfrondato da tutti i rami. Il santuario attuale, di stile semplice ed austero, è un insieme di casette poste una accanto all'altra ed edificato tra l XVI e il XVII Secolo.

EMILIA-ROMAGNA - MONTEFIORE CONCA - Madonna di Bonora

Verso la fine del 1300, un certo Bonora Ondidei di Levola di Montefiore Conca (RN) si ritirò sul Monte Auro per dedicarsi alla preghiera. Qui abitò nella località di Villa S. Martino in una casetta di tre stanze, una delle quali adibita a cappella, adornata di affreschi raffiguranti Gesù, la Madonna e i santi. E' proprio l'immagine della Madonna che è diventata oggetto di devozione dei fedeli. La Vergine, venerata con il titolo di Madre della Divina Grazia, è raffigurata con il bambino seduto sulle ginocchia che prende il latte. Indossa una veste di colore rosso con il manto azzurro e sul petto ha una stella raggiante. L'affresco è attribuito alla scuola giottesca riminese. Lo stesso Bonora donò, con atto notarile, il 7 ottobre 1409, il terreno, la casa e la cappella al Terzo Ordine della Somma Penitenza di S. Francesco. I frati continuarono ad essere presenti nella cella di Bonora fino al 1652, quando il papa Innocenzo X soppresse i piccoli conventi. I beni del convento e la chiesa furono assegnati al Monastero delle monache dette prima le Convertite, poi di Santa Maria Maddalena, poi del Cuore di Gesù di Rimini. Nel 1796 le leggi napoleoniche soppressero anche questo ordine e furono chiusi sia il convento che la Cella di Bonora. Nonostante ciò, continuavano i pellegrinaggi della popolazione all'immagine della Madonna della Cella di Bonora. Nel 1833 ci fu un fatto clamoroso che aumentò la fama di questo luogo mariano già tanto amato: il primo miracolo. Annunziata Rossi, contadina di 31 anni che viveva nel Borgo di Montefiore, era gravemente ammalata da una forma di quella che oggi noi chiameremmo avitaminosi. Un consulto medico di luminari della zona aveva emesso una diagnosi mortale. La donna decise allora di recarsi a pregare di fronte all'immagine della Madonna della Cella di Bonora. Trascinandosi a fatica, da sola, pregò intensamente chiedendo di guarire e ritornò a casa completamente guarita. La Curia di Rimini svolse un regolare processo canonico. Questo fu il primo miracolo storicamente accertato. Nel 1834 il parroco di Montefiore, don Domenico Rovelli, per conservare al meglio l'immagine della Madonna, visto lo stato di progressivo abbandono e rovina dei luoghi della Cella di Bonora, decise di far tagliare la parete dove era stata dipinta per trasportarla poi in paese presso la chiesa parrocchiale di San Paolo. Ma qualcosa fece interrompere questo progetto. Infatti, tutte le volte che il muratore tentava di staccare con i suoi attrezzi questo dipinto dal muro veniva come accecato e non riusciva a continuare il lavoro. Così il parroco fu costretto a cambiare idea e nel 1835 incaricò un ingegnere di Gemmano di realizzare un progetto di sistemazione e ampliamento della Cella di Bonora. Nel 1837 il vescovo di Rimini, Mons. Francesco Gentilini eresse a Rettoria il Santuario affidando il servizio pastorale dei pellegrini ad un sacerdote. Nel 1828, caduto il Regno Italico, i beni del santuario passarono all'amministrazione della Camera Apostolica e questa li cedette, nel 1839 ai frati del Convento di S. Girolamo di Saludecio. Furono poi riacquistati dai montefioresi nel 1841. La Nuova Cella fu edificata nel 1852 con l'apertura di due cappelle laterali dedicate a San Cristoforo e a San Martino vescovo. Negli anni seguirono altri lavori e ampliamenti. Nel 1911 fu eretto il campanile. Dal 1927 al 1935 furono realizzate numerose opere artistiche, tra le quali l'affresco raffigurante Bonora orante davanti al dipinto della sua Madonna, del pittore Brici di Rimini, posto all'ingresso della porta laterale, come "icona" del pellegrino di ogni tempo. Nel 1913 don Pio Sanchini, con l'aiuto del fratello don Tommaso, assunse la direzione del Santuario. I due sacerdoti (le cui spoglie sono conservate all'interno del santuario) saranno sempre ricordati come i protagonisti di una nuova fase di splendore del Santuario di Bonora. Nell'estate del 1938 lo Stato Italiano, con un atto firmato dal re Vittorio Emmanuele II e dal presidente del Consiglio Benito Mussolini, costituì il Santuario in Ente Morale Religioso. Il 16 Maggio 1926 il Patriarca di Venezia Card. Pietro La Fontaine incoronò, durante una solenne cerimonia, l'immagine della Madonna. Dal 1949 al 1956 il Santuario fu affidato ai Padri Minimi di San Francesco di Paola di Rimini. Nel 1956 è ritornato sotto la responsabilità del Seminario diocesano che vi costruì la villa estiva. Attualmente è di proprietà della Diocesi di Rimini che vi ha posto un sacerdote con il titolo di Rettore.

EMILIA-ROMAGNA - PRAGATTO - CRESPELLANO - Beata Vergine di Passavia

In origine vi si trovava un’immagine mariana, su carta, esposta alla venerazione dei fedeli in una nicchia di legno appesa a una quercia. La sacra immagine era giunta da Passavia (Passau), in Baviera, dove nell'incendio della città avvenuto nel 1662 la chiesa nella quale si venerava era bruciata completamente, ma l'icona era rimasta intatta. Monsignor Pietro Bargellini, Arcivescovo di Tebe e Nunzio Apostolico della Santa Sede in Germania, portò a Pragatto una copia della miracolosa immagine e ne fece dono al sacerdote, don Giacomo Lanzarini. Costui donò alla Chiesa di Pragatto il pezzo di terreno in cui si trovava la quercia alla quale era stata appesa la sacra immagine, affinché venisse fatta costruire una cappella dedicata alla Madonna di Passavia. Il luogo era già destinato al culto e meta di pellegrinaggi, tanto che nel 1670 si provvide all'edificazione dell’oratorio della B. Vergine della Provvidenza avvalendosi delle elemosine dei fedeli. Si trattava di un luogo di culto edificato con grandiosità a forma di Chiesa con magnifica cupola demolita nel 1715. A quel tempo il giuspatronato era esercitato dalla Famiglia Aldrovandi Marescotti. Nel 1837 l'edificio fu portato a termine su progetto dell'architetto Angelo Venturoli. L'edificio si presenta con un interno elegante e luminoso, dall'impianto a croce greca coperto da una cupola, lo spazio ritmato da lesene ioniche e profilato da cornici a dentelli. Gli altari laterali recano due pale dedicate a San Giuseppe dal lato del Vangelo (a sinistra) e a Sant'Anna dal lato dell'Epistola. Oltre alla Madre della Vergine Maria vi compaiono Santa Liberata e Santa Cristina. Quest'ultima potrebbe ricordare l'antica presenza in Pragatto della chiesa dedicata appunto a Santa Cristina, documentata sin dal tardo Duecento e appartenente alla Congregazione di San Lorenzo in Collina, non più esistente già ai tempi del Calindri. Sull'altare maggiore, entro una ricca ancona fiancheggiata da due angeli e sormontata da un tralcio vegetale, si trova la sacra immagine della Madonna di Passavia. Essa consiste in una copia su carta dell'immagine venerata a Passau. Quest'ultima, un dipinto che rappresenta la Madonna col Bambino, è a sua volta una copia dell'originale cinquecentesco eseguito da Lukas Cranach e conservato presso il duomo di Innsbruck. L'immagine creata da Cranach rappresenta l'iconografia cosiddetta di Mariahilf, Maria dell'Aiuto, alla quale il santuario di Pragatto è dedicato sotto il titolo di "Auxilium Christianorum". Sempre nella zona presbiteriale e sotto l'Immagine di Passavia, un rilievo rappresentante una figura maschile in preghiera davanti a un albero ricorda l'origine di questo edificio e del culto ad esso legato. 

EMILIA-ROMAGNA - PUIANELLO - Beata Vergine della Salute

Il Santuario di Puianello sorge a pochi chilometri da Castelvetro. Non viene riferito nessun fatto straordinario o miracoloso a proposito delle sue origini. Sorse, probabilmente, in ringraziamento alla Vergine per uno scampato pericolo. La dedica alla "Madonna della Salute" favorisce l'ipotesi che questa chiesa sia sorta, alla fine della terribile peste del 1630-31. Il primitivo Santuario o Oratorio, certamente di modeste proporzioni, sorto nel luogo dove attualmente è posta la Croce (nel punto a maggiore altitudine di tutto il territorio di Castelvetro, 447 m s.l.m.), non ebbe lunga vita. In breve tempo andò in rovina. La nipote ed erede del conte Ugo Rangoni, primo costruttore del Santuario, la contessa Teresa Rangoni, in memoria dei suoi antenati e per devozione alla Madonna, fece edificare un altro Oratorio in sostituzione del precedente, che fu demolito. La prima pietra fu posta il 26 Aprile 1716. Nell'epoca napoleonica il santuario venne spogliato del beneficio e cadde in abbandono fino al 1934, quando Don Gaetano Nava, parroco di Levizzano, molto legato al Santuario di Puianello, fece eseguire diversi lavori. Nel 1947 i frati cappuccini ne presero possesso. Salendo attraverso il viale-gradinata, fiancheggiato dai cipressi, voluto dai Padri Cappuccini ed inaugurato l'8 Settembre 1948 - come ricorda la lapide posta nel basamento della Croce situata all'inizio della gradinata stessa - si scorge il Santuario, realizzato, forse, secondo il progetto dell'arch. Frigimelica, che operava, all'epoca in cui sorse il santuario, alla Corte degli Estensi di Modena.

EMILIA-ROMAGNA - REGGIO EMILIA - Beata Vergine della Ghiara

La "Ghiara" è la ghiaia del torrente Grostolo, che scorreva accanto al muro di cinta del convento di Serviti. Su tale muro c'era una nicchia con un'immagine mariana fin dal 1300. Il culto popolare crebbe in occasione del restauro dell'affresco fatto eseguire da un devoto nel 1573. Nel 1596 venne costruita una prima chiesa. Nello stesso anno avvenne la guarigione di un sordomuto; il prodigio ingigantì il culto da parte dei reggiani che iniziarono la costruzione di un grandioso santuario. Un altro prodigio avvenne nel 1630 con la protezione della città in occasione della peste. Il santuario conserva opere del Guercino e di Ludovico Carracci. L'immagine è una Vergine in adorazione del Bambino, piuttosto deteriorata e di gusto popolare.

EMILIA-ROMAGNA - RIMINI - Beata Vergine della Misericordia

Il Santuario si trova nella chiesa di Santa Chiara, costruita nel XIV secolo dalle monache clarisse che vivevano nell’adiacente monastero di Santa Maria degli Angeli. Il pittore riminese Giuseppe Soleri nel 1796 eseguì l’immagine della Madonna della Misericordia a olio su tela e ne fece dono alla sorella clarissa suor Chiara. Nel 1810 il dipinto fu posto sull’altare maggiore della chiesa di Santa Chiara che nel 1825 venne ceduta ai Missionari del Preziosissimo Sangue. L’11 maggio 1850 avvenne il fatto prodigioso del movimento degli occhi della Vergine, evento che si replicò più e più volte. La notizia si diffuse immediatamente e il giorno seguente, era il 12 maggio, venne deciso di destinarlo per la commemorazione del miracolo. Il 15 agosto 1850 il beato Papa Pio IX volle che la sacra immagine fosse coronata e donò egli stesso la cornice in oro, argento e pietre preziose in cui è racchiusa la tela. La chiesa di Santa Chiara, in seguito all’evento miracoloso, fu ampliata e rinnovata in forme neoclassiche dall’architetto Giovanni Benedettini, prendendo il nome di Santuario della Madonna della Misericordia. Possiede una semplice facciata ed un portale con cornice di marmo bianco che risalta sul rivestimento di cotto; all’interno si trova una navata centrale ampia, a croce latina con sei cappelle laterali. Nelle vele della cupola sono raffigurati i profeti Isaia, Mosè, Davide, Ezechiele, e sopra quattro putti con i simboli della Vergine. Nel catino dell’abside un grande affresco raffigura la Gloria di Maria (1958). Nel presbiterio la splendida raggiera del Bilancini, racchiude la preziosa cornice con l’immagine della Madonna. Nell’ultima cappella a sinistra c’è una lapide posta nel luogo esatto dove avvenne il famoso prodigio.

ETIOPIA - ADDIS ABEBA - Madonna del Perpetuo Soccorso

Questo di Addis Abeba è il più noto e frequentato santuario mariano dell'Etiopia. Si trova ad Entoto, sopra una montagna che domina Addis Abeba, la capitale. Con la sua sorgente di acqua, ritenuta miracolosa, è nominato anche la «Lourdes dell'Etiopia». Per tutto l'anno i pellegrini sono numerosi. Arrivano a piedi, oppure a dorso di cammelli e di muli. Per la strada cantano, pregano e danzano prostrandosi fino a terra. Nei pressi del santuario sta un lebbrosario e gli ammalati, ogni giorno, vanno a fare il bagno con l'acqua miracolosa. Molti guariscono e, per riconoscenza alla Madonna, non ritornano alle loro case, ma rimangono a vivere vicino al santuario sotto qualche tenda. 

FILIPPINE - ANTIPOLO - Madonna della Pace e del Buon Viaggio

FILIPPINE - BACLARAN - Beata Vergine del Perpetuo Soccorso

FILIPPINE - BATANGAS CITY - Monte Maria

FILIPPINE - MANILA - La Virgen del Rosario de La Naval

FILIPPINE - MANILA - Nuestra Señora de Guia

FILIPPINE - NAGA CITY - Nuestra Señora de Peñafrancia

FILIPPINE - ZAMBOANGA - Nostra Signora del Pilar

FRANCIA - BETHARRAM - Notre Dame de Bétharram

FRANCIA - LA SALETTE - Beata Vergine Addolorata

FRANCIA - LAGHET - Notre Dame de Laghet

FRANCIA - LE PUY-EN-VELAY - Notre-Dame de l'Annonciation

FRANCIA - LIONE - Notre Dame de Fourviére

FRANCIA - LOURDES - Beata Vergine Immacolata

FRANCIA - MARSIGLIA - Notre Dame de la Garde

FRANCIA - NEUILLY SUR SEINE - Notre Dame de Bonne Délivrance

FRANCIA - PARDIES - Notre-Dame de Piétat

FRANCIA - PARIGI - Medaglia Miracolosa

FRANCIA - PARIGI - Notre Dame des Victoires

FRANCIA - PENNE D'AGENAIS - Notre Dame de Peyragude

FRANCIA - PONTMAIN - Nostra Signora di Pontmain

FRANCIA - ROCAMADOUR - Notre Dame de Rocamadour

FRANCIA - ROUEN - Notre Dame de Bon Secours

FRANCIA - SAINT MARTIN DE BELLE VILLE - Notre Dame de la vie

FRIULI-VENEZIA GIULIA - AVIANO - Beata Vergine del Monte

FRIULI-VENEZIA GIULIA - CASTELMONTE DI PREPOTTO - Beata Vergine di Castelmonte

FRIULI-VENEZIA GIULIA - CORDOVADO - Beata Vergine delle Grazie

FRIULI-VENEZIA GIULIA - GRADO - Beata Vergine di Barbana

FRIULI-VENEZIA GIULIA - TARVISIO - Beata Vergine di Lussari

FRIULI-VENEZIA GIULIA - TRIESTE - Maria Madre e Regina sul monte Grisa

FRIULI-VENEZIA GIULIA - UDINE - Beata Vergine delle Grazie

 

GERMANIA - ALTOETTING - Unsere Liebe Frau von Altötting

GERMANIA - AMBERG - Maria Hilf

GERMANIA - AQUISGRANA - Unsere Liebre Frau von Aachen

GERMANIA - BIRKENSTEIN - Maria Himmelfahrt

GERMANIA - BLIESKASTEL - B. Vergine Addolorata

GERMANIA - BOGENBERG - Maria Himmelfahrt

GERMANIA - KEVELAER -Unsere Liebe Frau von Kevelaer

GERMANIA - LEGAU - Maria Steinbach

GERMANIA - LIMBACH - Maria Limbach

GERMANIA - MARIA VESPERBILD - Mariä Schmerzen

GERMANIA - NEVIGES - Unsere Liebe Frau von Neviges

GERMANIA - PASSAU - Maria Hilf

GERMANIA - SCHOENSTATT - Mater ter amabilis

GERMANIA - TELGTE - Mater Dolorosa

GERMANIA - WEISSENREGEN - Mariä Himmelfahrt

GERMANIA - WERL - Liebe Frau von Werl

GIAPPONE - NAGASAKI - Beata Vergine di Lourdes

GIBILTERRA - PUNTA D'EUROPA - Nostra Signora d'Europa

GRECIA - NISIROS - Tuttasanta della Grotta

GRECIA - TINOS - Nostra Signora dell'Annunciazione

GUATEMALA - GUATEMALA - Nostra Signora del Rosario

 

HONDURAS - SUYAPA - Beata Vergine di Suyapa

 

INDIA - BANDEL - Nostra Signora del Rosario

INDIA - BOMBAY - Nostra Signora di Bandra

INDIA - GUNADALA - Beata Vergine di Lourdes

INDIA - KALLIKULAM - Beata Vergine della Neve

INDIA - POONDI MADHA - Beata Vergine di Lourdes

INDIA - THOOTHUKUDI - Beata Vergine Madre del Rifugio

INDIA - VAILANKANNI - Beata Vergine di Vailankanni

INDIA - VALLARPADAM - Nostra Signora della Mercede

INGHILTERRA - AYLESFORD - Nostra Signora del Monte Carmelo

INGHILTERRA - BROADSTAIRS - Our Lady Star of the Sea

INGHILTERRA - CARFIN - Grotta di Lourdes

INGHILTERRA - CEREDIGION - Our Lady of Cardigan

INGHILTERRA - DONCASTER - Our Lady of Doncaster

INGHILTERRA - GLASTONBURY - Our Lady of Glastonbury

INGHILTERRA - LONDON - Our Lady of Willesden

INGHILTERRA - WALSINGHAN - Nostra Signora di Walsinghan

INGHILTERRA - WEST GRINSTEAD - Nostra Signora della Consolazione

IRLANDA - KNOCK - Our Lady of Knock

IRLANDA - WEXFORD - Nostra Signora dell'isola

ISLANDA - REYKJAVIK - Maria, Stella del mare

 

LAZIO - ARICCIA - Santa Maria di Galloro

LAZIO - CASTEL DI LEVA - Madonna del Divino Amore

LAZIO - CASTEL SANT'ELIA - Santa Maria ad Rupes

LAZIO - CECCANO - Santa Maria a Fiume

LAZIO - COLLEPARDO - Madonna delle Cese

LAZIO - CORI - Beata Vergine del Soccorso

LAZIO - GENAZZANO - Madre del Buon Consiglio

LAZIO - GIULIANO DI ROMA - Madonna della Speranza

LAZIO - ITRI - Beata Vergine della Civita

LAZIO - LENOLA - Beata Vergine del Colle

LAZIO - NETTUNO - Beata Vergine delle Grazie

LAZIO - ROCCA DI PAPA - Beata Vergine del Tufo

LAZIO - ROMA - Beata Vergine del Pozzo

LAZIO - ROMA - Madonna del Miracolo

LAZIO - ROMA - Madonna del Perpetuo Soccorso

LAZIO - ROMA - Santa Maria della Clemenza

LAZIO - SETTEFRATI - Beata Vergine di Canneto

LAZIO - SORA - Beata Vergine delle Grazie

LAZIO - VALLECORSA - Beata Vergine della Sanità

LAZIO - VITERBO - Madonna della Quercia

LETTONIA - AGLONA - Madonna nera

LIBANO - BIKFAYA - Nostra Signora della Liberazione

LIBANO - HAMAT - Nostra Signora della Luce

LIGURIA - ALBISOLA SUPERIORE - Beata Vergine della Pace

LIGURIA - CHIAVARI - Beata Vergine dell'Orto

LIGURIA - CICAGNA - Nostra Signora dei Miracoli

LIGURIA - GENOVA - La Madonnetta

LIGURIA - GENOVA - Nostra Signora della Guardia

LIGURIA - LAVAGNA - Nostra Signora del Ponte

LIGURIA - MILLESIMO - Beata Vergine del Deserto

LIGURIA - MONTOGGIO - Nostra Signora delle Tre Fontane

LIGURIA - ORTONOVO - Beata Vergine del Mirteto

LIGURIA - RAPALLO - Beata Vergine di Montallegro

LIGURIA - SAN BARTOLOMEO AL MARE - Madonna della Rovere

LIGURIA - SANREMO - Beata Vergine della Costa

LIGURIA - SAVONA - Beata Vergine della Misericordia

LIGURIA - SESTA GODANO - Nostra Signora di Airola o della Fontana

LIGURIA - SESTRI PONENTE - Virgo Potens

LIGURIA - SORI - Beata Vergine delle Grazie

LIGURIA - TAGGIA - Madonna Miracolosa

LIGURIA - VALDIPINO - Nostra Signora dell'Agostina

LITUANIA - SILUVA - Natività di Maria

LITUANIA - VILNIUS - Beata Vergine Porta dell'Aurora

LITUANIA - ZEMAICIU KALVARIJA- Beata Vergine del Calvario

LOMBARDIA - ADRO - Beata Vergine della neve

LOMBARDIA - ALBANO SANT'ALESSANDRO - Madonna delle Rose

LOMBARDIA - ALBINO - Beata Vergine del Monte Altino

LOMBARDIA - ARDESIO - Beata Vergine delle Grazie

LOMBARDIA - BOVEGNO - Beata Vergine della Misericordia

LOMBARDIA - BRESCIA - Beata Vergine delle Grazie

LOMBARDIA - BUSTO ARSIZIO - S. Maria di Piazza o dell'Aiuto

LOMBARDIA - CARAVAGGIO - Beata Vergine della Fonte

LOMBARDIA - CARIMATE - Beata Vergine dell'Albero

LOMBARDIA - CASALMAGGIORE - Beata Vergine della Fontana

LOMBARDIA - CASALPUSTERLENGO - Beata Vergine dei Cappuccini

LOMBARDIA - CASTELLEONE - Beata Vergine della Misericordia

LOMBARDIA - CONCESA - Divina Maternità

LOMBARDIA - CORBETTA - Madonna dei Miracoli

LOMBARDIA - CREMA - Santa Maria della Croce

LOMBARDIA - CURTATONE - Beata Vergine delle Grazie

LOMBARDIA - GARLASCO - Beata Vergine della Bozzola

LOMBARDIA - GUANZATE - Beata Vergine di San Lorenzo

LOMBARDIA - IMBERSAGO - Beata Vergine del Bosco

LOMBARDIA - MANTOVA - Beata Vergine delle Grazie

LOMBARDIA - MONZA - Beata Vergine delle Grazie

LOMBARDIA - OSSUCCIO - Sacro monte: Beata Vergine del Soccorso

LOMBARDIA - OSTIGLIA - Beata Vergine della Comuna

LOMBARDIA - PAITONE - Beata Vergine Maria di Paitone

LOMBARDIA - PAVIA - Santa Maria di Canepanova

LOMBARDIA - RHO - Beata Vergine Addolorata

LOMBARDIA - SAN FELICE DEL BENACO - Beata Vergine del Monte Carmelo

LOMBARDIA - SANT'OMOBONO TERME - Madonna della Cornabusa

LOMBARDIA - SARONNO - Beata Vergine dei Miracoli

LOMBARDIA - SONICO - Madonna di Pradella

LOMBARDIA - STEZZANO - Madonna dei Campi

LOMBARDIA - TIRANO - Beata Vergine di Tirano

LOMBARDIA - TREVIGLIO - Madonna delle Lacrime

LOMBARDIA - URGNANO - Madonna della Basella

LUSSEMBURGO - LUSSEMBURGO - Consolatrice degli afflitti

LUSSEMBURGO - VIANDEN - Salus Infirmorum

 

MALTA - GOZO - Beata Vergine di Ta' Pinu'

MALTA - MELLIEHA - Nostra Signora di Mellieha

MALTA - SEMGLEA - Madonna Damascena

MARCHE - ANCONA - Regina di Tutti i Santi

MARCHE - CAMPOCAVALLO DI OSIMO - Beata Vergine Addolorata

MARCHE - FOSSOMBRONE - Beata Vergine di Frasassi

MARCHE - LORETO - Santa Casa

MARCHE - MACERATA - Beata Vergine Immacolata

MARCHE - MACERATA - Santa Maria delle Vergini

MARCHE - OSTRA - Beata Vergine della Rosa

MARCHE - PENNABILLI - Beata Vergine delle Grazie

MARCHE - PESARO - Beata Vergine delle Grazie

MARCHE - SAN SEVERINO MARCHE - Beata Vergine dei Lumi

MARCHE - SENIGALLIA - Beata Vergine della Speranza

MAROCCO - CASABLANCA - Nostra Signora di Lourdes

MESSICO - CITTA' DEL MESSICO - Beata Vergine di Guadalupe

MESSICO - JALISCO - Virgen de San Juan de los Lagos

MESSICO - PUEBLA - La Vergine del Santo Rosario

MESSICO - ZAPOPAN - Beata Vergine di Zapopan

MONTENEGRO - PERAST - Madonna dello Scalpello

MOZAMBICO - MULEVALA - Regina della Pace

 

NICARAGUA - EL VIEJO - Nostra Signora della Concezione

NORVEGIA - BERGEN - Nostra Signora di Bergen

 

OLANDA - MAASTRICHT - Stella Maris

OLANDA - S'HERTOGENBOSCH - Nostra Dolce Signora del Bosco

 

PAKISTAN - MARIAMBAD - La Città di Maria

PANAMÁ - PANAMÁ - Santa Maria La Antigua

PARAGUAY - CAACUPE - Beata Vergine di Caacupe

PERÚ - COCHARCAS - Beata Vergine di Cocharcas

PERÚ - LIMA - Virgen de la Merced

PIEMONTE - ASTI - Beata Vergine Porta Paradisi

PIEMONTE - AVIGLIANA - Madonna dei Laghi

PIEMONTE - BANCHETTE DI BIOGLIO - Madonna della Misericordia

PIEMONTE - BIELLA - Beata Vergine d'Oropa

PIEMONTE - BRA - Madonna dei Fiori

PIEMONTE - CASTELLAZZO BORMIDA - Madonna della Creta

PIEMONTE - COSTIGLIOLE D'ASTI - Beata Vergine delle Grazie

PIEMONTE - CREMOLINO - Madonna della Bruceta

PIEMONTE - CUNEO - Madonna della Riva

PIEMONTE - CUSSANIO - Beata Vergine della Divina Provvidenza

PIEMONTE - FARIGNANO - Beata Vergine delle Grazie

PIEMONTE - GARBAGNA DI TORTONA - Madonna del Lago

PIEMONTE - GARESSIO - Beata Vergine delle Grazie

PIEMONTE - MURAZZANO - Beata Vergine di Hal

PIEMONTE - RE - Beata Vergine del Sangue

PIEMONTE - SAN SALVATORE MONFERRATO - Beata Vergine del Pozzo

PIEMONTE - SERRALUNGA DI CREA - Sacro Monte di Crea

PIEMONTE - STAZZANO - Madonna del Monte Spineto

PIEMONTE - TORINO - Beata Vergine della Consolata

PIEMONTE - TORINO - Maria Ausiliatrice

PIEMONTE - TORTONA - Madonna della Guardia

PIEMONTE - TRANA - Santa Maria della Stella

PIEMONTE - TRIVERO - Beata Vergine della Brughiera

PIEMONTE - VACCIAGO DI AMENO - Madonna della Bocciola

PIEMONTE - VALMALA - Beata Vergine della Misericordia

PIEMONTE - VICOFORTE - Regina Montis Regalis

PIEMONTE - VILLANOVA D'ASTI - Beata Vergine delle Grazie o Dei Baluardi

POLINESIA - PAPEETE - Maria No Te Hau

POLONIA - CZESTOCHOWA - Beata Vergine di Jasna Gora

POLONIA - DZIEKANOWICE - Maternità di Maria

POLONIA - GIETRZWARD - Nostra Signora di Warmia

POLONIA - KALWARIA PACLAWSKA - Beata Vergine di Kalwaria Paclawska

POLONIA - LICHEN - Beata Vergine Addolorata

POLONIA - NIEPOKALANOW - Beata Vergine Immacolata

POLONIA - PIEKARY - Beata Madre di Piekary

POLONIA - SWIÊTA LIPKA - Beata Vergine di Swiêta Lipka

POLONIA - SZCZYRK - Beata Vergine Ausiliatrice

PORTOGALLO - BRAGA - SAMEIRO - Nostra Signora della Concezione

PORTOGALLO - FATIMA - Nostra Signora del Rosario

PORTOGALLO - LAMEGO - Nossa Senhora dos Remedios

PORTOGALLO - NAZARE' - Nostra Signora di Nazaré

PORTOGALLO - VILA VIÇOSA - Nostra Signora della Concezione

PORTORICO - HORMOGUEROS - Nuestra Señora de la Monserrate

PORTORICO - SAN JUAN - Nuestra Señora de la divina Providencia

PUGLIA - ALTAMURA - Madonna del Buoncammino

PUGLIA - ANDRIA - Beata Vergine dei Miracoli

PUGLIA - BARLETTA - Beata Vergine dello Sterpeto

PUGLIA - BOVINO - Santa Maria di Valleverde

PUGLIA - CAPURSO - Santa Maria del Pozzo

PUGLIA - CERIGNOLA - Maria SS. di Ripalta

PUGLIA - FOGGIA - Beata Vergine Incoronata

PUGLIA - GROTTAGLIE - Madonna della Mutata

PUGLIA - MODUGNO - Madonna della Grotta

PUGLIA - MOLFETTA - Beata Vergine dei Martiri

PUGLIA - MORRONI DI BONITO - Maria SS. della Neve

PUGLIA - SAN GIOVANNI ROTONDO - Beata Vergine delle Grazie

PUGLIA - SAN SEVERO - Beata Vergine del Soccorso

PUGLIA - TERLIZZI - Beata Vergine di Sovereto

 

REPUBBLICA CECA - HEJNICE - Nostra Signora di Hejnice

REPUBBLICA CECA - HOSTYN - Nostra Signora della Vittoria

REPUBBLICA CECA - KLATOVY - Madonna del Sangue

REPUBBLICA CECA - KOSTELNI VYDRI - B. Vergine del Monte Carmelo

REPUBBLICA CECA - PHILIPPSDORF - Maria, Aiuto dei Cristiani

REPUBBLICA CECA - PRIBRAM - Nostra Signora di Svatá Hora

REPUBBLICA CECA - STARÁ BOLESLAV - Nostra Signora di Stará Boleslav

REPUBBLICA DOMINICANA - ALTAGRACIA - Beata Vergine di Altagracia

REPUBBLICA DOMINICANA - SANTO CERRO - Nostra Signora della Mercede

ROMANIA - BIXAD - Nostra Signora di Bixad

ROMANIA - BLAJ - Nostra Signora di Blaj

ROMANIA - CSIKSOMLYOI - Beata Vergine Ausiliatrice

ROMANIA - MIERCUREA-CIUC - Madre Vergine di Csiksomlyò

RUANDA - KIBEHO - Nostra Signora dei Dolori

RUSSIA - KAZAN - Madre di Dio di Kazan

RUSSIA - MOSCA - NOVODEVIÈIJ - Madre di Dio di Smolensk

RUSSIA - NOVGOROD - Madre di Dio del Segno

RUSSIA - POCAJIV - Theotokos di Pocajiv

 

SAN MARINO - BORGO MAGGIORE - Cuore Immacolato di Maria

SAN MARINO - VALDRAGONE - Beata Vergine della Pera

SARDEGNA - ALGHERO - Beata Vergine di Valverde

SARDEGNA - ARDARA - Nostra Signora del Regno

SARDEGNA - BONACARDO - Nostra Signora di Bonacatu

SARDEGNA - CAGLIARI - Beata Vergine di Bonaria

SARDEGNA - FONNI - Nostra Signora dei Martiri

SARDEGNA - NUORO - Beata Vergine delle Grazie

SARDEGNA - ORANI-SARULE - Nostra Signora di Gonare

SARDEGNA - ORISTANO - Beata Vergine del Rimedio

SARDEGNA - SASSARI - Beata Vergine delle Grazie

SARDEGNA - SASSARI - Beata Vergine di Betlem

SARDEGNA - SINDIA - Nostra Signora di Corte

SARDEGNA - VILLANOVA MONTELEONE - Nostra Signora di Interrios

SENEGAL - POPENGUINE - Nostra Signora della Liberazione

SERBIA - LETNICA - Nostra Signora di Letnica

SERBIA - STUDENICA - Beata Vergine Assunta di Studenica

SICILIA - ACI CATENA - Beata Vergine della Catena

SICILIA - ALESSANDRIA DELLA ROCCA - Madonna della Rocca

SICILIA - ALTAVILLA MILICIA - Beata Vergine della Milicia

SICILIA - BIANCAVILLA - Beata Vergine dell'Elemosina

SICILIA - BRONTE - Santissima Annunziata

SICILIA - CALTAGIRONE - Madonna del Ponte

SICILIA - CASTELLAMMARE DEL GOLFO - B. Vergine del Soccorso

SICILIA - CASTIGLIONE DI SICILIA - B. Vergine della Catena

SICILIA - CEFALU' - Maria SS. di Gibilmanna

SICILIA - CUSTONACI - Maria SS. di Custonaci

SICILIA - MAZARA DEL VALLO - Madonna del Paradiso

SICILIA - MESSINA - Beata Vergine di Montalto

SICILIA - MOMPILERI - Madonna della Sciara

SICILIA - MUSSOMELI - Beata Vergine dei Miracoli

SICILIA - NOTO - Beata Vergine Scala del Paradiso

SICILIA - PALERMO - Nostra Signora dei Rimedi

SICILIA - PATERNÓ - Beata Vergine della Consolazione

SICILIA - PIEDIMONTE ETNEO - Beata Vergine della Vena

SICILIA - PIETRAPERZIA - Madonna della Cava

SICILIA - RANDAZZO - Beata Vergine del Monte Carmelo

SICILIA - SAN GIOVANNI LA PUNTA - Madonna della Ravanusa

SICILIA - SIRACUSA - Madonna delle Lacrime

SICILIA - TERMINI IMERESE - Beata Vergine della Consolazione

SICILIA - TINDARI - Madonna Nera

SICILIA - TRAPANI - SS. Annunziata

SICILIA - VAL DI CHIESA - Madonna del Terzito

SICILIA - VALVERDE - Beata Vergine di Valverde

SIRIA - SAYDNAYA - Madre di Dio di Saydnaya

SLOVACCHIA - KLOKOCOV - Nostra Signora di Klokocov

SLOVACCHIA - LEVOCA - Montagna di Maria

SLOVACCHIA - SASTIN - Beata Vergine dei sette dolori

SLOVACCHIA - STARÉ HORY - La Madonna delle montagne slovacche

SLOVENIA - BREZJE - Beata Vergine Ausiliatrice

SLOVENIA - PTUJSKA GORA - Beata Vergine della Misericordia

SLOVENIA - SVETA GORA - Madonna del Monte Santo

SPAGNA - ANDUJAR - Virgen de la Cabeza

SPAGNA - ARANZAZU - Nostra Signora di Aranzazu

SPAGNA - BADAJOZ - Virgen de los Remedios

SPAGNA - CALASPARRA - La Virgen de la Esperanza

SPAGNA - CASTELLÓN DE LA PLANA - Virgen del lledò

SPAGNA - COVADONGA - Beata Vergine di Covadonga

SPAGNA - ESTELLA - La Virgen del Puy

SPAGNA - GUADALUPE - Beata Vergine di Guadalupe

SPAGNA - LLUC - Nostra Signora di Lluc

SPAGNA - MALAGA - Beata Vergine della Vittoria

SPAGNA - MENORCA - Virgen del Toro

SPAGNA - MONTSERRAT - Beata Vergine di Montserrat

SPAGNA - PEŇA DE FRANCIA - Nuestra Señora de la Peña de Francia

SPAGNA - RANDA (PALMA) - Nostra Signora di Cura

SPAGNA - SARAGOZZA - Beate Vergine del Pilar

SPAGNA - SIVIGLIA - Beata Vergine Macarena

SPAGNA - VALVERDE DE LA VIRGEN - La Virgen del Camino

SVIZZERA - BILDSTEIN - Nostra Signora della Vittoria

SVIZZERA - DELEMONT - Notre Dame du Vorbourg

SVIZZERA - DISENTIS - Beata Vergine della Misericordia

SVIZZERA - EINSIEDELN - Beata Vergine degli Eremiti

SVIZZERA - LOCARNO - Beata Vergine del Sasso

SVIZZERA - LOSANNA - Santa Maria di Losanna

SVIZZERA - MARIASTEIN - Nostra Signora della Consolazione

SVIZZERA - MORBIO INFERIORE - Beata Vergine dei Miracoli

SVIZZERA - TRUN - Nostra Signora della Luce

SVIZZERA - WERTHENSTEIN - Beata Vergine Addolorata

 

TERRA SANTA - AIN KARÈM - Santuario della Visitazione

TERRA SANTA - GERUSALEMME - Basilica della Dormizione

TERRA SANTA - GERUSALEMME - Chiesa dell'Assunzione

TERRA SANTA - HAIFA - Beata Vergine del Monte Carmelo

TERRA SANTA - NAZARETH - Basilica dell'Annunciazione

TOSCANA - BIBBIENA - Madonna del Sasso

TOSCANA - CAPANNORI - Beata Vergine del Carmine

TOSCANA - CIGOLI - Beata Vergine dei Bambini

TOSCANA - FIRENZE - Santissima Annunziata

TOSCANA - FRASSINE - Beata Vergine del Frassine

TOSCANA - LIVORNO - Beata Vergine di Montenero

TOSCANA - MASSA - Beata Vergine Ausiliatrice dei Quercioli

TOSCANA - MASSA - Nostra Signora delle Grazie

TOSCANA - MONSUMMANO TERME - Santa Maria della Fontenova

TOSCANA - MONTE SAN SAVINO - Santa Maria delle Vertighe

TOSCANA - PISTOIA - Beata Vergine dell'Umiltà

TOSCANA - POGGIO DI ROIO - Beata Vergine di Roio

TOSCANA - PRATO - Santa Maria delle Carceri

TOSCANA - VAGLIA - Monte Senario

TRENTINO-ALTO ADIGE - COSTA DI FOLGARIA - Beata Vergine delle Grazie

TRENTINO-ALTO ADIGE - MONTAGNAGA - Beata Vergine di Pinè

TRENTINO-ALTO ADIGE - BRESSANONE - Santa Maria ad Gratias a Novacella

TRENTINO-ALTO ADIGE - DOBBIACO - Santa Maria

TRENTINO-ALTO ADIGE - PIETRALBA - Beata Vergine Addolorata

TRENTINO-ALTO ADIGE - SEGONZANO - Madonna dell'Aiuto

TRENTINO-ALTO ADIGE - VARNA - Santa Maria ad Gratias

TURCHIA - EFESO - Casa della Madonna

 

U.S.A. - BALTIMORA - Assumption of the Blessed Virgin Mary

U.S.A. - BELLEVILLE - Nostra Signora delle Nevi

U.S.A. - CAREY - Our Lady of Consolation

U.S.A. - CHICAGO - Our Lady of Sorrow

U.S.A. - DOYLESTOWN - Our Lady of Czestochowa

U.S.A. - NEBRASKA - CRETE - Our Lady of Schoenstatt

U.S.A. - NEW YORK - Our Lady of Pompei

U.S.A. - OREGON - PORTLAND - The Grotto

U.S.A. - WASHINGTON - National Shrine of the Immaculate Conception

UCRAINA - KIEV - Muro Incrollabile

UCRAINA - POCAIJV - Theotokos di Pocaijv

UCRAINA - ZARVANYCIA - Theotokos di Zarvanycia

UMBRIA - ASSISI - Santa Maria degli Angeli e la Porziuncola

UMBRIA - CASTEL RITALDI - Beata Vergine della Bruna

UMBRIA - MONTEFALCO - Madonna della Stella

UMBRIA - NARNI - Beata Vergine del Ponte

UMBRIA - ORVIETO - Madonna della Cava

UMBRIA - PANICALE - Madonna delle Grondici

UMBRIA - TAVERNELLE - Beata Vergine di Mongiovino

UMBRIA - TREVI - Beata Vergine dellel Lacrime

UNGHERIA - BUDAPEST - Beata Vergine del Rosario

UNGHERIA - BUDAPEST - Mariaremete

UNGHERIA - GYÜD - Nostra Signora di Gyüd

UNGHERIA - GYÖR - Nostra Signora delle Lacrime

UNGHERIA - MÁRIANOSZTRA - Márianosztra

UNGHERIA - POCS - Maria Pocs

UNGHERIA - SZEGED - B. Vergine Ausiliatrice

URUGUAY - MONTEVIDEO - La Virgen de los Treinta y Tres

 

VALLE D'AOSTA - COURMAYEUR - Notre Dame de la Guerison

VALLE D'AOSTA - MACHABY - Notre Dame des Neiges

VALLE D'AOSTA - PERLOZ - Notre Dame de la Garde

VENETO - BONISIOLO DI MOGLIANO VENETO - Beata Vergine delle Grazie

VENETO - CHIOGGIA - Madonna della Navicella

VENETO - ESTE - Beata Vergine delle Grazie

VENETO - LENDINARA - Beata Vergine del Pilastrello

VENETO - LONIGO - Beata Vergine dei Miracoli

VENETO - MONTEORTONE - Madonna della Salute

VENETO - MOTTA DI LIVENZA - Beata Vergine dei Miracoli

VENETO - PELLESTRINA - Beata Vergine dell'Apparizione

VENETO - PESCHIERA DEL GARDA - Madonna del Frassino

VENETO - PIOVE DI SACCO - Madonna delle Grazie

VENETO - ROVIGO - Beata Vergine Addolorata

VENETO - SPIAZZI - Beata Vergine della Corona

VENETO - THIENE - Beata Vergine dell'Olmo

VENETO - VENEZIA - Beata Vergine della Salute

VENETO - VICENZA - Beata Vergine di Monte Berico

VENEZUELA - COROMOTO - Beata Vergine di Coromoto

VENEZUELA - MARACAIBO - Nostra Signora di Chiquinquirá

VIETNAM - LE VANG - Nostra Signora di Le Vang

 

ZIMBAMBWE - MUTEMWA - Nostra Signora di Mutemwa

 

 

 

FONTE:

http://www.latheotokos.it/modules.php?name=Encyclopedia&op=list_content&eid=5